IL PROCESSO INDIZIARIO: POST APERTO A PIU’ VOCI

POST IN VIA DI SVILUPPO….

PREMESSA

RICHIESTA DI COLLABORAZIONE AL BLOG : il sillabario2013.wordpress.com

IL PROCESSO INDIZIARIO

di Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

Si tratta si un blog completamente gratuito di comunicazione culturale situato nell’interfaccia mondo scolastico/mondo extrascolastico, mantenuto da una ventina di docenti, dalle scuole elementari alle varie facoltà universitarie. Il livello culturale per leggere i circa 500 articoli, fin ora pubblicati, che coprono praticamente tutte le discipline scolastiche, distribuiti in circa 290 post, corrisponde mediamente ad una preparazione medio-alta (diplomati classico-scientifico/primi anni universitari). Attualmente ha ottenuto 115000 visite ripartite in circa 83000 visitatori.

Si richiede una lezione-articolo il cui scritto abbia, in positivo o in negativo (si accettano tutte le idee!), il seguente contenuto su cui argomentare criticamente <<I problemi posti dal Processo Indiziario: 1) – procedure per diminuire il numero dei cittadini innocenti chiusi nelle patrie galere; 2) – la squalifica pubblica di quei cittadini mal visti dal ‘popolino’ (per invidia, antipatia, vendetta, religione, politica, o perché gruppi mafia non si sentono rispettati, o magari uno ha capelli rossi ed occhi verdi ed altro attivato dal sarcasmo di piazza a costruire fatti!), cittadini pur innocenti, durante la ricerca di indizi su persone non ancora oggetto di inchiesta; 3) Nel corso della ricerca di indizi, individuare ‘innocenti mal visti’ può creare ‘innocenti che si sentono colpevoli’, a causa del meccanismo perverso della Profezia che si auto-adempie (cercare sul blog il tag “intelligenza e motivazione” : “L’Altro ha aspettative su di me e le rende manifeste, Effetto Rosenthal, ed Io, che cerco comunque la stima dell’Altro, Effetto Honneth, subisco la pressione di tali aspettative in maniera più o meno pesante sulla mia auto-stima e fiducia in me stesso”, Gabriella Scarciglia). In una ricerca tendente alla ‘verificazione’ delle ìpotesi di un reato, poi, diventa ancora più facile costruire questa consapevolezza negli innocenti, appiccicando loro addosso una etichetta che non è la loro che durerà tutta la vita. Senza contare quando, in un eccesso di ‘buonismo’ (!), viene tentato addirittura di cogliere il sospettato-innocente sul fatto criminoso ipotizzato, costruendo ad hoc eventi per cogliere il malcapitato in fragrante, senza risultato naturalmente! aggravando però ulteriormente la tortura sulla sua psiche; 4) è più immorale, infatti, tenere libero un delinquente, o macchiare di infamia un innocente, danneggiando lui e tutta la sua generazione!? infine 5) non è forse vero che, arrestando un innocente al posto di un delinquente per un ‘delitto’ qualsiasi, diventa alta la probabilità che il vero colpevole non venga più arrestato? arricchendo potenzialmente, in iperbole, il pool genetico umano di geni negativi e impoverendolo degli altri più benevoli>>

Lezione da spedire alla mail ao123456789vz@libero.it, Editore del blog.

SUGGERIMENTO

VERIFICAZIONE = SIGNIFICANZA?

FALSIFICAZIONE = SIGNIFICANZA?

Abbiamo già inserito nel blog un articolo sulla PENA (avv. Francesco Costagli) e saremmo interessati a pubblicare una riflessione critica sui delicati processi indiziari che tenga conto che possano essere vere almeno le seguenti proposizioni:

1 – Per epistemologie accreditate, la conoscenza si costruisce a partire da una ipotesi, ma il processo di verificazione di essa presenta errori logici (cercare il tag ‘verificazione’ sul blog), per cui solo la ricerca della sua falsificazione tocca il reale la verità (cercare il tag ‘falsificazione’ sul blog) qualsiasi cosa vogliano significare, essendo processi regolativi.

2 – Nell’Universo esistono infiniti indizi di ogni tipo per ogni ipotesi possibile, per cui diverrebbe credibile verificare qualsiasi ipotesi, basterebbe cercare di verificare con determinatezza (K. Popper); cioè sarebbe lecito e sostenibile logicamente un processo solo se le argomentazioni critiche (dati fattuali e disquisizioni logiche) venissero indirizzate con consapevolezza alla ricerca della loro falsificazione e non della loro verifica.

3 – L’attuale ricerca molecolare degli indizi peggiorerebbe la soluzione del problema (aumento della determinatezza)!

4 – L’aspetto problematico del nostro sistema giuridico, per cui “se tre persone si mettono d’accordo, buttano in galera un innocente!”, tende ancora a rendere più inaffidabile il processo.

5 – Concludendo, tutte le ipotesi sono falsificabili e l’ipotesi che non siamo riusciti a falsificare, la accettiamo come corroborata non come “vera”; è nel significato della parola corroborata l’incertezza e l’errore di un giudizio!

corroborata non come “vera”; è nel significato della parola corroborata l’incertezza e l’errore di un giudizio!

L’Amministratore del sito ed il collaboratore  dott. F. Gherardini  hanno letto questa premessa e l’hanno condivisa 

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Seguiranno le varie lezioni di professionisti del diritto  e docenti di filosofia, già interpellati…; vedremo!

UN ESPERIMENTO DIDATTICO RILEVANTE PER L’AUTO-AGGIORNAMENTO: BREVI E ‘DENSI’ APPUNTI SUL NEOPOSITIVISMO PER UN INIZIALE AUTO-AGGIORNAMENTO DEL DOCENTE SULL’EPISTEMOLOGIA; a cura dell’Editore del blog Piero Pistoia

Post in via di costruzione…

Al blog acutamente è piaciuta questa riflessione, grazie.

Oggi, momento in cui i governi cambiano rapidamente insieme al codazzo degli uffici che controllano la Scuola e che promulgano le nuove regole,  vorremmo presentare un nostro pensiero relativo ad uno degli aspetti a nostro avviso più rilevanti che incidono sul rapporto  insegnamento/apprendimento, l’aggiornamento dei docenti, superando il vecchio e scarsamente efficace metodo che misura, non si da da chi! il lavoro ‘insegnativo’!

RIFLETTIAMO SU UN ‘VECCHIO’ ESPERIMENTO

Quasi mezzo secolo fa Piero Pistoia e due colleghi delle Elementari, Pazzagli Andrea e Scarciglia Gabriella, proposero di attivare un esperimento sui generis, un aggiornamento per i docenti della Scuola Primaria e Secondaria di primo e seconda grado che si configurasse come un auto-aggiornamento con la partecipazione gratuita della Università in particolare quella di Pisa con le sue svariate facoltà che, in qualche modo, rappresentassero le discipline insegnate negli ordini di Scuola presenti sul territorio (Scuola elementare, media e scuola superiore). Le motivazione che ci spinsero allora ed in cui ancora oggi crediamo sono quelle riportate nella foto N. 1, “PRESENTAZIONE” e sarebbero da meditare! L‘idea era che l’aggiornamento condotto personalmente potesse concretizzarsi in uno scritto da pubblicare su un opuscolo, che fu chiamato “AUTODIDASSI” (vedere foto 3, copertina dell’inserto), auto-gestito ed auto-finanziato, allegato poi  nel giornale locale “La Comunità’ di Pomarance”, che, senza entusiasmo, ci ospitò, ma a nostre spese! Riuscimmo a coinvolgere circa quaranta persone fra presidi, insegnanti dei vari ordini di Scuola, compreso il direttore responsabile, il giornalista Brunetti dott. Ivo. I tre promotori si fecero carico di contattare, in svariati tentativi, i professori delle varie facoltà Universitarie, ottenendo la collaborazione di accademici che avrebbero ‘coperto’ le diverse discipline: dal gruppo scientifico-matematico, a quello umanistico, storico, filosofico, pedagogico, psicologico ed epistemologico, a quello artistico, fino al tecnico-ingegneristico, per mettere insieme un COMITATO DI REFEREES, con funzione di direttore culturale, (vedere foto 2 dell’inserto e controllate il livello di questi operatoti!) per filtrare (eventualmente correggere e consigliare) gli scritti da noi inviati. I componenti universitari REFEREES, pur lavorando gratis, furono invece entusiasti dell’idea!!!

Uscì solo il primo numero! a causa di quelli che, forse, non scrivendo nulla e invidiando i pochi che collaborarono con articoli e gli altri che, dando una mano, ‘apparivano’, non versarono più il contributo per l’ inserzione nel giornale La Comunità di Pomarance.

Forse se non fosse stato a pagamento…!

Ma fu una occasione culturale perduta non solo per la Scuola, ma per tutta questa zona periferica senza ‘contesto’, della lontana Provincia!

Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

 

 

FOTO  1.

FOTO 2

 

FOTO 3

 

 

Per leggere lo scritto sul Neo-positivismo, al tempo in preparazione per il numero 2 di AUTODIDASSI, cliccare sul link di seguito…

NEOPOSITIVISTI0001

HYPOTHESIS NON FINGO: EPPURE IL METODO INDUTTIVO NON ESISTE; scritto dell’epistemologo accademico Dario Antiseri; a cura del dott. Piero Pistoia

POST in via di sviluppo…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 66, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autori ed editore se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog; altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

Leggere l’articolo di Antiseri in pdf, cliccando sul link seguente:

INDUZIONE FISICA0001

MEMORIA BIOLOGICA MONDO 3 E STATI PROBLEMATICI OGGETTIVI; scritto dell’accademico epistemologo Dario Antiseri; a cura dell’Editore Piero Pistoia

Questo post è invia di costruzione…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 68, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autori ed editore se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog; altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

Leggere in pdf lo scritto del dott. prof. Dario Antiseri, cliccando sul link seguente, scusandoci delle varie ‘evidenziature’ dovute ad intense letture:

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A PROPOSITO DI MONDO1, MONDO2, MONDO3 dell’epistemologo Dario Antiseri; a cura dell’Editore Piero Pistoia

ARTICOLO IN VIA DI COSTRUZIONE…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 69, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autori ed editore se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog; altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

Leggere il rilevante scritto dell’accademico Dario Antiseri in pdf, cliccando sul link seguente:

ANTISERI_Mondo1_Mondo2_Mondo30002

RISOLVERE PROBLEMI PER CONQUISTARE IL SAPERE: da non confondere i problemi con gli esercizi; dell’epistemologo Dario Antiseri, a cura dell’Editore del blog Piero Pistoia

Post in via di costruzione…

Questo rilevante scritto su cui meditare, specialmente  in questi  momenti di cambiamenti rapidi e poco riflessivi e quindi di incertezza per i quadri a tutti i livelli della gestione scolastica – dai docenti, ai dirigenti, ispettori, ai ministri, sotto segretari ecc.; sembra quasi che la loro efficacia diminuisca con l’aumentare del livello e con i cambi di governo  – questo scritto, dicevo, è stato trasferito dalla rivista Scuola Italiana Moderna, Editrice La Scuola-Brescia, del novembre 1985 e si ringrazia la rivista e l’autore se ci permetteranno di lasciarlo nel nostro blog; in caso contrario si  avverta, tramite mail ao123456789vz.libero.it, l’Editore del post (Piero Pistoia) che lo sopprimerà.

Sintetica premessa dell’Editore del blog

Si narra di un metodo, che l’uomo sembra sia riuscito a consapevolizzare, sotteso a tutto ciò che vive, compreso l’animale e la pianta. Nell’animale e nella pianta viene incarnato, nel processo ontogenetico che ricapitola la filogenesi, nei tessuti vitali e funziona attraverso il metodo delle soluzioni provvisorie in competizione (omologhi biologici delle teorie) e della eliminazione degli errori. Il prodotto esosomatico, per es. la tela del ragno, corrisponderebbe così ad organi endosomatici ed ai loro modi di funzionare (1). Il sapere non viene  acquistato, cioè travasato nella mente del discente (la Scuola non è  un mercato!), ma deve essere conquistato (acquisire i saperi è fatica!) sotto la guida del docente (2), onde abbreviare, costretti dai programmi ministeriali,   il lungo tempo nella costruzione della disciplina avvenuta  di fatto nella storia reale dei saperi (la Scuola deve trasformarsi in centro di ricerca!). In questo contesto sembra risolversi anche il delicato problema del rapporto insegnamento/apprendimento e dell’uso nella didattica di un metodo di fatto più semplificato – il Falsificazionismo popperiano (3) – rispetto allo stesso sottoposto successivamente a critica (4), probabilmente più usato nella storia reale dei saperi (5). In definitiva si deve <Ri-fare> con gli allievi il sapere <Già fatto>. Durante questo processo gli <sbagli>, che dipendono dal soggetto che li commette, diventeranno <errori>, cioè sbagli inevitabili, per cui non si deve più “innescare quel perverso meccanismo che è la paura dell’errore” (l’errore diventa necessario all’acquisizione dei saperi).

VIVERE E’ IMPARARE (Konrad Lorenz), VIVERE E’ RISOLVERE PROBLEMI  (Karl Popper),  QUINDI IMPARARE E’  RISOLVERE I PROBLEMI E, INFINE,  RISOLVERE I PROBLEMI E’ ANCHE IMPARARE A VIVERE (Dario Antiseri).

NOTE

1 – K. Popper “Epistemologia senza soggetto conoscente”, Armando.

2 – Per chiarire cercare il tag  ‘Bruner’ in questo blog.

3 – Il falsificazionismo popperiano, fondato logicamente dal Modus Tollens (tag nel blog), a differenza dell’illogico Induttivismo, basato sulla fallacia nell’affermare il conseguente, diventa di certo più rilevante ed efficace in una comunicazione didattica come quella proposta.

4 – Per chiarirsi, cliccare, per es.,  sui tag ‘Dalla scienza alla narrazione’, ‘Critica al falsificazionismo popperiano’, ‘Quine‘, …)

5 – Per chiarire cercare, per es., i tag ‘Popper, Induzione e Deduzione’, … in questo blog)

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Leggere l’articolo del dott. prof. Antiseri, scusandoci per le ‘evidenziature’ nel Testo (segno di intensa lettura del dattiloscritto), cliccando sul link sotto:

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Per una ‘narrazione’ sulla epistemologia possiamo, per es.,  leggere, ancora in questo blog,  “La Teoria e la Realtà”, “Dalla Scienza alla Narrazione”, “Commento alla poesia <Non chiederci parola> Montale” ed altro.

“MITO E POESIA DI PIERO PISTOIA” e “SENTIMENTO DELLA NATURA NELLA POESIA DI PIERO PISTOIA'”; scritti del docente Andrea Pazzagli

Per leggere i due articoli in pdf, cliccare sotto:

COMMENTO POESIE PIERO PISTOIA _PAZZAGLI

Ovvero, continuare la lettura…

Riproponiamo questo denso commento alle poesie di Pistoia, a nome di Andrea Pazzagli, per renderlo più visibile, data anche la stringente dissertazione fondata sui concetti della Philosophia Naturalis, per cui lo stupore e la meraviglia, per rendere il mondo sempre meno banale, pervadono l’umano di fronte alla Natura, attivando una rivalutazione anche personale del mito, efficace strumento psicologico di sopravvivenza.

IL MITO E LA POESIA DI PIERO PISTOIA

Insegnante ANDREA PAZZAGLI

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SENTIMENTO DELLA NATURA DI PIERO PISTOIA

 di ANDREA PAZZAGLI

La filosofia, dicevano i Greci, promana dallo stupore che pervade l’uomo di fronte al mondo, al libero manifestarsi (alèteia) di quella phisys che non si lascia mai completamente comprendere dalla ragione calcolante della scienza, della tecnica, delle metafisiche razionalistiche.

Non diverso dal filosofo è il poeta: è poeta chi sempre di nuovo sa meravigliarsi e dire la sua meraviglia davanti allo spettacolo del mondo, sempre uguale eppure sempre diverso, se nuovo sa essere l’occhio che lo contempla.

A ciò probabilmente pensava anche Pascoli quando paragonava i poeti ai fanciulli (poetica del fanciullino); i poeti ed i fanciulli condividono la prerogativa di sapersi ancora stupire, sanno, ancora, non essere banali e non rendere banale il mondo circostante.

Questi pensieri si affacciano alla mente mentre leggo o ascolto le poesie di Piero Pistoia. Sono versi, appunto, mai banali e riescono ad esprimere, spesso con forte efficacia, un senso di profonda partecipazione all’Essere, di comunione con la Natura ( intesa nell’accezione greca di phisys, non quella oggettivante dei Positivisti) non facile da trovarsi. Non c’è in questi versi alcuna imitazione di D’Annunzio e dei suoi panismi, piuttosto l’espressione del legame fra noi e ed il mondo, tra noi e la Natura, che, una volta, era forse dato dal senso comune, ma che, oggi, solo le parole della poesia sanno ancora esprimere. La campagna, il bosco, il fiume, i declivi, le piagge: ecco i luoghi della poesia di Pistoia, luoghi dove ora va a caccia e che, nella memoria e nei versi, tuttavia si confondono con quelli, geograficamente e temporalmente lontani, dell’infanzia già remota. Luoghi, visioni: ma, va notato che, per Pistoia il dato visivo non è mai isolato, si arricchisce, si sostanzia di altre sensazioni, più forti, più carnali, più animali quasi, soprattutto uditive e olfattive. Chi (e anche Pistoia è fra questi) ha varcato il limite della maturità, raramente è esente da una vena di nostalgia per un passato sentito perduto e irrecuperabile: nostalgia si respira in effetti anche in talune di queste poesie, ma senza che mai divenga tono dominante, che mai riesca a spegnere la corposa energia di vivere che rimane tratto distintivo.

Resta da dire del linguaggio poetico. Non voglio azzardare giudizi ed analisi, ma credo che i lettori converranno nel riconosce la sciolta, agile eleganza di questi versi che, senza riferimenti troppo espliciti, mostrano però come l’autore abbia fatto propria la lezione della poesia del primo Novecento.

Gli interessi scientifici  di Pistoia, le sue incursioni in svariati campi del pensiero, non sono senza eco nelle sue poesie: numerosi i rimandi a teorie scientifiche e matematiche, frequenti le parole tratte da vocabolari settoriali. Ma (ed è questa una riprova della solidità del linguaggio poetico dell’autore) queste parole. questi rimandi, non stridono affatto, si inseriscono anzi nel contesto, lo arricchiscono e ne fanno esempio della necessità, oggi centrale, di ibridare discipline, esperienze e vocabolari.

 

LE POESIE DI PIERO PISTOIA SUL BLOG SONO RAGGRUPPATE, FRA L’ALTRO, ALLE SEGUENTI VOCI (tag)

Riflessioni non conformi

Poesie di paese

Fatica di vivere

Memoria memoria…

Poesie di caccia e Natura

Poesie di “cose” del mito

Solo rassegnazione

Tempi perduti