LA SCULTURA DI ROBERTO MARMELLI e divagazioni di P. Pistoia, post aperto


POST IN VIA DI COSTRUZIONE (ancora da correggere)

 

IDOLO1: NASCITA DAL BLOCCO DI ARENARIA

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LA REPLICAZIONE UMANA

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Commento critico alle foto

          GLI URLANTI     

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  a – Idolo 2 b – Classicismo surreale 4 c – Crociato 3 d – Acconciatura con trina e – Ellenico1   OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA   OLYMPUS DIGITAL CAMERA   OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Chi volesse vedere altre sculture di Marmelli in questo blog, deve cercare nel post “La poesia DI LUGLIO” alla voce Intermezzi (Torso) e nel post “La poesia A SE STESSO” sempre alla voce Intermezzi (Totem, Volto, elemento umano avvolto in una spirale e un breve commento).

Seguono le ultime due sculture di Marmelli in arenaria che  esprimono il dolore di una madre per la perdita del figlio ucciso, suggerita dagli inumani drammi in atto nel Mediterraneo:  dai tragici sbarchi di migranti fuggitivi a Lampedusa, o forse dall’attuale ‘eccesso di difesa’  ‘asimmetrico’  (da una parte la paura senza conseguenze, dall’altra la morte certa!), incredibile in Medio Oriente, che, a mio avviso, lascerà traccia nella Storia e nella memoria delle genti, perpetrato dalle guerre. Col tempo infatti le guerre continuano ad acquistare sempre più intensamente questa caratteristica a danno dei più deboli e dei più poveri. E’ stato ucciso un combattente occidentale! urlano costernati i mass media. Possibile che, nelle ultime guerre,  nessuno abbia fatto il conto di quanti bambini, quante donne non combattenti, quanti vecchi, in media, riescano a bilanciare questa morte?! Si veda in proposito anche la vignetta emblematica successiva  ripresa dal giornale ” Il Fatto Quotidiano” del 30 luglio 2014.

migranti

 

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Per caricare le stesse due foto tramite Word o Open Office cliccare sopra ‘migranti 1’ e  ‘migranti’

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migranti

Per caricare ‘migranti’ in pdf,  cliccare su:

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CONSIGLIO DELLO PSICOLOGO:

Per non strapparsi i capelli è meglio far finta di niente!

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DIVAGAZIONI SCARSAMENTE CONDIVISE E MOLTO APPROSSIMATE SULLA NATURA E SULL’ARTE

di  Piero Pistoia

Il sentimento  universale del dolore per la perdita di un cucciolo della stessa specie riesce a esprimerla anche la stessa Natura giocando con il  linguaggio criptato di angoli, rapporti aurei e pentagoni (così come  intravisto appena dal pensiero razionale), che stranamente, per un processo co-evolutivo,  anche l’animo umano riesce a tradurre in emozione! La Natura costruisce se stessa ponendosi  ad  ogni stadio davanti ad infinite scelte; le ‘annusa’,  con le velocità che le è  naturale (forse quella della luce) e sceglie quel cammino che consuma minore energia, si muove verso quella superficie  per raggiungere la quale consuma meno energia, ecc. costruendo tutte le forme del cosmo attraverso strutture primigenie (forse i frattali che hanno a che  fare con numeri aurei i numeri di Fibonacci). La Natura costruisce ogni forma! Costruisce le albe, i tramonti, le aurore boreali, le foreste, le forme delle foglie, degli animali, gli occhi delle donne… insomma tutto ciò che la scienza con la matematica e la fisica non riescono a realizzare e spiegare. Ciò che la matematica e la fisica invece riescono a razionalizzare è una porzione di spazio-tempo infinitesima rispetto al cosmo che ci circonda. E l’arte? Proprio per la sua natura universale svincolata dal tempo e forse costruita a partire  da ‘quanti di emozione’ (l’emozione è forse quantizzabile come la materia e l’energia, il tempo e lo spazio ecc.?), che rimandano a frattali e a numeri aurei,  usa una parte del cervello umano estremamente difforme dal razionale, tale da contribuire però, attraverso un trasfert-a-specifico,  a quei salti creativi  che nel corso dei secoli hanno contribuito al progresso anche della scienza e della matematica.

Sono da precisare alcuni passaggi critici

*I SASSI MAMMELLONATI*: MATERNITA’, DOLORE, NATURA

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*MAMMELLONATI* DELLO SCULTORE ROBERTO MARMELLI

LA SCULTURA: “Abbondanti rotondità”

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IL PREGEVOLE ATIGIANATO DI Roberto Marmelli

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LE SCULTURE DI ANNE BRUYLANTS, BELGA E MARIO DANIELE, SIRACUSANO; commento di F. Gherardini; post aperto

POST DA RIORGANIZZARE

LA PRESENTAZIONE

Caro Pier Fancesco, ti mando per IL SILLABARIO2013  una serie di immagini di due scultori, lei Anne Bruylants belga e lui Mario Daniele siracusano di nascita e fiorentino di adozione,  che, dopo tanti anni trascorsi per le grandi metropoli europee, vivono ormai nel Borgo di  Castelnuovo VC (Pisa) e che terranno una Mostra presso la sala Altiero Spinelli al Parlamento di Bruxelles dal 1 al 7 aprile p.v. nell’ambito di una prestigiosa Esposizione di Arte Contemporanea. Spero che  tu e Piero possiate estrarne qualcosa da poter utilizzare per il sito. Saluti Francesco.

Dott. Francesco Gherardini

Seguono le sculture di ANNE & MARIO DANIELE, esposte presso il Parlamento Europeo dal 31 Marzo al 7 Aprile 2014.

Indici delle immagini:

1 – Il coniglio sorvegliato

3 – Il recinto dei cavalli

5 – Teorema

7 – Il viaggio vegetale

9 – Migrazione

11 – Il rovescio della moneta

13 – La Tarda

15 –  Attraverso

17 – La danza di Pulcinella

19 – Il contenitore

21 – Il gigante

23 – Volo immaginario I

25 – Volo immaginario II

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Segue il commento di Francesco Gherardini:

MARIO DANIELE SCULTORE del Prof. F. Gherardini.doc

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ARMANDINO (da “la collina”rivista di letteratura numero 8-giugno 1987. Siena)

Armandino lo vedevo tutte le mattine nella stanza numero quatto a Clinica Medica. Bianca risplendeva la sua testa, nell’aria gialla. Se lo guardavo negli occhi sorrideva: come i gatti faceva le fusa. Non rispondeva a nessuno, e a torto lo credevano sordo. Era quella soltanto una difesa, in sè la protesta contro medici e figlie, che lo obbligavano a respirare a bocca aperta, a mangiare il caffè nero coi biscotti. Spesso, ad alta voce, ripeteva: – Nun intendooo ! Siamo vecchii ! E ancora: – Vanno via tuttii !- Quando gli pizzicavo un alluce, o facevo campana col suo naso, non si arrabbiava. Non era dispiaciuto che lo facessi apposta. E sorridendo sembrava voler dire: – O birbaccione !-

Ieri mattina mi sembrò più felice del solito. Lo sguardo vivo, a mulinare sulle cose. Una strana agitazione si era impossessata di lui e lo rendeva più giovane, quasi bambino. Con voce bassa e segreta mi chiese: -E’ tempo bello ?- Risposi che fuori c’era il sole, il cielo azzurro, e pensai:- E’ migliorato!-

Trascorsero l’intera giornata e una notte di luna.

Stamani, nella stanza numero quattro  l’aria è sempre gialla, quasi tutto al suo posto,

ma il letto di Armandino  è vuoto. Già rifatto.

 

Paolo Fidanzi

“DEVO STARE TRANQUILLO”, racconto di Roberto Veracini

Devo stare tranquillo

di Roberto Veracini

(racconto di un natale contemporaneo)

Sale sul tram, affollato di gente prenatalizia, piena di pacchi, ma senza sorrisi. Lui lo nota subito, dice buon Natale a tutti, tocca le persone, vuole attenzione…Guardali, guarda che facce, non gliene importa niente, è un momento difficile, eh? Senza babbo e senza mamma, eh? Con la mi’ sorella che è andata via, eh? M’hanno mandato in ferie, ma io cosa faccio, andrò un po’ a giro, eh? Devo stare tranquillo, eh? Se no poi il cervello non funziona, eh? E’ difficile, senza babbo e senza mamma, con la mi’ sorella che se n’è andata, col m i’ cognato malato, eh?…Avrà cinquant’anni e un berrettino da adolescente, il volto un po’ grasso e gli occhi spenti, con un sorriso tristissimo e le movenze lente, calmanti, forse…E’ un momento difficile, eh? M’hanno fatto firmare un foglio per le ferie, da domani…e io che faccio, eh? Mi metto a fare il cattivo, botte da orbi, eh? Quanti giorni sono, da oggi al 2 Gennaio, ce la posso fare, eh? Se no divento cattivo, botte da orbi, eh? …E sorride, con quel suo sorriso triste e assente, mi ha preso come punto di riferimento, in quell’ammucchiata di gente con pacchi, che lo guarda schifata, ceca di stare alla larga, ma non può più di tanto, perché non c’è altro posto, tocca sopportare il folle in ferie, abbandonato alle sue fisime, che ogni tanto dice buon Natale e poi ricomincia con il suo monologo, chiedendo attenzione, un assenso o un sorriso…Devo stare tranquillo, eh? Come ti chiami? Roberto? Devo stare tranquillo, Roberto, eh? Se no faccio il cattivo, botte da orbi, ma è meglio di no, eh? Meglio di no…Devo stare tranquillo, Roberto, eh? Tranquillo. Annuisco, gli sorrido. Tranquillo…Senza babbo e senza mamma, è dura, eh? Ma io devo stare tranquillo, eh? Quando scendi Roberto? Alla prossima? Scendiamo velocemente dal tram, ognuno con i suoi pacchi natalizi e le facce senza sorrisi. Sento ancora una voce da lontano…Buon Natale, Roberto, devo stare tranquillo? Si, tranquillo…Ciao Roberto, andrà tutto bene, eh? Tutto bene…Devo stare tranquillo, Roberto? Si, tranquillo, andrà tutto bene.

Roberto Veracini

 (Dicembre 2013)

ASPETTI DI LINGUISTICA APPLICATA a cura del Dott. Renato Bacci, Giovanni Albertini ed altri; post aperto

LE ORIGINI DEL VOLGARE NEL VOLTERRANO E LA GUAITA DI TRAVALE

Del Dott. Prof. Renato Bacci

  Per vedere l’articolo cliccare sotto:

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PERDITA DI CULTURE SPECIFICHE E SCOMPARSA DI PAROLE 

di Giovanni Albertini

Si perdono certe tradizioni, usanze, modi di vivere legati al quotidiano, in definitiva si ‘spengono’ certe culture e con loro muoiono le parole e modi di dire ad esse collegati.

Progongo in tale ottica una raccolta di scritti ripresi dal libro, da me curato,“CIRINGAGLIA, parole , storie e aneddoti salinesi”; edito dalla PRO LOCO, Saline di Volterra e stampato nel luglio 2013 dalla Grafitalia, Peccioli (Pi).

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Per vedere il paragrafo: “MODI DI DIRE VECCHI COME IL CUCCO” clica qui:

MODI DI DIRE2.pdf

Per vedere il paragrafo: “LE PAROLE CONDANNATE A MORTE” clicca qui:

PAROLE MORTE4.pdf

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Art. in via di costruzione.

POESIA “IL LAMPO” di Giovanni Pascoli: commenti con intermezzi; post aperto

Immagini riprese da “Il Sillabario”  N.4 – 1997 e dalla mostra 2014 a Lustignano

INTERMEZZI

 1) Alcune opere di Fabio Batini, pittore e scultore.

2) Breve commento sulla sua attività artistica.

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