IL MONDO CULTURALE DEL “COME”; ED IL MONDO CULTURALE DEL “PERCHE’ “: come ‘giocano’ nell’attività ‘insegnativa’ ; a cura del dott. Piero Pistoia

L’INTERMEZZO E’ UNA SCULTURA COMPLESSA IN ROCCIA VIVA DELLO SCULTORE MAURO STEFANINI, E DOVE E’ TALORA LASCIATA INCOMPLETA SI ‘PERTURBA’ LO SGUARDO APRENDO ALL’IMMAGINAZIONE ED AL MISTERO, ATTIVANDO ABBRACCI CONVULSI IN UN ‘TRAVAGLIO’ DENSO DI PATHOS E FORTI EMOZIONI A FRONTE DI UN FUTURO, NEL CIELO, TUTTO DA SVELARE.

 

CHI VOLESSE LEGGERE L’INTERVENTO IN PDF, CLICCARE SU:

COME_PERCHE10001

ALTRIMENTI:

IL MONDO CULTURALE DEL <<COME>> ED IL MONDO CULTURALE DEL <<PERCHE’>>: come ‘giocano’ nella attività ‘insegnativa’? a cura del dott. Piero Pistoia

Annunci

ALCUNI INTERROGATIVI RILEVANTI SUL MIRACOLO RIVOLTI A DON SERAFINO FALVO, SACERDOTE CARISMATICO, della Casa di Preghiera “Gesù Amore”, che molto sa sui miracoli; a cura di Piero Pistoia

Intermezzo: una pittura a cera del pittore Batini di Lustignano (Pomarance, PI)

ALCUNI INTERROGATIVI RILEVANTI SULLA NOZIONE DI “MIRACOLO”

 

Piero Pistoia

IN ATTESA DELL’EVENTO

 

RISPOSTE DI DON SERAFINO FALVO

 

 

 

 

ANCORA SULL’INDUZIONE del dott. Giacomo Brunetti; indicazioni del dott. Piero Pistoia

Per leggere l’articolo in pdf  “ANCORA SULL’INDUZIONE del dott. Giacomo Brunetti”, cliccare sotto:

INDUZIONE20001

 

Indicazioni del dott. Piero Pistoia

IL dott. prof. Giacomo Brunetti ha anche pubblicato su questo blog l’art. “INDUZIONE E DEDUZIONE: due metodi di indagine scientifica”, del quale il presente può essere la seconda parteinserito nel post “EPISTEMOLOGIA ED OLTRE” a nome dei docenti G. Brunetti, P. Pistoia e G. Scarciglia.

Nello stesso post P. Pistoia e G. Scarciglia hanno pubblicato l’art. “ALCUNI ASPETTI DEL PENSIERO DI K. POPPER ED ALTRO: spunti per riflessioni e discussioni personali”

Infine ancora nello stesso post Piero Pistoia ha pubblicato l’art. “LA TEORIA E LA REALTA’ ED I LIMITI DELLA CONOSCENZA: Iperboli su Natura, Comunicazione culturale e Poesia” 

 

 

BREVI RIFLESSIONI SUL SENSO DEI DATI DA ELABORARE IN STATISTICA E SUL PARADOSSO DELLA DEMOCRAZIA; a cura del dott. Piero Pistoia

BREVE RIFLESSIONE SUL SENSO DEI DATI DA ELABORARE IN STATISTICA

a cura del dott. Piero Pistoia

Come premessa generale a tutti gli scritti di statistica vorrei precisare almeno la risposta alla domanda, che si percepisce nell’aria, diciamo ingenua, ma forse anche pretestuosa per secondi obiettivi (nel prossimo non indifferente c’è sempre un po’ di malevolenza), e, se in buona fede, come minimo da inesperti, che suona grosso modo così: <<A chi serve studiare dati certamente già analizzati da altri, anche in ambiti accademici e magari anche in tempi ormai lontani, ovvero studiare dati simulati?>>.

Se i dati fossero simulati si tratterebbe di fare mera esercitazione sulle leggi della statistica e sui linguaggi informatici relativi, che data la potenza di questi strumenti, mi sembra, se condotto con criterio (si insegna cercando di costruire insieme nell’andare, nel senso che nel correggere si impara), si tratti di un ammaestramento comunicativo rilevante e non da poco!

Se poi i dati sono reali, raccolti sul campo, per le teorie sul forecast, l’analisi dei dati lontani spesso ha più significato di quelli vicini. In una iperbole, si rifletta sul battere di ali di una farfalla lontana nel tempo, in situazioni complesse!

E se poi sono già stati analizzati più volte anche in sedi accademiche, pur permanendo la causa primaria di un ammaestramento significativo, si ha anche maggiore opportunità di imparare a controllare il conto, perché nel passato e nel futuro siamo sempre noi a pagarlo! Se su quel conto sono state prese decisioni che ci riguardavano e se era sbagliato al tempo, tale sbaglio continuava a ripercuotersi su tutte le previsioni future (il forecast appunto)!

Ma perché i conti eseguiti in ambiti accademici possono essere ‘sbagliati’? Perché i conti sono tendenzialmente, direttamente o indirettamente, consapevolmente o inconsapevolmente, controllati da chi vengono pagati (chi ordina la relazione tecnica in qualche modo riesce a comunicare la propria idea che ‘pesa’ sul progetto), cioè dal potere, con maggior frequenza quanto più gli eventi in studio cadono in ambito complesso dove vari percorsi razionali sono sempre possibili. E questo è un rischio sempre in agguato.

BREVE RIFLESSIONE SUL PARADOSSO DELLA DEMOCRAZIA (paradosso di Garaudi)

DEMOCRAZIA0001 in pdf

Nota –  Le Tre P di Bruner  rappresentano il Passato, il Presente  e specialmente il Possibile che reinterpreta continuamente gli altri due. Controllare, anche sul blob, il loro significato ampliato, in particolare, nel post ANCORA SULL’ANALISI DELLA POESIAIl Circolo Ermeneutico, di piero pistoia e gabriella scarciglia.      

LA CULTURA CLASSICA, VALORE, SIGNIFICATO, ATTUALITA’, di Roberto Righetto; a cura del dott. Piero Pistoia

Pubblichiamo uno scritto recente  di Roberto Righetto, trascritto dal Blog “RIFLESSIONI” Di Francesco Macri – FIDAE (pubblicato su Avvenire, domenica 22 Aprile2018), perchè in qualche modo ci sembra che si inserisca nel nostro attuale dibattito sulla BUONA SCUOLA, condotto sul nostro Blog (ilsillabario.wordpress.com), uno zibaldone culturale che si dovrebbe collocare, almeno come aspetttativa di noi docenti, nell’interfaccia Scolastico-Extrascolastico. Ci sembra che il nostro Blog abbia intersezioni culturali con il loro (Tematiche educative, dibattito culturale, riforma scolastica).

Abbiamo cercato di comunicare al loro blog RIFLESSIONI il trasferimento dell’art. di Righetto; abbiamo fatto un tentativo, con una nostra mail, inviata a scuolavalore@indire.it, da ‘girare’ a loro.

 

La cultura classica. Valore, significato, attualità

Roberto Righetto 

Un noto saggio edito dal Mulino nel 2014, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, la filosofa americana Martha Nussbaum evidenzia che «non c’è nulla da obiettare su una buona istruzione tecnicoscientifica », ma si dice preoccupata perché «altre capacità altrettanto importanti stanno correndo il rischio di scomparire nel vortice della concorrenza ». Si tratta di capacità «associate agli studi umanistici e artistici: la capacità di pensare criticamente, la capacità di trascendere i localismi e di affrontare i problemi mondiali come “cittadini del mondo”; e, infine, la capacità di raffigurarsi simpateticamente la categoria dell’altro ». Per questo – sostiene – nell’educazione dei giovani è fondamentale insegnare filosofia, storia e letteratura, mentre accade che, specie nelle società occidentali, «gli studi umanistici, l’arte e persino la storia vengano eliminati per lasciar spazio a competenze che producono profitti che mirano a vantaggi a breve termine». Scienza, tecnica ed economia hanno bisogno invece di un solido impianto umanistico per poter raggiungere i loro scopi in nome del vero progresso umano.

Esattamente all’opposto la pensa Andrea Ichino, docente laureato alla Bocconi di Milano e addottorato al Mit, per il quale «siamo rimasti l’unico Paese al mondo in cui, nelle scuole tradizionalmente di élite, gli studenti dedicano il massimo delle loro energie a studiare latino, greco e materie umanistiche». Allo stesso modo Michele Boldrin si scaglia contro la «maledetta cultura del liceo classico». Economisti di formazione statunitense vedono insomma nella cultura classica un ostacolo sulla via della globalizzazione. Sono lontani i tempi in cui per essere ammessi ad Harvard bisognava rispondere a domande sulla grammatica e la storia greca e romana oltre a quesiti di matematica; non solo, erano previste anche prove di traduzione al latino e al greco.

Il recente dibattito che ha diviso gli intellettuali italiani a proposito del liceo classico ha dimostrato come si sia indebolita nel nostro Paese, ma anche in Europa e in Occidente, l’idea della cultura classica come patrimonio condiviso. Molti pensano che sia un fardello del passato da cui bisogna liberarsi a tutto vantaggio degli studi scientifici, tecnologici ed economici. Perché continuare a fare versioni dal greco e prevedere ancora lo studio del latino nei licei scientifici?

Una difesa niente affatto scontata arriva ora proprio da uno scienziato, Lucio Russo, in un libro davvero fondamentale per capire le tendenze della cultura occidentale, Perché la cultura classica (Mondadori, pagine 228, euro 19,00). L’autore infatti non segue la linea scontata delle radici culturali che bisogna difendere a ogni costo e soprattutto rammenta che l’immenso patrimonio giunto fino a noi dal mondo antico non riguarda solo campi come filosofia e letteratura, ma anche proprio la scienza.

È il caso della cosmologia e dell’astronomia. Soprattutto in epoca ellenistica, vi fu un eccezionale sviluppo scientifico che portò ad esempio Aristarco di Samo a formulare la teoria eliocentrica, tanto che persino Copernico era cosciente di riprendere un’idea antica. E così la scoperta che le stelle fisse in realtà si muovono e l’idea newtoniana dell’attrazione degli astri fra loro e del Sole sui pianeti si può far risalire a Ipparco. Ciò nonostante, «il debito della scienza moderna verso l’antica cultura greca – constata Russo con una certa amarezza – è oggi in genere gravemente sottovalutato».

Oltre che ricordare il contributo della cultura classica in tutti i campi, compresi il diritto e la politica, l’autore dimostra come esso sia sempre più misconosciuto, tanto che oggi prevalgono le opinioni di Voltaire, che polemizzò contro chi sosteneva la superiorità della cultura antica, e di Spengler, per il quale «la storia del sapere occidentale è quella di una progressiva emancipazione dal pensiero antico». Russo delinea le tendenze fondamentali della nostra cultura che vanno in questa direzione. A partire dalla scuola, che nella seconda metà del Novecento ha finito per marginalizzare un po’ in tutta Europa gli indirizzi finalizzati a una preparazione generale polivalente.

A ciò si è abbinata la crescita impetuosa dell’industria culturale e dello spettacolo. Se il superamento della separazione storica fra cultura alta e cultura bassa è stato un bene per tutti, l’aver sostituito la scuola con l’intrattenimento ha portato sempre più a disprezzare l’eredità antica. Tanto più che – nota Russo contrapponendosi alla visione esageratamente ottimistica di Claudio Giunta nel suo pamphlet L’irragionevole processo alla cultura di massa siamo ben lontani dall’aver realizzato quella crescita culturale tanto auspicata, visto che «il 70 per cento degli italiani sono analfabeti funzionali, vale a dire incapaci di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società», come ha commentato Tullio De Mauro. Altro che “Rinascimento di massa”!

A tutto ciò si aggiunge il preoccupante analfabetismo scientifico, fenomeno non certamente aiutato dal diffondersi di una contaminazione con l’irrazionalismo, come si può constatare leggendo le opere del medico e guru indiano Deepak Chopra o del fisico americano Frank Tipler. Ma anche ricostruzioni oggi così amate come quella dell’antropologo Jared Diamond, che privilegia le ragioni geografiche e naturalistiche a quelle culturali nel considerare l’avanzamento e lo sviluppo delle civiltà nel corso dei secoli, si dimostrano assai parziali.

Al termine del suo excursus quanto mai efficace, Lucio Russo così conclude: «Fra gli aspetti non secondari dell’indebolimento dei nostri legami con la civiltà classica, accanto al progressivo abbandono del metodo dimostrativo, dobbiamo includere l’ampliarsi della frattura tra matematica e fisica, l’incrinarsi del rapporto classico tra teorie e fenomeni e il diffondersi dell’irrazionalismo in importanti settori della comunità dei fisici».

In breve, non è solo la cultura umanistica a dover preoccuparsi per la perdita d’aureola della cultura classica, ma anche quella scientifica. Per evitare il rischio dilagante di un’eccessiva specializzazione, occorre tornare alla visione di un grande studioso come Wilamowitz, il quale giudicava indispensabile «la conoscenza del mondo greco in tutti i suoi aspetti, letterari, filosofici, politici e scientifici, non tanto come disciplina in sé ma piuttosto come punto di partenza verso le diverse discipline».

Avvenire domenica 22 aprile 2018

 

PROPRIETA’ DELL’ACQUA PER LA VITA E TEORIA QUANTISTICA: alcune conferenze del fisico teorico E. Del Giudice e trasferimento da internet della premessa tradotta in italiano (1 pag. su 12) dell’art. “ILLUMINATING WATER AND LIFE: E. DEL GIUDICE”; della ricercatrice Mae-Wan Ho, Institute Science in Society, London, UK (che pubblica on line nel 2015); a cura di Piero Pistoia

Post in via di costruzione…
 
QUALCHE RIFLESSIONE INCERTA E PROVVISORIA A BRACCIO di Piero Pistoia
 
Suggerito dalla Meccanica Quantistica che, a differenza della Meccanica Classica, vede la materia non inerte, ma attiva, sembra che l’acqua abbia infinite possibilità di coerenza, anche grazie ai suoi clusters in se stessi coerenti, con frequenze diverse da un aggregato all’altro, da una macromolecola all’altra, per cui l’acqua potrebbe risuonare con infiniti eventi. In quest’ottica, Emilio, in momenti di più alta tensione del suo uditorio durante le conferenze, riesce a distendere gli animi degli ascoltatori talora con batture e storielle piacevoli, davvero indovinate: ebbe a dire, in uno di questi frangenti, che per sua natura l’acqua per vita è di certo definibile “di facili costumi” permettendo di risuonare con tutti! Poi tali frequenze stabilizzate in acqua, raggruppate opportunamente e attivate tramite un campo elettromagnetico di background che fa da gabina di regia, mantenuto all’interno della massa vivente da particolari proprietà dell’acqua, potrebbero essere in grado, in qualche modo nel corso del tempo (tutto da proprietà precisare), di “costruire e far funzionare”, fra l’altro, i famosi cicli della microbiologia attivi nei corpuscoli cellulari dei viventi (es. per tutti gli altri, i mitocondri),  come il ciclo di Calvin, Lynen, il ciclo di Krebs…la fotosintesi clorofilliana…. Sembra di capire che molecole risonanti in ogni ambiente biologico si attirano ed ogni processo biochimico della microbiologia all’interno della masse viventi sarebbe provocato dai “facili costumi” dell’acqua per la  vita, che ‘giocherebbe’ ruoli incredibili in seno ai viventi. Sembra infine che in ambiente dominato dalla frequenza (mondo della fase), ogni cambiamento si trasmetterebbe fuori dal tempo pr cui questi eventi verrebbero ricreati in un processo istantaneo.
Nel fervido lavoro della ricercatrice Mae-wand Ho, condotto nel suo articolo nominato (vedere di seguito la pagina della sua premessa),  cerca, determinata, di agganciare, con più forza,  i concetti divulgativi di medio-alto livello di Emilio Del Giudice espressi nelle sue conferenze sull’acqua per la vita, ad  una trama di dati duri misurati con strumenti e processi strumentali sofisticati da una miriadi di esperimenti condotti in svariate parti del mondo descritti e sostenuti da centinaia di pubblicazione scientifiche. In particolare vengono riportati dati da misure di energia (meV) su salti da livelli energetici, misure di distanze e lunghezze (nm)… su superfici di macromolecole vibranti,  di aggregati di molecole di diversa taratura, su bulk water ecc. 
L’idea mi pare alla fine che si debbano aprire incastri su una tela, tessuta prima da Del Giudice e ora da Mae-Wan Ho (due grandi menti del cambiamento purtroppo recentemente scomparsi), inizio-principio per l’espansione di questa ricerca nuova, mai vista, alla frontiera delle accademie dello statu quo. Mae Ho infatti afferma: “Emilio has given a uniphying basis for a new science of water for life. In the rest of this paper I shall give an overview of how I see the subject in the light of his controbution, and how it  could be  taken forward.”
 
 
IL CONCETTO DI RISONANZA SECONDO EMILIO DEL GIUDICE
Altrogiornale.org.html
 
Per leggere lo scritto in pdf cliccare su:
 
 
N.B.
Si ringraziano i responsabili di ALTROGIORNALE ed i responsabili del sito “INFORMAhealthcare.com/ebm, se ci permetteranno di mantenere su questo blog l’art. di Emilio Del Giudice e la premessa all’articolo della Mae-Wan Ho;  in caso contrario, avvertìti alla E-mail “ao123456789vz@libero.it”, provvederemo immediatamente alla loro cancellazione.
 

ILLUMINANDO L’ACQUA E LA VITA: EMILIO DEL GIUDICE

di Mae-Wan Ho

Institute of Science in Society, London, UK


Abstract
La teoria dell’elettrodinamica quantistica dell’acqua, premessa da Del Giudice e colleghi, fornisce un utile fondamento per una nuova scienza dell’acqua per la vita. L’interazione di luce con l’acqua genera domini quantici coerenti in cui le molecole dell’acqua oscillano tra uno stato di base e uno stato eccitato vicino al potenziale di ionizzazione dell’acqua. Questo produce un plasma di elettroni liberi tali da favorire almeno le reazioni di ossido riduzione, base dell’energia metabolica negli organismi viventi. I domini coerenti stabilizzati dalle superfici, come membrane e molecole, forniscono una interfaccia d’acqua eccitata che attiva la fotosintesi, da cui dipende la maggior parte della vita sulla terra. L’acqua eccitata è la sorgente di protoni superconduttori per una intercomunicazione rapida all’interno del corpo. I domini coerenti possono anche catturare frequenze elettromagnetiche dall’ambiente per orchestrare e attivare reazioni biochimiche specifiche attraverso la risonanza, un meccanismo per la più precisa regolazione della funzione genetica.

Il Prometeo della nuova scienza

Emilio mi ha ispirato fra molti altri. Egli era gentile, molto generoso, divertente, saggio e brillante. L’ho atteso a lungo per discutere le mie ultime idee con lui su matematica, arte, bellezza, sulla coscienza e sull’universo (Ho,2014). Ma non doveva succedere. Egli era all’improvviso occupato lontano e senza preavviso.
Qui riporto quello che egli disse in un breve video per i nostri Colori dell’Acqua, arte/scienza/festival della musica in marzo 2013 (Del Giudice,2013):


“Sono totalmente discorde con il paradigma della scienza convenzionale che vede la materia come una entità inerte sollecitata da forze esterne. Il paradigma del campo fisico quantistico non separa la materi dal movimento, poiché la materia è intrinsecamente fluttuante. Vi è una possibilità di accordare le fluttuazioni quantistiche di un gran numero di corpi e creare coerenza della materia attraverso la musica. Gli organismi umani possono essere un frammento di tale coerenza. Le esperienze artistiche sono risonanze nella struttura del nostro paradigma del campo quantistico. La loro rilevanza, riguardo alla auto-organizzazione della materia è stata riconosciuta dagli artisti e umanisti molto prima degli scienziati. La scienza convenzionale è molto lontana dai drammi, bisogni e desideri del popolo. Non c’è posto per lo spontaneo movimento di organismi né dell’amore fra organismi. Il nostro compito oggi è mostrare che il paradigma del moderno campo quantistico è capace di innalzare la verità fisica allo stesso livello della verità della poesia”

Emilio ha acceso il fuoco per una scienza dell’organismo, come Prometeo l’ha fatto per la scienza classica del meccanicismo. Egli realmente vide se stesso in quel ruolo in un bel saggio (Del Giudice, 2014) dove onorava Herbert Frohlich (1905-1991), la cui idea di conservazione di energia ed eccitazioni coerenti per sistemi viventi fornì un’idea di partenza per mio interessamento alla fisica degli organismi nel tardo 1980. Mi conto fra i molti portatori di fiaccole di Emilio che vagheranno per il mondo a spargere il fuoco per disperdere le tenebre con la loro abbagliante luce.
Emilio fu uno scienziato prolifico ed originale, un gigante la cui eredità intellettuale dovrà essere valutata nel suo insieme nelle decadi a venire, essendo stato così avanti per il suo tempo. Egli è per lo più conosciuto per essere il pioniere per la teoria del campo quantistico riguardo alla materia soft condensata (Ho,2011). Confesso di avere iniziato ad apprezzare interamente il suo lavoro dopo aver esaminato la letteratura più convenzionale che mostrava l’acqua essere quantisticamente coerente anche sotto condizioni ambientali (Ho,2011). L’acqua coerente quantistica soggiace alla coerenza quantistica degli organismi (Ho, 2008a). Essa è il mezzo con cui la vita costringe il meccanismo macromolecolare quantistico (proteine e acidi nucleici) a lavorare con quasi il 100% di efficienza e con precisa coordinazione anche sotto ai livelli molecolari e sub-molecolari. Io chiamo questo “jazz quantistico”. Ispirato da Emilio ho iniziato a vedere chiaramente come l’acqua coerente quantistica alimenta di carburante la biosfera e fornisce l’elettricità che  anima la vita e rende possibile il jazz quantistico (Ho, 2012a). L’acqua coerente quantistica rappresenta veramente gli strumenti, medium e message, della vita (Ho,2014b). Emilio ci ha dato, una base unificante di una nuova scienza dell’acqua per la vita. Nel resto di questo articolo fornirò una supervisione di come vedo il soggetto alla luce del suo contributo e come esso potrebbe essere ampliato.

 
Post in via di costruzione…

LA SCUOLA DI IERI E LA SCUOLA DI OGGI: BREVI RIFLESSIONI DIFFORMI; a cura dei docenti Piero Pistoia, Donatella Scarciglia, Gabriella Scarciglia

 

Per leggere in pdf l’articolo cliccare su:

SCUOLA OGGI E SCUOLA IERI_riflessioni

 

—————

COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE del dott. prof. Francesco Gherardini

04/09/2018 ore 12.55

Ho letto l’articolo, sono molto d’accordo con le vostre valutazioni,

Saluti

Francesco

—————

COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE del dott. prof. Giacomo Brunetti:

27/09/2018 (83) Libero Mail. Posta

Buongiorno

Ho letto con piacere e faccio i miei complimenti per le considerazioni che condivido in pieno e che vedo ben sopportate scientificamente.
Qualche parola da parte mia, meno scientifica, ma che scaturisce piuttosto dalla “pancia”.

  • 200/400 ore di alternanza scuola/lavoro: per la maggior parte “tempo perso”!!! Forse si otterrebbero migliori risultati con un ventesimo delle ore, organizzate con grande perizia (che purtroppo manca sia alla classe dirigente che alla gran parte della classe insegnante).
  • Progetti… progetti…progetti: per dirla con un mio arguto amico di viaggio (pensionato ormai da 27 giorni) io proporrei il progetto: “una settimana di lezione in classe”!!
    Siamo andati sulla luna (dopo lo “scandalo dello sputnik” che ha risvegliato i pedagogisti americani) con le belle lezioni frontali e con il “sano” studio. Cavallo che vince non si cambia… perché i metodi di insegnamento sì ??
  •   Infine un po’ di organizzazione: mia figlia Amelia, 16 anni, fa il liceo in Francia, a Bordeaux. Là la scuola è iniziata il 27 settembre, ma il 7 agosto aveva già ricevuto via mail l’ ORARIO DEFINITIVO. Qui siamo ad oltre dieci giorni dall’inizio delle lezioni e stiamo viaggiando ancora ad orario ridotto con il 30/40% dei docenti (non esagero controllate pure!!!); l’orario definitivo, come ogni anno, arriverà più o meno con i regali di Natale!!!!!
    Che VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Grazie della gentile attenzione. A presto.

G

—————

15/10/2018

COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE DEL dott.ssa prof.ssa Ghilli Lucia

Concordo pienamente con voi. Voglio avere il coraggio di aggiungere al vostro ricco e magnifico intervento poche (e già conosciute) riflessioni tra le miriadi che sottolineano l’importanza della scuola e della conoscenza quando aiutano a crescere davvero.

Ghilli Lucia

Per leggere le riflessioni della prof.ssa Lucia Ghilli cliccare su questo blog.

Leggere anche il post a nome dei docenti Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia su ulteriori argomenti “Brevi riflessioni personali fuori dalle righe sul senso dei dati statistici, sulla Buona Scuola, Controlla il conto, ed altro.