MEDIO ORIENTE: appunti di base per una serie di lezioni onde rendere più comprensibili le informazioni fornite dai mezzi di comunicazione di massa su un ‘groviglio’ di cronache a ‘bassa emergenza’; a cura del dott. Piero Pistoia

Post in via di costruzione…

SCHEMA MEDIO ORIENTE0001

 

Dallo schema ‘impasticciato’ che segue, da notare che il confine ad est di Israele coincide circa col fiume Giordano che, proveniente dal Libano, entra come immissario nel Mar Morto, circa alla stessa latitudine del sud della Cisgiordanania e di Gaza e riesce come emissario sfociando nel golfo di Agaba nei pressi della città di Elat.

Dati enucleati dalla lettura dei paragrafi 14.7, 19.3 … a seguire del testo universitario G. Sabbatucci- V. Vidotto “Storia contemporanea – il Novecento”, usato nelle classi all’Accademia Navale di Livorno, Editori Laterza, 2018. Ringraziamo autori ed Editori se ci permetteranno di mantenere gli appunti di questo post, che, in caso contrario, avvertiti alla mail: ao123456789vz@libero.it,  in breve sopprimeremo.

Per leggere questi primi appunti in Pdf, cliccare su:

MEDIO ORIENTE (parte prima)

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In attesa  di sintetizzare le successive cronache, che col tempo elaboreremo, vogliamo farvi leggere intanto un trafiletto del Corriere della sera, secondo noi significativo, scritto quasi mezzo secolo dopo la cronaca precedente, sempre sugli scontri Israele_Palestina e dintorni:

UNO RAPIDO SGUARDO  DA UNA FINESTRA APERTA SUL FUTURO

Siamo nel 2019

Nei giorni successivi Israele bombarda i lancia missili di Hamas! e….la storia continua. ! Il 19-11-2019 Trump dichiara legali gli insediamenti israeliani in Gisgiordania……e così via in questa terra travagliata.

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Il link precedente verrà nel tempo esteso di seguito in odt; una volta terminato lo memorizzeremo in pdf.

MEDIO ORIENTE: appunti di base per una serie di lezioni per rendere più comprensibili le informazioni, fornite dai mezzi di comunicazione di massa, sul succedersi quasi quotidiano di rapidi cambiamenti di eventi e di cronache parziali in questa zona calda dell’Africa N-E

PARTE PRIMA

Dati enucleati dalla lettura del paragrafo 14.7, 19.3 ….a seguire del testo G. Sabbatucci- V. Vidotto “Storia contemporanea – il Novecento”, Editori Laterza, 2018

Dal 1948 verso la crisi del 1973-74: la guerra dei sei giorni (1967) e sue conseguenze, l’OLP e la lotta fratricida della Giordania (1970) contro i palestinesi (settembre nero), la guerra di Kippur (1973).

Dopo la costituzione dello Stato di Israele del 1948 (secondo il progetto ONU), il Medio Oriente divenne un continuo focolaio di tensione e perchè gli arabi iniziarono a contestare la presenza per loro ingiusta, e non solo per loro, del popolo israeliano nei loro territori e per l’ingerenza antitetica di Stati Uniti e Unione Sovietica su questa zona. Nel 1967 l’Egitto con Nasser chiese all’ ONU di ritirarsi dalla penisola del Sinai, chiuse il golfo di Agaba, danneggiando i rifornimenti israeliani e strinse un patto con la Giordania. Il 5 giugno Israele, rispose con la distruzione al suolo dell’intera aviazione egiziana, attaccò Egitto, Giordania e Siria e conquistò in sei giorni il Sinai, tutta la riva occidentale del Giordano (Cisgiordania) compresa la parte orientale di Gerusalemme e le alture del Golan della Siria. Gli arabi contarono più di 30000 morti e 400000 ripararono in Giordania. Morirono invece pochi Israeliani come quasi sempre in circostanze analoghe (di fatto però gli israeliani, in morti’, circa 25 anni prima, ‘avevano già dato in grande quantità’ …, a nostro avviso, gratuitamente e forse, senza una ragione umanamente plausibile, ma … ai Tedeschi e ai loro alleati!!). L’OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina) liberatosi dai controlli dei regimi arabi si ricostituì sotto Arafat in Giordania. Nel 1970 (settembre nero), sotto ricatto israeliano, il re di Giordania, Hussein si scagliò ‘a denti stretti’ contro i Feddayn (combattenti palestinesi) e i profughi palestinesi che, dopo avere avuto ancora migliaia di morti, ripararono infine in Libano, dove, ancora con l’OLP, estesero le loro ‘battaglie di liberazione’ (il terrorismo) sul piano internazionale.

Dal 1974 verso il 2008… Sadat e la guerra del Kippur del 1973, il blocco,petrolifero, Sadat ed accordi di Camp David fra Sadat e Begin del 1978, uccisione di Sadat nel 1981, gli accordi 1985, Arafat e tentativi di accordo per uno stato palestinese: fallito, Antifada1 del 1987, tensioni fra fazioni politico religiose in Libano 1975, intervento della Siria in libano, Saddam e la guerra del golfo del 1980, elezione del laburista Rabin 1991, accordo fra Rabin ed Arafat, da aggiungere altri brevi richiami nei diversi anni

Nel 1970 Nasser morì, il successore Sadat, deciso a riconquistare il Sinai il 6 ottobre del 1973, festa ebraica del Kippur, attaccò le linee israeliane penetrando nel Sinai. Gli Israeliani, col supporto rilevante dall’aviazione americana, cambiarono le sorti della battaglia e riconquistarono il Sinai. Alla fine della scontro però di fatto non ci furono vantaggi territoriali per gli Israeliani e il Sinai passò di nuovo agli Egiziani (1978) che si sentirono sul piano politico e psicologico vincitori, pensando di aver vendicato l’onta del 1967. Inoltre fu chiuso il canale di Suez e si propose il blocco petrolifero, da parte degli Stati Arabi, fra i quali i maggiori produttori di petrolio come Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, contro i paesi occidentali amici di Israele, con successivo aumento drammatico del prezzo del petrolio (shock petrolifero) con forte crisi economica per i popoli industrializzati della terra con forti aumenti di tutti i prezzi (inflazione) in un ciclo vizioso ‘aumento dei prezzi, aumento conseguente dei salari e quindi sempre maggiore inflazione’.

All’indomani della crisi del mondo industrializzato per il petrolio (il 60% della risorsa era concentrata nella regione medio-meridionale), l’aggravarsi della soluzione del conflitto arabo-israeliano e il diventare sempre più integralista del fondamentalismo islamico, trasformarono il Medio Oriente nell’area più pericolosa del mondo. L’indomani della “guerra del Kippur” nell’intorno del 1975, il presidente egiziano Sadat attivò tentativi di pacificazione con Israele, contattando gli Stati Uniti e tagliando i ponti con l’Urss; infine si recò personalmente in Israele per offrire la pace al leader Begin della destra nazionalista, allora presidente. Si giunse così agli accordi di Camp David nel 1978, per i quali all’Egitto fu restituita la penisola del Sinai, conquista nel 1967, fino al trattato di pace, l’anno dopo, con lo Stato Ebraico del 1979. Poco dopo Sadat, in disaccordo con gli Stati Arabi, fu ucciso nel 1981.

A partire circa dagli anni 1985, gli Stati Arabi più moderati (Giordania, Arabia Saudita e Arafat con la dirigenza dell’OLP), contro le posizioni del fronte del rifiuto, (Siria, Iraq, Libia e le organizzazioni radicali palestinesi), decisero di accettare l’esistenza dello Stato di Israele, in cambio del suo ritiro dai territori occupati (Cisgiordania e Striscia di Gaza) in maniera da poter costituire uno Stato Palestinese. Ma uno Stato Palestinese a ridosso di Israele ben presto fu considerato una minaccia alla sua esistenza, per cui Israele si oppose e la tensione aumentò alla fine del 1987, quando il popolo palestinese di questi territori si ribellò (Antifada1 = risveglio), mettendo in difficoltà i governi israeliani.

Di questi movimenti e contrasti risentì anche il Libano finora rimasto al margine dei conflitti arabo-israeliani, “dove l’OLP aveva trasferito le sue basi” dopo “il settembre nero” del 1970, come precisato precedentemente. La guerriglia che si attivò fece saltare l’equilibrio fra le diverse comunità libanesi: Cristiani, Musulmani sunniti, sciiti e drusi, (da Google si possono trovare informazioni su questi gruppi politico-religiosi ). Dal 1975 tutte le fazioni si attivarono in una guerra intestina a danno anche della popolazione civile. Nell’estate del 1982 Israele invase il paese fino a Beirut, scacciando in sanguinosi combattimenti la base dell’OLP. La forza multinazionale di pace (Stati Uniti, Francia, Italia e Gran Bretagna) consentì ai combattenti dell’OLP di rifugiarsi a Tunisi, ma la calma nel paese non si realizzò a causa di attentati contro America e Francia. Le forze straniere lasciarono il Libano nel 1981. Queste lotte intestine permisero alla vicina Siria di entrare in Libano, instaurandovi una specie di “protettorato”.

Nell’Estate del 1990 Saddam Hussein, dotato di un buon arsenale dall’URSS e da alcuni paesi occidentali compresa l’Italia, usati anche per invadere nel 1980 l’Iran, conquistò il piccolo Emirato del Kuwait filo-occidentale prospiciente al Golfo Persico, grande produttore di petrolio. Motivò questo intervento prendendo per esempio Israele con i suoi territori occupati, e si proclamò come promotore di una “guerra santa contro l’occidente”, ottenendo plausi anche dal mondo arabo, che non gli era poi così congeniale (per es. i palestinesi dell’OLP con Arafat).

Condannarono da subito l’invasione delle Nazioni Unite e gli Stati Uniti e inviarono in Arabia Saudita oltre 400000 miliziani appoggiati anche da contingenti europei (Francia, Gran Bretagna e Italia in minor misura) e una parte dei paesi Arabi (Egitto e Siria), costituendo una forza multinazionale. Stranamente l’URSS e Gorbaciov, per una crisi interna che portò poi al suo smembramento, bisognosi appunto dell’appoggio occidentale, si limitarono solo a tentare una debole mediazione presso l’ONU. ‘Eliminato’ l’URSS la forza multinazionale si mosse sotto supervisione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Comunque l’ONU impose a Saddam di ritirarsi dal Kuwait, minacciando la guerra, che ai primi del 1991 iniziò lo scontro: l’aviazione della multinazionale bombardò il territorio iracheno e le sue postazioni nel Kuwait e Saddan lanciò missili che caddero sulle città dell’Arabia Saudita e di Israele (che ora non c’entrava niente!), minacciando anche di usare armi chimiche che, di fatto, non possedeva, come fu poi dimostrato. Con la successiva offensiva di terra sempre della forza multinazionale sotto la copertura ONU, Saddam ed i suoi eserciti senza protezione nelle aree del deserto, dopo aver incendiato gli impianti petroliferi, in fretta si ritirarono dal Kuwait.

Dopo la liberazione del Kuwait il presidente G. Bush bloccò la forza multinazionale per paura di complicazioni diplomatiche e di un’espansione pericolosa del conflitto, ma riuscì in qualche modo a rivalutare la sua struttura militare, sottolineata anche dal contemporaneo collasso della potenza dellURSS, a fronte della perdita di prestigio nella vicenda Vietnam. Questa situazione favorevole agli USA, permise loro di tentare un processo di pace nel Medio Oriente, favorito anche da un indebolimento del fronte arabo radicale; ma…ebbe scarso successo, come si vedrà. Nonostante tentativi di rivolta degli Sciiti e dei Curdi (da Google informazioni sul popolo Curdo), Saddam sopravvisse politicamente alla sconfitta.

Nell’anno 1991 il presidente americano Bush convocò, in Spagna come primo tentativo di pace in Medio Oriente, rappresentanti dei territori occupati e delegazioni dei paesi confinanti che non riconoscevano lo stato di Israele.

Nell’anno 1992 nelle elezioni Israeliane vinse, dopo 20 anni di governo del Fronte Nazionalista (il partito del Likud), Rabin del partito laburista, che blocco l’espansione degli insediamenti di Israele nel territorio occupato e dimostrò aperture su concessioni territoriali ai paesi confinanti in cambio della pace.

Nell’anno 1993 il primo ministro Rabin e il ministro degli esteri Peres decisero di contattare, per la pace, direttamente l’OLP di Arafat, ormai indebolito e isolato nel mondo arabo per l’aiuto dato a Saddan durante la conquista del Quwait. Questo accordo prevedeva, oltre al riconoscimento reciproco, un parziale autogoverno degli arabi nei territori occupati “a partire da Gerico in Cisgeordania e dalla striscia di Gaza”. Questa accordo fu sottoscritto da Rabin ed Arafat in presenza di Bill Clinton. Esistevano di fatto però numerose situazioni di tensione sull’accordo, 1) a partire da come estendere l’autogoverno arabo sui territori occupati, 2) come comportarsi con gli insediamenti ebraici in questi territori, 3) come gestire il possesso di Gerusalemme, 4) l’ostilità della Siria e dell’Iran, 5) l’opposizione dell’ala intransigente dell’OLP e della destra israeliana e 6) la minaccia degli integralisti islamici. Queste numerose ragioni portarono ad numerosi attentati suicidi fra le foze armate ed i civili in Israele, che maturarono la strage di palestinesi operata nel 1994 da un colono nazionalista isaeliano nella moschea di Hebron in Cisgiordania e terminò con l’uccisione di Rabin nel 1995 a tel Aviv. Nelle successive elezioni nel 1996 vinse il leader del partito del Likud, Netanyahu.

La vittoria della destra israeliana rallentò l’opera di pace, ma non la bloccò.

Nell’anno 1998, un nuovo accordo fra Netanyahu ed Arafat, sollecitato dall’America, fu firmato negli Stati Uniti: si fissarono tempi di ritiro da parte di Israele dai territori occupati in cambio di un impegno palestinese nel reprimere il terrorismo.

Nell’anno 1999, fu eletto un laburista della coalizione centro-sinistra.

Nell’anno 2000 Clinton fissò un nuovo incontro di pace a Camp David, dove nel 1978 fu negoziato il primo accordo fra Egitto ed Israele. Furono trattati problemi nuovi come quelli relativi alla capitale Gerusalemme e al ritorno dei profughi palestinesi nell’ipotizzato stato palestinese. Ma anche allora scoppiarono disaccordi sulla gestione dei luoghi santi a Gerusalemme: la visita di Sharon alla spianata delle moschee di Gerusalemme fu considerata una provocazione ed i palestinesi iniziarono una “Seconda Intifada” più cruenta della prima coinvolgendo Gaza e Cigiordania per la presenza di insediamenti ebraici al loro interno e in molte città israeliane ci furono svariati attentati suicidi contro i civili attivati da Hamas. Questa situazione di paura ed incertezza attivò la crisi di governo.

Nel l’anno 2001 fu eletto Sharon che rafforzò la risposta militare; fu considerato inaffidabile Arafat nel bloccare il terrorismo e tutti i tentativi pace degli Stati fallirono; vi furono un susseguirsi di attentati e rappresaglie con ulteriori radicalizzazioni del terrorismo fondamentalista a danno dell’Occidente e poi anche con lo scoppio della Crisi Irachena (vedere MEDIO ORIENTE parte seconda).

Nell’anno 2002 fu costruita una barriera difensiva contro il terrorismo anche tracciata attraverso parti del territorio palestinese, diminuendo gli attentati, ma facendo esplodere proteste da tutto il mondo arabo e di parte della comunità internazionale.

Nell’anno 2005 fu costituito proprio da Sharon, in accordo con i laburisti di Peres, un governo di Unità Nazionale, per cui fu deciso unilateralmente il ritiro dell’esercito, e lo smantellamento delle colonie ebree nella striscia di Gaza. I coloni ebrei e la destra del Likut si opposero allora aspramente e Sharon decise di spaccare il suo partito costruendo una politica di centro.

Nell’anno 2004 moriva Arafat leader storico dei Palestinesi.

Nellanno 2006 moriva anche Sharon, ma il suo partito si confermò ancora alle elezioni a guida di Olmert.

Nell’anno 2006 a Gaza ed in Cisgeordania le elezioni favorirono gli estremisti di Arafat che negavano l’esistenza di Israele, per cui l’effetto della successione del moderato Abu Mazen ad Arafat venne vanificato. Da Gaza non più occupata, partivano missili contro Israele che rispondeva con rappresaglie, mentre si creavano rivalità in seno all’Autorità Nazionale palestinese fra Amas ed Al Fatah, che esplosero in una vera e propria guerra civile nella Striscia di Gaza.

Nell’anno 2007 la Striscia passò sotto il controllo degli integralisti e la realizzazione di una stato palestinese in pace con Israele si allontanò. Solo alla fine del 2007 gli USA sarebbero riusciti ad organizzare una conferenza fra i principali paesi arabi in modo che Olmert e Abu Mazen si impegnassero per un nuovo accordo entro il 2008.

Nel frattempo il Libano già forzatamente pacificato dalla Siria rimase sempre diviso in due componenti politiche ed etnico-religiose.

Nell’anno 2005 fu assassinato il primo ministro siriano sunnita, provocando movimenti di popolo e la Siria fu costretta a ritirare le truppe dal Libano, ma continuò a far sentire la sua influenza tramite il movimento integralista sciita Hezbollah, aiutato ed armato dall’Iran sciita.

Nell’anno 2006 Israele reagì ai lanci di missili di Hezbollah, entrando a sud del Libano e bombardando con gli aerei quartieri della capitale ed altre aree controllate dagli integralisti.

Seguì un tregua per intervento dell’ONU, con partecipazione determinante anche dell’Italia, con il ritiro delle truppe israeliane dal Libano. Israele in questo contesto fu accusata di inefficacia, e restarono ancora più precari gli equilibri del libano e dell’intera area del sud.

FINE PARTE PRIMA

Da continuare…

IL PROCESSO INDIZIARIO: POST APERTO A PIU’ VOCI

POST IN VIA DI SVILUPPO….

PREMESSA

RICHIESTA DI COLLABORAZIONE AL BLOG : il sillabario2013.wordpress.com

PROCESSO INDIZIARIO

di Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

Si tratta di un blog completamente gratuito di comunicazione culturale situato nell’interfaccia mondo scolastico/mondo extrascolastico, mantenuto da una ventina di docenti, dalle scuole elementari alle varie facoltà universitarie (per nostra scelta, auto-finanziato, non riceve alcun contributo esterno sociale o di altra natura). Il livello culturale per leggere i circa 500 articoli, fin ora pubblicati, che coprono praticamente tutte le discipline scolastiche, distribuiti in circa 300 post, corrisponde mediamente ad una preparazione medio-alta (diplomati classico-scientifico/primi anni universitari). Attualmente ha ottenuto più di 116000 visite ripartite in circa 84000 visitatori.

Il Blog richiede una lezione-articolo il cui scritto abbia, in positivo o in negativo (si accettano tutte le idee!), il seguente contenuto su cui argomentare criticamente <<I problemi posti dal Processo Indiziario: 1) – procedure per diminuire il numero dei cittadini innocenti chiusi nelle patrie galere; 2) – la squalifica pubblica di quei cittadini mal visti dal ‘popolino’ (per invidia, antipatia, vendetta e faida fra gruppi familiari (in particolare, in paesi e periferie), religione, politica, o perché gruppi mafia non si sentono rispettati, o magari uno ha capelli rossi ed occhi verdi ed altro attivato dal sarcasmo di piazza a costruire fatti!), cittadini pur innocenti, durante la ricerca di indizi su persone non ancora oggetto di inchiesta; 3) – Nel corso della ricerca di indizi, individuare ‘innocenti mal visti’ può creare ‘innocenti che si sentono colpevoli’, a causa del meccanismo perverso della Profezia che si auto-adempie (cercare sul blog il tag “intelligenza e motivazione” : “L’Altro ha aspettative su di me e le rende manifeste, Effetto Rosenthal, ed io, che cerco comunque la stima dell’Altro, Effetto Honneth, subisco la pressione di tali aspettative in maniera più o meno pesante sulla mia auto-stima e fiducia in me stessa”, Gabriella Scarciglia). In una ricerca tendente alla ‘verificazione’ delle ìpotesi di un reato, poi, diventa ancora più facile costruire questa consapevolezza negli innocenti, appiccicando loro addosso una etichetta che non è la loro che durerà tutta la vita. Senza contare quando, in un eccesso di ‘buonismo’ (!), viene addirittura tentato di cogliere, sul fatto criminoso ipotizzato, il sospettato innocente, costruendo ad hoc eventi per cogliere il malcapitato in flagrante, senza risultato naturalmente! aggravando però ulteriormente la tortura sulla sua psiche; per non parlare dell’innocente in galera per ‘sbaglio’ che, certamente non da ‘recuperare’, potrebbe divenire un cittadino con la mente distrutta, di fatto non rimunerato insieme alla sua discendenza, ovvero pericoloso, probabilmente un nemico ‘dello Stato, del Popolo, del Comune e… forse della sua stessa specie; 4) –  è più immorale, allora, tenere libero un delinquente, o macchiare di infamia un innocente, danneggiando lui e tutta la sua generazione!? infine 5) –  non è forse vero che, arrestando un innocente al posto di un delinquente per un ‘delitto’ qualsiasi, diventa alta la probabilità che il vero colpevole non venga più arrestato? arricchendo potenzialmente, in iperbole, il pool genetico umano di geni negativi e impoverendolo degli altri più benevoli>>. Un innocente in galera è un danno non solo morale per gli umani!

Lezione da spedire alla mail ao123456789vz@libero.it, Editore del blog.

SUGGERIMENTI

VERIFICAZIONE = SIGNIFICANZA?

VEL

FALSIFICAZIONE = SIGNIFICANZA?

Abbiamo già inserito nel blog un articolo sulla PENA (avv. Francesco Costagli) e saremmo interessati a pubblicare una riflessione critica sui delicati processi indiziari che tenga conto che possano essere vere almeno le seguenti proposizioni:

1 – Per epistemologie accreditate, la conoscenza si costruisce a partire da una ipotesi consapevole o inconsapevole, come, per es.,nel caso dei processi percettivi, ma il processo di verificazione di essa presenta errori logici (cercare il tag ‘verificazione’ sul blog), per cui solo la ricerca della sua falsificazione tocca il reale, la verità (cercare il tag ‘falsificazione’ sul blog), qualsiasi cosa vogliano significare, essendo processi regolativi.

2 – Nell’Universo esistono infiniti indizi di ogni tipo per ogni ipotesi possibile, per cui diverrebbe credibile verificare qualsiasi ipotesi, basterebbe cercare di verificare con determinatezza (K. Popper); cioè sarebbe lecito e sostenibile logicamente un processo solo se le argomentazioni critiche (dati fattuali e disquisizioni logiche) venissero indirizzate con consapevolezza alla ricerca della loro falsificazione e non della loro verifica.

3 – L’attuale ricerca molecolare degli indizi peggiorerebbe la soluzione del problema (aumento della determinatezza)!

4 – L’aspetto problematico del nostro sistema giuridico, per cui “se tre persone si mettono d’accordo, buttano in galera un innocente!”, tende ancora a rendere più inaffidabile il processo.

5 – Concludendo, tutte le ipotesi sono falsificabili e l’ipotesi che non siamo riusciti a falsificare, la accettiamo come corroborata non come “vera”; è nel significato della parola corroborata l’incertezza e l’errore di un giudizio!

Di questi potenti meccanismi di interferenza su un processo indiziario ‘giusto’, sarebbe necessario, in generale, riflettere per prenderne maggiore consapevolezza in particolare in piccoli centri e nelle periferie.

L’Amministratore del sito ed il collaboratore  dott. F. Gherardini  hanno letto questa premessa e l’hanno condivisa 

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La richiesta di collaborazione su questa Premessa è stata inviata a due Marescialli dei Carabinieri per precisare il percorso legislativo, a cinque avvocati e ad un paio di filosofi, infine anche ad un Vice-Procuratore, onde riuscire a cogliere consapevolmente l’ “invariante ” (il dato duro) di un concetto complesso multidirezionale come è il Processo Indiziario. Heghel ebbe a dire <<il Vero è l’Intero>>…, ma l’intero non è la semplice somma delle parti! perché l’oggetto detto Vero è un concetto regolativo, come  ‘emergenza‘ dall’interazione di una molteplicità di punti di vista.

UN ESPERIMENTO DIDATTICO (AUTODIDASSI) RILEVANTE PER L’AUTO-AGGIORNAMENTO: BREVI E ‘DENSI’ APPUNTI SUL NEOPOSITIVISMO PER UN INIZIALE AUTO-AGGIORNAMENTO DEL DOCENTE SULL’EPISTEMOLOGIA ED ALTRO; a cura dell’Editore del blog Piero Pistoia

Post in via di costruzione…

Al blog acutamente è piaciuta questa riflessione, grazie.

Oggi, momento in cui i governi cambiano rapidamente insieme al codazzo degli uffici che controllano la Scuola e che promulgano le nuove regole,  vorremmo presentare un nostro pensiero relativo ad uno degli aspetti a nostro avviso più rilevanti che incidono sul rapporto  insegnamento/apprendimento, l’aggiornamento dei docenti, superando il vecchio e scarsamente efficace metodo che misura, non si sa da chi! il lavoro ‘insegnativo’.

RIFLETTIAMO SU UN ‘VECCHIO’ ESPERIMENTO

Quasi mezzo secolo fa Piero Pistoia e due colleghi delle Elementari, Pazzagli Andrea e Scarciglia Gabriella, proposero di attivare un esperimento sui generis, un aggiornamento per i docenti della Scuola Primaria e Secondaria di primo e seconda grado che si configurasse come un auto-aggiornamento con la partecipazione gratuita della Università in particolare quella di Pisa con le sue svariate facoltà che, in qualche modo, rappresentassero le discipline insegnate negli ordini di Scuola presenti sul territorio (Scuola elementare, media e scuola superiore). Le motivazione che ci spinsero allora ed in cui ancora oggi crediamo sono quelle riportate nella foto N. 1, “PRESENTAZIONE” e sarebbero da meditare! L‘idea era che l’aggiornamento condotto personalmente potesse concretizzarsi in uno scritto da pubblicare su un opuscolo, che fu chiamato “AUTODIDASSI” (vedere foto 3, copertina dell’inserto), auto-gestito ed auto-finanziato, allegato poi  nel giornale locale “La Comunità’ di Pomarance”, che, senza entusiasmo, ci ospitò, ma a nostre spese! Riuscimmo a coinvolgere circa quaranta persone fra presidi, insegnanti dei vari ordini di Scuola, compreso il direttore responsabile, il giornalista Brunetti dott. Ivo. I tre promotori si fecero carico di contattare, in svariati tentativi, i professori delle varie facoltà Universitarie, ottenendo la collaborazione di accademici che avrebbero ‘coperto’ le diverse discipline: dal gruppo scientifico-matematico, a quello umanistico, storico, filosofico, pedagogico, psicologico ed epistemologico, a quello artistico, fino al tecnico-ingegneristico, per mettere insieme un COMITATO DI REFEREES, con funzione di direttore culturale, (vedere foto 2 dell’inserto e controllate il livello di questi operatoti!) per filtrare (eventualmente correggere e consigliare) gli scritti da noi inviati. I componenti universitari REFEREES, pur lavorando gratis, furono invece entusiasti dell’idea!!!

Uscì solo il primo numero! a causa di quelli che, forse, non scrivendo nulla e invidiando i pochi che collaborarono con articoli e gli altri che, dando una mano, ‘apparivano’, non versarono più il contributo per l’ inserzione nel giornale La Comunità di Pomarance.

Forse se non fosse stato a pagamento…!

Poteva essere una occasione culturale gratuita perduta non solo per la Scuola, ma per tutta questa zona periferica senza ‘contesto’, della lontana Provincia!

Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

 

 

FOTO  1.

FOTO 2

 

FOTO 3

 

Pubblichiamo questi articoli controllati ed approvati dai rispettivi docenti universitari del Comitato di Referees.

 

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL CONCETTO DI MASSA IN FISICA: APPUNTI PER UNA LEZIONE

del docente Alberto Alderighi

(ha collaborato l’accademico dott. prof. Marco Rosa-clot, docente di Fisica alla Normale)

Cliccare sul seguente link per leggere l’articolo di Alderighi in pdf:

 

MASSA IN FISICA10001

 

INSEGNAMENTO DELLA FISICA E PEDAGOGIA DELLE STRUTTURE

dei docenti A. Pazzagli e P. Pistoia

(hanno collaborato l’accademico dott. prof. M. Barale, docente di Pedagogia alla facoltà di Lettere (Pi) ed il dott. prof. Rosa-clot)

Cliccare sul seguente link per leggere lo scritto di Pistoia-Pazzagli:

 

STRUTTURALISMO0001

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METODOLOGIA E DIDATTICA DELLE LINGUE STRANIERE

del docente Gianluigi Benvenuti

(ha collaborato l’accademico dott. prof. Augusto Cecchini)

Cliccare sul seguente link per leggere lo scritto di Benvenuti:

 

AUTDIDASSI_BENVENUTI0001

 

 

Cliccare sul link seguente per leggere alcuni appunti di Epistemologia per un secondo numero mai uscito!

 

POSITIVISTI0001

HYPOTHESIS NON FINGO: EPPURE IL METODO INDUTTIVO NON ESISTE; scritto dell’epistemologo accademico Dario Antiseri; a cura del dott. Piero Pistoia

POST in via di sviluppo…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 66, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autori e Redazione se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog; altrimenti, avvertito l’Editore del blog – che è senza alcun fine di lucro e completamente auto-finanziato, il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis e di fatto con riceve alcun contributo sociale o di altra natura, per nostra scelta –   alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

Leggere l’articolo di Antiseri in pdf, cliccando sul link seguente:

INDUZIONE FISICA0001

MEMORIA BIOLOGICA MONDO 3 E STATI PROBLEMATICI OGGETTIVI; scritto dell’accademico epistemologo Dario Antiseri; a cura dell’Editore Piero Pistoia

Questo post è invia di costruzione…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 68, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autori e Redazione se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog, senza alcun fine di lucro e completamente auto-finanziato, il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis (non riceve infatti alcun contributo sociale o di altra natura, per nostra scelta); altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

Leggere in pdf lo scritto del dott. prof. Dario Antiseri, cliccando sul link seguente, scusandoci delle varie ‘evidenziature’ dovute ad intense letture:

ANTISERI_MEMORIA BIOLOGICA_mondo30002

A PROPOSITO DI MONDO1, MONDO2, MONDO3 dell’epistemologo Dario Antiseri; a cura dell’Editore Piero Pistoia

ARTICOLO IN VIA DI COSTRUZIONE…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 69, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autore e Redazione se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog, senza alcun fine di lucro e completamente auto-finanziato, il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis (non riceve  infatti alcun contributo sociale o di altra natura, per nostra scelta); altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

Leggere il rilevante scritto dell’accademico Dario Antiseri in pdf, cliccando sul link seguente:

ANTISERI_Mondo1_Mondo2_Mondo30002

RISOLVERE PROBLEMI PER CONQUISTARE IL SAPERE: da non confondere i problemi con gli esercizi; dell’epistemologo Dario Antiseri, a cura dell’Editore del blog Piero Pistoia

Post in via di costruzione…

Questo rilevante scritto su cui meditare, specialmente  in questi  momenti di cambiamenti rapidi e poco riflessivi e quindi di incertezza per i quadri a tutti i livelli della gestione scolastica – dai docenti, ai dirigenti, ispettori, ai ministri, sotto segretari ecc.; sembra quasi che la loro efficacia diminuisca con l’aumentare del livello e con i cambi di governo  – questo scritto, dicevo, è stato trasferito dalla rivista Scuola Italiana Moderna, Editrice La Scuola-Brescia, del novembre 1985 e si ringrazia la rivista e l’autore se ci permetteranno di lasciarlo nel nostro blog; che non ha alcun fine di lucro, auto finanziato (non riceve, per nostra scelta, alcun contributo esterno) il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis; in caso contrario si  avverta, tramite mail ao123456789vz.libero.it, l’Editore del post (Piero Pistoia) che lo sopprimerà.

Sintetica premessa dell’Editore del blog

Si narra di un metodo, che l’uomo sembra sia riuscito a consapevolizzare, sotteso a tutto ciò che vive, compreso l’animale e la pianta. Nell’animale e nella pianta viene incarnato, nel processo ontogenetico che ricapitola la filogenesi, nei tessuti vitali e funziona attraverso il metodo delle soluzioni provvisorie in competizione (omologhi biologici delle teorie) e della eliminazione degli errori. Il prodotto esosomatico, per es. la tela del ragno, corrisponderebbe così ad organi endosomatici ed ai loro modi di funzionare (1). Il sapere non viene  acquistato, cioè travasato nella mente del discente (la Scuola non è  un mercato!), ma deve essere conquistato (acquisire i saperi è fatica!) sotto la guida del docente (2), onde abbreviare, costretti dai programmi ministeriali,   il lungo tempo nella costruzione della disciplina avvenuta  di fatto nella storia reale dei saperi (la Scuola deve trasformarsi in centro di ricerca!). In questo contesto sembra risolversi anche il delicato problema del rapporto insegnamento/apprendimento e dell’uso nella didattica di un metodo di fatto più semplificato – il Falsificazionismo popperiano (3) – rispetto allo stesso sottoposto successivamente a critica (4), probabilmente più usato nella storia reale dei saperi (5). In definitiva si deve <Ri-fare> con gli allievi il sapere <Già fatto>. Durante questo processo gli <sbagli>, che dipendono dal soggetto che li commette, diventeranno <errori>, cioè sbagli inevitabili, per cui non si deve più “innescare quel perverso meccanismo che è la paura dell’errore” (l’errore diventa necessario all’acquisizione dei saperi).

VIVERE E’ IMPARARE (Konrad Lorenz), VIVERE E’ RISOLVERE PROBLEMI  (Karl Popper),  QUINDI IMPARARE E’  RISOLVERE I PROBLEMI E, INFINE,  RISOLVERE I PROBLEMI E’ ANCHE IMPARARE A VIVERE (Dario Antiseri).

NOTE

1 – K. Popper “Epistemologia senza soggetto conoscente”, Armando.

2 – Per chiarire cercare il tag  ‘Bruner’ in questo blog.

3 – Il falsificazionismo popperiano, fondato logicamente dal Modus Tollens (tag nel blog), a differenza dell’illogico Induttivismo, basato sulla fallacia nell’affermare il conseguente, diventa di certo più rilevante ed efficace in una comunicazione didattica come quella proposta.

4 – Per chiarirsi, cliccare, per es.,  sui tag ‘Dalla scienza alla narrazione’, ‘Critica al falsificazionismo popperiano’, ‘Quine‘, …)

5 – Per chiarire cercare, per es., i tag ‘Popper, Induzione e Deduzione’, … in questo blog)

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Leggere l’articolo del dott. prof. Antiseri, scusandoci per le ‘evidenziature’ nel Testo (segno di intensa lettura del dattiloscritto), cliccando sul link sotto:

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Per una ‘narrazione’ sulla epistemologia possiamo, per es.,  leggere, ancora in questo blog,  “La Teoria e la Realtà”, “Dalla Scienza alla Narrazione”, “Commento alla poesia <Non chiederci parola> Montale” ed altro.