L’UOMO, LA BESTIA E L’ALBERO, Pensieri difformi; a cura del dott. Piero Pistoia; intermezzo: due poesie di L.. Nardi di riferimento

ANCORA DA PRECISARE……

 

DA INTEGRARE E PRECISARE….

UNO ZIBALDONE DI BREVI RIFLESSIONI (democrazia, addomesticamento, anything goes, evoluzione ed altro) SU CUI MEDITARE, a cura del dott. Piero Pistoia

ERRATA CORRIGE – Questi frammenti sono stati trasferiti da alcuni numeri de ‘Il sillabario’ cartaceo  di cui Piero Pistoia era direttore culturale; oggi esso è promotore insieme ad altri e, di fatto solo per necessità (pro bono), esercita la funzione non ufficiale di coordinatore. Così la scrittura ‘Direttore culturale’ in questo post, va sostituita con ‘Coordinatore’ (NDC).

ECCLESIASTE (9,11 – 12)

UNO ZIBALDONE DI RIFLESSIONI SU CUI MEDITARE

N.B. – La bibliografia a nome di Piero Pistoia può essere cercata su questo blog

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A cura del dott. Piero Pistoia

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RADIAZIONE SOLARE: UNA LEZIONE INTRODUTTIVA SUL BILANCIO TERMICO NELLA ATMOSFERA del dott. Piero Pistoia

PREMESSA

In questa lezione propedeutica si forniscono le nozioni di base per affrontare lo studio del Bilancio Termico nell’atmosfera, in particolare nella troposfera; questa prima parte può essere considerata una premessa necessaria a qualsiasi “discorso” per continuare a razionalizzare questo argomento, sia, nel caso più auspicabile,  di un aggiornamento personale successivo (autoaggiornamento), sia per comprendere ed assimilare,  una eventuale seconda parte, se andrà in porto, ancora da scrivere, ma in progetto.

Per leggere l’articolo in PDF cliccare sul link che segue, altrimenti leggere in successione:

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DA CONTROLLARE E CONTINUARE CON PRECISAZIONI ED INTERMEZZI…..

MENTE E SOCIETA’ SONO DISTANTI DA BIOLOGIA E NATURA; una multimetodologia educatica; dott. Piero Pistoia

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MENTE E SOCIETA’

PUR OGGETTI COMPLESSI, SONO DISTANTI DA BIOLOGIA E  NATURA

Una multimetodologia educativa

Riflessioni del dott. Piero Pistoia

  • Insegnare per formare menti ‘adatte’ è un procedimento certamente non lineare che si applica a situazioni molto complesse. L’evoluzione della mente e della conoscenza al suo ‘interno’, si configura come l’evoluzione di un sistema estremamente complesso, fortemente sensibile alle azioni esterne e quindi scarsamente prevedibile. Dall’altra parte la stessa società è controllata da equazioni non lineari e perciò soggetta a divergenze esponenziali, diventando sempre più difficile omologare cittadini adatti alle società del futuro.

    L’oggetto mente/cervello per la sua possibilità di gestire quantità enormi di simboli in continua interazione con la super-sfera del Terzo Mondo popperiano, comporta per il soggetto umano dover gestire un estremo intreccio di algoritmi assai più libero, indeterminato ed arbitrario di qualsiasi altra specie (I. Illich). Ciò, obnubilata la possibilità di una percezione immediata ed univoca dei segni della Natura, conduce ad un mondo a-biologico la cui appartenenza al mondo naturale diventa un requisito nullo o trascurabile (la mente, ragione-intelletto, è lontana dalla biologia e dalla Natura). Sembra allora che solo il sistema inconscio, connotato dall’evoluzione, rimanga a difendere ancora l’appartenenza alla logica del vivente e se vogliamo valorizzare l’aspetto biologico e naturale dell’uomo, dobbiamo renderci consapevoli anche, in termini educativi, delle dinamiche sottese ai processi istintivi e archetipici. Lavorare nel simbolico porta ad una situazione a-biologica lontana dalla Natura. Si perdono i nessi con le cose dell’Universo e le intuizioni su come l’Universo funzioni e come curarlo e prevederne l’evoluzione (perdita del senso ecologico profondo). Ne deriva la probabilità che le argomentazioni razionali, i progetti scientifici, le elaborazioni logiche … non riescano ad indovinare il mondo. Riscopriamo la biologia dell’uomo ed i nessi nella memoria biologica, sollecitando gli archetipi ed usando come catalizzatori il rito ed il magico!

  • Si propone allora in sede didattica una metodologia multi-centrica e multi-direzionale che, per la stessa disciplina preveda un’azione educativa che si esplichi in vari modi e secondo vari metodi. Lo stesso metodo che da poco sta presentando anche in Italia una maggiore diffusione consapevole – che vede il razionalismo critico popperiano come sua base teorica -(ironia della sorte!) non sarà produttivo a lungo, dovendosi favorire ‘un metodo senza metodo’, un modo libero ed anarchico, anche se geniale e creativo, di intervenire sul mondo, “di inventare modelli di interpretazione anche fantasiosi, vere opere d’arte, per ‘rileggere’ il dato sperimentale e ‘costruire’ nuovi fatti e nuove informazioni al fine di formulare idee non precostituite nelle scienze, nella storia, nella letteratura e nella vita”. Il fatto didattico ed educativo non deve prevedere processi lineari e ‘precostituiti’ – programmare a più vie? – che condurrebbero sempre, anche nel migliore dei casi, alla “banalizzazione” del contenuto e della mente (J. Foerster in Manghi), né gli inputs devono condurre all’ “esattezza”, ma alla “complessità”: le idee trasmesse non sono da proporre come “informazioni” ma come “perturbazioni”. Le prove scolastiche tradizionali più che un mezzo per misurare il grado di conoscenza, in questa ottica, si ridurrebbero ad un mezzo per misurare il grado di “banalizzazione”! Chi ha successo nella scuola tradizionale avrebbe subìto un insegnamento banalizzante e per questo prevedibile; un punteggio massimo significherebbe perfetta banalizzazione, studente perfettamente prevedibile e quindi ben accetto nella società, che ammettiamo abbia esigenze indipendenti dal tempo. Esso non sarà fonte di sorprese né di problemi, ma solo finché si manterrà lo Statu Quo, cosa poco probabile in un fermento attivo come nell’attuale processo iperbolico del progresso.

    Riportiamo dal post pubblicato in questo blog “L’intelligenza, la motivazione, la scuola ed il ruolo dell’insegnante” a firma della docente Gabriella Scarciglia, il frammento seguente che precisa la precedente riflessione .

  • <<… ‘Il tempo della lezione’ non deve essere tradizionalmente diviso in tempo di spiegazione davanti ad una classe muta ed in tempo di interrogazione in cui parla un solo alunno. Anche la lezione deve presentare quell’aspetto multidirezionale sempre efficace in situazione non lineare; momenti di spiegazione e interrogazione si alternino con interventi di tutta la classe; il contenuta da spiegare si costruisce così insieme e gli elementi della classe si muovono come in una palestra, ognuno farà il proprio esercizio, partecipando alla costruzione del sapere …. In queste condizioni la comunicazione insegnativa perturba l’atmosfera della classe, creando ansia e tensione, le molle dell’apprendere. E’ la perturbazione l’elemento critico che scuote lo Statu quo ed il precostituito, fino a proporre alternative e nuovi punti di vista sui vari campi del sapere.

    La costruzione della conoscenza sarà guidata da una multimetodologia che dal metodo mnemonico tradizionale, attraverso l’uso dei processi induttivi, pur ‘deboli’, (dai fatti alle idee) e dei ‘potenti’ processi deduttivi (dalle idee ai fatti), passi al “metodo senza metodo”, al modo libero ed anarchico di intervenire sul mondo, di inventare modelli di interpretazione anche fantasiosi, per ‘rileggere’ il dato sperimentale e costruire nuovi fatti e nuove informazioni. Si propongono così nuovi giochi linguistici, si ‘costruiscono’ opere d’arte dalla poesia , dalla pittura-scultura, fino ad idee non precostituite, né fino ad allora conosciute, nella scienza, nella storia e nella vita. Una buona banca-dati di tutti i tipi, anche più strani, per non iniziare sempre daccapo, verrà certamente fornita dai pensieri degli uomini del passato, anche il più lontano e non solo degli uomini (la stessa etologia potrebbe fornire stimoli creativi), che, pur riempiendo l’Universo di ‘posti’ e ‘oggetti’ mistici e strani, non sono da ritenersi meno geniali e affidabili dei nostri migliori ‘maghi’ (nella accezione letterale del termine) della scienza. Alimentiamo l’immaginazione e la creatività fuori norma, insieme al solito metodo logico-razionale pur freddo, amorale, scarsamente naturale (si pensi ai danni irreversibili che ha provocato al mondo non solo animale) e difficilmente coinvolgente, che funziona solo nel semplice, nell’artificiale e nel ‘vicino tempo-spazio’ e a volte nemmeno in queste circostanze, se ci imbattiamo in una ‘turbolenza’ e ciò capita sempre più spesso. Ma “ammorbidiamo” e “riscaldiamo” questo metodo. Inseriamo ai vari stadi del ‘curricolo a spirale’ proposti da Bruner (ai ‘primi’ passi’, ai ‘passaggi di transizione’, ma anche alla ‘comprensione finale’), le idee da apprendere da storie e narrazioni, come suggerisce la Storia della Scienza, se è vero che “si può falsificare una quantità spaventosa di ipotesi senza demolire la teoria in base a cui sono state formulate (Bruner 1997, pag136; “La cultura dell’educazione”, Feltrinelli)”, contro i falsificazionisti ingenui e che nei “cambiamenti di paradigma”si scoprono improvvisi stati intenzionali ed osservazioni da specifici punti di vista aprendo la scienza alla Narrazione ed alla Interpretazione. La Scienza e la Matematica condividono la fallibilità di tutti i tentativi umani, perché umana è la conoscenza, frammista ai nostri errori, ai nostri pregiudizi, ai nostri sogni, alle nostre speranze (K. Popper 1998, pag. 135 e pag.119;”Scienza e filosofia” CDE) dai quali è impossibile liberarci>>.

10 Dicembre – Giornata mondiale dei DIRITTI UMANI: solo una celebrazione ? A cura di Benedetto Randazzo

10 Dicembre – Giornata mondiale dei diritti umani: solo una celebrazione ?

di B. Randazzo

E’ la data scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948.

Il documento di 30 articoli sancisce i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona: il diritto alla vita, alla libertà e sicurezza individuali ad un trattamento di uguaglianza dinanzi alla legge, senza discriminazioni di sorta, ad un processo imparziale e pubblico, ad essere ritenuti innocenti fino a prova contraria, alla libertà di movimento, pensiero, coscienza e fede, alla libertà di opinione, di espressione e di associazione.

Vi si proclama inoltre che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture o a trattamento o punizioni crudeli, disumani o degradanti e che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato, il diritto a richiedere asilo in caso di persecuzione….

Tutti principi preesistenti ed abbracciati dalle Costituzioni nate dopo il 2° dopoguerra, non vincolanti per i Paesi aderenti all’ONU, sebbene l’appartenenza ne costituisce una tacita accettazione.

Si potrebbe quasi pensare che sia un esercizio inutile oggi leggere quel documento così vecchio: che bisogno abbiamo, di ricordarci di quella Dichiarazione? E’ un documento che parla di normali diritti che ci è sempre stato insegnato e proposto come “normalità”…. Salvo accorgerci a quasi 70 anni dalla sua adozione, che questi principi non sono così scontati altrove.

Il bilancio che si può tracciare è sotto gli occhi di tutti: se ancora oggi assistiamo a catastrofi umanitarie, significa che il cammino da fare è ancora lungo.

Per l’ONU “Il 2016 è stato un anno disastroso per i diritti umani nel mondo”; il perché è evidente: in ogni Continente si continua a combattere e morire. Ce ne possiamo rendere conto anche senza distogliere lo sguardo dal nostro Mediterraneo, culla delle Civiltà più antiche: In Siria non si intravede da anni una soluzione ad un conflitto che sembra senza fine, in Turchia i diritti sanciti dall’organismo internazionale in cui siede vengono sistematicamente calpestati, il Marocco impunemente ha condannato il popolo Saharawi a morire di fame e stenti nel deserto, l’omosessualità viene ancora considerata un crimine in almeno 3 Continenti; il diritto alla vita, l’accesso al cibo, ai farmaci, all’istruzione in molte, troppe parti del mondo, sembra ancora qualcosa di irraggiungibile.

Nel 2016 che valore dare allora a questo 10 Dicembre, quello di un inutile “mero esercizio teorico” (di cui ha parlato in questi giorni il Presidente Mattarella)?

Di una delle tante giornate che ci inventiamo per pulirci la coscienza, convinti che parlare per un giorno di fame nel mondo, diritti negati, bambini malnutriti o donne maltrattate possa cambiare le cose, per poi tornare a fare le cose esattamente come prima?

E’ drammatico il dossier pubblicato dalla Caritas: “Divieto di accesso. Flussi migratori e diritti negati“, dove si spiega il dramma di chi non ha né diritto di migrare né diritto di restare nel proprio Paese.

Un cambio di rotta è necessario per riconoscerci in un modo nuovo tutti cittadini dello stesso mondo. Senza “divieti di accesso” !

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SI RICORDA CHE…

… nel lontano 24 Dic. 1986 il giornalista C. Fiornovelli scriveva il seguente trafiletto sul periodico VOLTERRA 7, in  occasione della conferenza, presso l’ITIS di Pomarance, relativa alla  dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, nel suo 38° anniversario, appunto il 10 Dicembre. Questa conferenza-lezione rientrava in una programmazione di lezioni per l’anno scolastico in corso, inserite e previste nella trattazione dei programmi standard, tenute da professori universitari su argomenti ‘caldi’ (es., Aspetti inediti della lotta di liberazione,  Diritti dell’Uomo, Costituzione Italiana, Energie alternative, Evoluzione dell’uomo e delle sue culture e molti altri), voluta dal preside dell’ITIS, al tempo dott. prof. Piero Pistoia, e dagli Organi collegiali.

Con queste motivazioni, ancora dalla stampa (Tirreno 11-Dic-1986 )

:<<…Sono i valori indirettamente recepiti attraverso i concetti evolutivi nel rispetto dell’oggetto esterno, organico ed inorganico, che si situano profondamente alla radici del vivere civile. Sono inoltre i valori indirettamente acquisiti attraverso lo stesso metodo scientifico, del dubbio rispetto alla certezza e verità, collegati ai processi di falsificazione, che mettono le basi per i codici del diritto e della democrazia nel rispetto delle idee alternative della critica e delle minoranze>>

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Oggi, dopo 30 anni, nel 68° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo da parte delle Nazioni Unite,  il contenuto della  ‘lectio magistralis’  per le Scuole sempre più spesso riguarda droni, arti artificiali e altri sofisticati mezzi nati dall’informatica per  il recupero di corpi ‘danneggiati’, perché quando numerosi esplodono i conflitti sul globo, questi articoli si vendono molto bene: i droni servono per danneggiare, e i mezzi sofisticati, per il recupero! due facce della stessa medaglia, la guerra.

Si parva licet componere  magnis, il confronto fra queste due lontane attività didattiche ha davvero un senso! Al di là delle iperboli, infatti, misura il progresso (sic!) delle  vicende umane in 30 anni. Non è fuori luogo accennare anche al parallelo fra progetti di guerra, contemporanei ai progetti associati di ricostruzione. Qual è la causa, qual è  l’effetto?

Naturalmente non è escluso che scoperte di alta tecnologia, nate per tutt’altri scopi, tornino poi utili anche in campo civile, come accade spesso nelle ricerche aereo-spaziali. Ciò però non tocca l’intenzione e lo spirito con cui si fanno le scelte!

ISTINTO ARCHETIPO RITO ESPERIENZA di piero pistoia

Questo intervento è stato ripreso in questo blog dal post ” MENTE E CERVELLO” (contenente ben otto articoli) per  renderlo più visibile.

ISTINTO, ARCHETIPO, RITO, ESPERIENZA: SPUNTI PER UNA DISCUSSIONE CRITICA

del dott. Piero Pistoia

In queste brevi considerazioni, forse anche banali, per lo più scritte di getto e volutamente iperboliche, ogni proposizione affermativa si deve pensare terminata non da un punto fisso (dato duro), ma da un punto di domanda, cioè aperta alla argomentazione critica più severa (per dirla alla Popper).

Come intermezzo un dipinto di Batini.

PER LEGGERE L’ARTICOLO IN pdf CLICCARE SU:

istinto_archetipo_rito

Per chiarirsi i concetti vedere anche gli altri interventi contenuti nel Post ” MENTE E CERVELLO” in questo blog.

BREVI DIVAGAZIONI SCARSAMENTE CONDIVISE SULLA NATURA E SULL’ARTE del dott. Piero Pistoia

La seguente breve riflessione in pdf:   arte_scienza-e-sassi-mammellonati

 

DIVAGAZIONI SCARSAMENTE CONDIVISE E MOLTO APPROSSIMATE SULLA NATURA E SULL’ARTE

del dott. Piero Pistoia

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Il sentimento universale del dolore per la perdita di un cucciolo della stessa specie riesce ad esprimerla anche la stessa Natura giocando con il linguaggio criptato di angoli, rapporti aurei e pentagoni (così come intravisto appena dal pensiero razionale), che stranamente, per un processo co-evolutivo, anche l’animo umano riesce a tradurre in emozione!

La Natura costruisce se stessa ponendosi ad ogni passaggio davanti ad infinite scelte; le ‘annusa’, con la velocità che le è naturale (forse quella della luce)e sceglie quel cammino che consuma minore energia, si muove verso quella superficie per raggiungere la quale consuma meno energia, ecc., costruendo tutte le forme del Cosmo attraverso strutture primigenie (forse i frattali che hanno a che fare con numeri aurei, i numeri di Fibonacci, i pentagoni… o le cellular automata di Wolfram ; vedere i posts relativi). La Natura in questo modo costruisce ogni forma! Costruisce le albe ed i tramonti, le aurore boreali, le foreste, le forme delle foglie, degli animali, i densi occhi delle donne…i sassi mammellonati, insomma tutto ciò che la scienza con la matematica e la fisica sembra non riesca a spiegare fino in fondo. E di questi oggetti è pieno l’universo! Ciò che la matematica e la fisica invece riescono a razionalizzare è una porzione di spazio-tempo infinitesima rispetto al Cosmo che ci circonda, costruita nel tempo ‘lungo’ nell’interazione evolutiva con lo spazio-tempo di sopravvivenza.

E l’Arte? Proprio per la sua natura universale, svincolata dal tempo e dallo spazio, è forse costruita a partire da ‘quanti di emozione’? e l’emozione densa di energia è forse quantizzabile come la materia e l’energia, il tempo e lo spazio, ecc.? e rimanda forse anch’essa a frattali e numeri aurei o ‘automi cellulari’ come la stessa Natura? L’Arte è probabile che usi una parte del cervello umano estremamente difforme dal razionale, tale da contribuire però, attraverso un transfert-a-specifico, a quei salti creativi che nel corso dei millenni hanno compartecipato anche al progresso della scienza e della matematica.

ARTE SCIENZA SACRO ENTRANO IN INTERAZIONE SU FRONTIERE CHE SI PERDONO IN UNA FUGA INFINITA DI FRATTALI?

Dott. Piero Pistoia

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VISITARE ANCHE IL POST SULLA PITTURA DI P. Fidanzi ed altri ‘MIRABILE E SORPRENDENTE MOSTRA DI PITTURA’  con foto mammellonati e riflessioni brevi su Natura ed arte, da cui è stato trasferito qui, questo mio scritto, in parte modificato.

piero pistoia

Un accademico di fisica teorica ha espresso per mail un ‘MI PIACE!’ sulla precedente riflessione.

CURRICULUM DI PIERO PISTOIA:

PIERO PISTOIA CURRICULUM1