UNA STORIA DI BASE SUL MIOCENE, APERTA, DA AGGIORNARE, CIOE’ DA ADEGUARE; CORREGGERE, REINTERPRETARE, NEL CORSO DEL TEMPO; ZONA DI POMARANCE-VOLTERRA; a cura del dott Piero Pistoia

DALLA CARTA STRATIGRAFICA INTERNAZIONALE (ICS)

IL LINKS CHE SEGUONO RIMANDANO ALLA PRIMA BOZZA DELL’ARTICOLO DA COMPLETARE CON CALMA ED AGGIUSTARE NELLE FIGURE DA INSERIRIRE

Le due figure al termine dell’art.  sono state riprese dalle ‘Note illustrative della carta geologica d’Italia a cura del “servizio Geologico D’Italia”; zona Pomarance; Università di Siena; Coord. Lazzarotto –  L.A.C. Firenze 2002

In odt:

MIOCENEok

In pdf:

MIOCENEok

POMARANCE: UNA BREVE PASSEGGIATA FLORISTICA A SCANSIONE MENSILE, PARTE SETTIMA; a cura di Sofia; possibili note del coordinatore (NDC) piero pistoia

PIERO PISTOIA CURRICULUM1

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NDC –  dott. Piero Pistoia

Continua il monitoraggio botanico-educativo, mappatura delle piante selvatiche, a scansione mensile, lungo un percorso, alla periferia del paese di Pomarance, che, inserito nel paesaggio floristico della Val di Cecina, ne riflette, in prima istanza, le sue caratteristiche botaniche essenziali. Data la vicinanza delle Scuole, potrebbe, nel tempo, se mai la Buona Scuola diventerà attiva, essere utilizzato anche per passeggiate scolastiche culturali ad uso didattico (infatti la comunicazione non sarà meramente descrittiva, ma spesso inserita in un processo di costruzione-scoperta, cioè nei contesti delle OSSERVAZIONI SCIENTIFICHE scolastiche),  e in generale come stimolo all’osservazione guidata della Natura Spontanea della zona, e non solo (se è vero che la vegetazione dell’Italia e delle altre Nazioni limitrofe, circa nella stessa fascia di latitudine, risente mediamente del clima dell’area mediterranea), per ravvivare il concetto di diversità biologica e rinnovare un nuovo patto con la Natura.  E questo è CULTURA! forse più significativa e formativa di altre e senza consumare risorse.

Riflessioni spurie

Se riesci a  ‘nominare’ una piantina dal ricordo, la più insignificante, la più nascosta e sconosciuta,  la riconosci e la inserisci nel tuo quotidiano (per te allora inizierà ad esistere nel Tutto!). Forse potrebbe essere possibile cogliere un parallelo, anche se a livello minore di consapevolezza e di interazione, fra il ‘nominare’ la pianticella e lo straordinario  processo reciproco di addomesticamento fra il Piccolo Principe e la volpe, nel famosissimo grande libello di Antoine De Saint-Exupery! Il ‘nominare’ non è forse il primo passo dell’addomesticamento? La piantina può ‘identificarti’ attivando qualche sconosciuta reazione chimica della sua biologia? Se tale reazione si esplica con un impulso elettro -magnetico, sarebbe possibile misurarlo con un particolare amplificatore? O la misura risulterebbe impossibile perché l’energia da misurare sarebbe così piccola da uscire a sinistra dell’intervallo di tolleranza della misura ovvero si perderebbe nel ‘rumore di fondo’ dello strumento?  Mi ricordo di  tentativi di progetti di circuiti riportati su riviste di elettronica  di anni fa (se possibile ne riporteremo uno) con questi obbiettivi. Le strane associazioni di pianticelle selvatiche, che talora meravigliano, sono volute dal caso? Forse sì, ma non lo sappiamo fino in fondo per la mancanza delle infinite informazioni relative a questi eventi sulla reciproca interazione, sulle interazioni con le comunità di animaletti ad esse associati (insetti, batteri,..), … e sulle interazioni di associazioni lontane nel tempo e nello spazio  attivate dalla loro presenza (interazioni fra segnali debolissimi fra eventi sperduti nello spazio-tempo).  E’ molto probabile che segnali di comunicazione, intra ed extra specifici, esistano (si pensi al fenomeno multiforme del parassitismo e alle sue interazioni, es., cistus-ipocistus…, alla congerie di piccoli animaletti che brulicano nelle associazioni spontanee e non, all’impollinazione, ecc.). Sarebbe da rendere più operativa una disciplina (che potrebbe chiamarsi Etologia Botanica) da sviluppare e su cui investire, se possibile per es., anche sul piano delle nanotecnologie,  per ripulire il segnale dalle energie spurie e permettere misure ed esperimenti, ovvero progettare metodologie statistiche capaci, tramite analisi di molti dati, di focalizzare un segnale rilevante.  Da ricordare che l’ Universo (il Creatore?), è, comunque, uno dei più potenti e precisi registratore di eventi! e mai evento forse si perde (si pensi, per es., alla risurrezione o al trasferimento dei corpi e del loro spirito in molte religioni).

EINSTEIN:  la logica ti porta da A a B; l’immaginazione dovunque!     PLATONE: la ‘Verità’ è altrove!

Quando i fenomeni in studio sono  complessi non escludiamo a priori anche qualche valutazione al di là della fisica e del buon senso, che, anche se guardano, ‘vedono’ solo da vicino! mentre il senso comune con  riesce a fare neppure quello.

COME NELLE ALTRE  PARTI I TESTI QUALIFICATI DI RIFERIMENTO PER QUESTO LAVORO SULLE PIANTICELLE SELVATICHE SONO PRINCIPALMENTE I SEGUENTI (consigliamo i lettori, interessati da questi posts, di  procurarseli per i riferimenti, l’approfondimento e la qualificazione delle biblioteche personali!) :

EUGENIO BARONI “GUIDA BOTANICA D’ITALIA” Ed. CAPPELLI

PIETRO ZANGHERI “FLORA ITALICA Vol. I-II” Ed. CEDAM        

SANDRO PIGNATTI “FLORA D’ITALIA Vol. I-II-III” Ed. EDAGRICOLE

EDUARD THOMMEN “ATLAS DE POCHE DE LA FLORE SUISSE” EDITIONS BIRKHAUSER BALE.

N.B. – Il testo precedente di THOMMEN è stato perduto e sostituito dal testo acquistato ad hoc:

E. THOMMEN e A. BECHERER con lo stesso titolo, ma con EDITORE, SPRINGER BASEL AG; più recente, comprende anche le nazioni straniere limitrofe. Si tratta della sesta edizione redatta da Aldo Antonietti. 

VENGONO ANCHE CONSULTATE DUE GROSSE ENCICLOPEDIE SUL REGNO VEGETALE, L’UNA EDITA DA VALLARDI E L’ALTRA DA RIZZOLI; E SVARIATI ALTRI TESTI SECONDARI DI DIVERSE CASE EDITRICI CHE NOMINEREMO QUANDO NECESSARIO.

A questi testi si farà continuamente riferimento esplicito e si spera che Autori ed Editori permetteranno di trasferire ogni tanto anche qualche disegnetto schematico, ‘DESSINS AU TRAIT’, di chiarimento, dai testi  a questo post, precisando sempre e con cura le coordinate da cui  estratto.  Gli unici obiettivi di questo lavoro, infatti, sono e rimarranno solo quelli di ‘costruire’ e comunicare didatticamente cultura, per quanto ci riesce, sempre del tutto gratis. Comunque siamo disponibili nell’immediato a qualsiasi intervento su questo post ed altri su avvertimento (al limite, se necessario, anche a sopprimerli!)

Il testo teorico di riferimento sarà:

Carlo Cappelletti “BOTANICA, Vol.  I° e Vol II°”, UTET

VERRANNO USATE NELL’OCCASIONE ANCHE LE SCHEDE RIPRESE DA UN TESTO SCRITTO DA DUE RICERCATRICI DELL’UNIVERSITA’ DI PISA:

Dott.sse GABRIELLA CORSI ed ANNA MARIA PAGNI

 “STUDI SULLA FLORA E VEGETAZIONE DEL MONTE PISANO”;  Arti Grafiche Pacini -Mariotti, Pisa

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CONTINUANO LE NDC

LE PIANTINE DI APRILE 2017 NEL PERCORSO BOTANICO

Avevamo trapiantato una delle piantine da interpretare per registrarne la crescita.

SEGUONO LE FOTO DELLA PIANTINA DURANTE LA CRESCITA, ANCORA DA CLASSIFICARE (prime ipotesi: Rosacea, Apiacea, forse un sedano o prezzemolo selvatico)

PRIMA FOTO IN VASO

Come si vede dalle foto il butto centrale ha foglie con caratteristiche diverse da quelle basali laterali e si presume porterà alla cima fiori e infiorescenze, le sue foglie sono  strette e lanceolate pennato sette.   I lobi delle foglie iniziali (basali: livello zero) più rigide e scure (foglie davanti in basso della foto precedente, fotografate dopo anche ingrandite), sembrano più rotondeggianti  e forse meno incisi delle successive (foto precedente caule a destra e la foto subito qui sotto), pur mantenendo la forma  tendenzialmente romboidale. La forma dei fusti erbacei con le foglie è essenzialmente triangolare a ‘felce’.

 

Sopra: foglia caulina leggermente diversa dalle foglie della rosetta

Sotto: cima della nuova foglia da caule centrale (livello 1°)

Cima delle foglie di uno dei primi  butti centrali; i successivi hanno foglie quasi lineari; tali butti centrali iniziano in un punto del ramo (nodo) con l’apertura di una guaina da cui appare una gemma (vedere foto)

Cima di una foglia di prima nascita (livello zero)

Cima ingrandita della precedente foto

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Confronto fra foglie iniziali e quelle successive

 

 

Oggi 23 Aprile 2017 la piantina precedente ha fatto tre gemme, sui cauli centrali, con  fiori abbozzati (forse) ad infiorescenza  ombrellifera come avevamo previsto.

Sopra, tre gemme fiorifere e foglie filiformi amplessicauli

Sotto: oggi 25 aprile una gemma sta esplodendo  in  una infiorescenza ad ombrella corroborando l’ipotesi di una Apiacea o Umbellifera; per il genere e la specie ancora da vedere.

DA SEGUIRE ULTERIORMENTE LA CRESCITA

FINE NDC

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PASSEGGIATA BOTANICA DI SOFIA; 4 aprile 2017

Passeggiata del 4 aprile 2017

  1. All’inizio della strada vicinale, proprio all’angolo con Via dei Filosofi, ho fotografato questa Brassicacea., che si ripete anche durante il resto del percorso. (Capsella bursa _pastoris)
  2. Vicinissima alla Borsa _pastore ci sono dei cespugli di Fumaria…….. (Credo officinalis). Sono visibili anche i suoi piccoli frutti ancora verdi.
  3. Sulla dx, di fronte alla apertura che porta a S. Anna, nel cespuglietto della foto, (dove inizia una specie di viottolo che segue i campi) ho notato, anche se ormai a fine fioritura, un ‘Giacinto romano’: Bellevalia romana. Non è facile trovarne, è una piantina poco comune. E’ stata riclassificata tra le ‘Asparagaceae’.
  4. Poco più avanti, sulla sx, nelle vicinanze del cartellino dell’Asteriscum, sono fioriti dei piccoli ‘Muscari neglectum’ (pure questa ‘Asparagacea’)
  5. Altra Asparagacea, sempre vicino al cartellino, ho notato l’Ornithogalum umbellatum (latte di gallina comune)

GERANIACEAE DA CONFRONTARE:

  1. Erodium malacoides……o forse alnifolium. Questa pianta è visibile all’inizio della strada, nell’angolo dx dell’incrocio Vicinale S. Anna e Via Filosofi.
  2. Due Geraniacee a confronto: rotundifolium e robertianum (con probabilità)
  3. Geranium robertianum
  4. Geranium rotundifolium
  5. Geranium sanguineum

Queste 3 specie si trovano tutte quante vicinissime, nel tratto di strada mostrato dalla foto. Colonizzano il ciglio e l’argine della via, sia a dx che a sx. Sono specie molto simili tra loro, si differenziano dalla forma delle foglie, ma per l’esatta identificazione, dovremmo aspettare la maturazione d e i frutti…… Simili anche loro, ma potrebbero essere di aiuto.

E’ comunque interessante osservare e confrontare ben quattro di queste piccole specie, appartenenti tutte alla stessa famiglia e così vicine da individuare!

SEGUONO NELL’ORDINE LE 10 SERIE DI FOTO SOPRA NOMINATE DI SOFIA

PRIMA SERIE – Capsella bursa-pastoris (quattro foto)


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SECONDA SERIE – Fumaria officinalis (5 foto)

 

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TERZA SERIE – Bellevalia romana (5 foto)

Sulla destra è posto la grossa pietra di calcare marnoso di ingresso a S. ANNA, nascosta dal cespuglio e si intravede appena la punta a destra; foto circa da ovest ad est

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SERIE QUARTA – Muscari neglectum (6 foto)

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SERIE QUINTA – Ornitogalum umbellatum (3 foto)

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SERIE SESTA – Erodium malacoides (7 foto)

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SERIE SETTIMA – Due Geraniacee a confronto (1 foto)

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SERIE OTTAVA – Geranium robertianum (6 foto)

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NONA SERIE – Geranium rotundifolium (5 foto)

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DECIMA SERIE – Geranium sanguineum (5 foto)

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SERIE UNDICESIMA – ZONA GERANI (1 foto)

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NDC

Foto di Piero Pistoia di G. sanguineum, trapiantato

 

LA PASSEGGIATA BOTANICA DI SOFIA DEL 22 APRILE 2017

CON RELATIVI COMMENTI E FOTO

Passeggiata del 22 aprile

  1. Credo che saper riconoscere con certezza una Apiacea, non sia proprio così semplice… Ho notato che la nostra piantina ‘ignota’ ostenta le sue foglioline basali in diverse varianti e per la maggior parte dei casi cresce prevalentemente al margine della fossetta della strada. Stropicciando le sue foglie con le dita emette un odore che ricorda quello del finocchio o del sedano. Naturalmente per la sua identificazione la terremo in osservazione fino alla fioritura, fino a controllarne i semi. Per ora gli azzardi di ipotesi potrebbero suggerire una certa rassomiglianza con l’Apiacea: ‘Oeante pimpinelloide’=finocchio acquatico. Vicino alla nostra piantina ignota, ho fotografato anche quella di un finocchio, proprio per poterla confrontare con un’altra Apiacea.
  2. Amaryllidacee a confronto: Allium roseum; Muscari comosum; Porro selvatico Si possono trovare lungo tutto il tratto del percorso, ma le foto si riferiscono alle piantine che colonizzano tutto l’argine che va dalla traversa per San Pietro al Ponso.
  3. E’ diventata una consuetudine l’osservazione del piccolo slargo erboso, che si apre di fronte all’indicazione di Sant’Anna. Di solito, nascosta tra i cespugli, spunta sempre qualche specie più insolita del resto del percorso. Ne è la prova questa piccola Plantaginacea, che non fiorirà prima del prossimo mese…. Speriamo resista ai vandalici tagli primaverili dell’erba!!!
  4. Osservazione di 2 Fabacee: Vicia sativa (Veccia comune) e Hedysarium coronarium (Sulla). Le foto si riferiscono al tratto di percorso tra il Ponso e San Domenico.
  5. Quasi davanti al pelago, sta fiorendo la Salvia verbenaca, sempre sul ciglio dx della strada.
  6. Davanti al pelago ho osservato 2 specie diverse di Ranuncolacee. La prima con i fiori più grandi e consistenti si trova sul lato sx, nella fossetta proprio vicino alla rete del pelago. L’altra invece colonizza gran parte del campo di fronde sul lato dx ed ha ramoscelli e fiori molto più esili.
  7. Poco prima del Ponso, sempre sulla dx, ci sono dei cespugli di Cariofillacee. Ho cercato di confrontare le differenze di una Silene molto appiccicosa, che credo si chiami Silene italica, con una Silene Alba.
  8. Anche quest’anno è ancora presente l’Erba vajola (Cerinthe major), sul lato sx della strada, quasi vicino all’asfalto, in corrispondenza della discarica di letame. La pianta è piccolissima, ma già mostra la sua bella fioritura.
  9. Curiosità. Poco prima del Ponso, lato dx, sui rami bassi di una Roverella ho notato questa escrescenza dovuta a parassiti, diversa da quelle che avevo visto fino ad ora.

    1 – QUATTRO FOTO SCATTARE ALLA APIACEA INCOGNITA

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INTERMEZZO: NDC PIERO PISTOIA

Trapiantai in un vaso la piantina ‘ignota’, all’inizio della sua crescita, che è stata più veloce rispetto alle ‘compagne’ rimaste in posto (una specie di esperimento) e oggi (28-04-2017) posso ricavarne le seguenti informazioni:

1 – le prime foglie della rosetta di base (di zero ordine) presentano nei 360 gradi lo stesso sviluppo  come nella foto (vedere anche le altre foto precedenti relative alla pianta in vaso, anche se meno chiare di quelle di Sofia, con i relativi commenti):

+ Aggiungi una nuova categoria

2 – Successivamente appaiono cauli centrali di diametro maggiore alla base, che ai nodi si slabbrano in guaine che si prolungano nelle foglie  (di primo ordine) completamente sette (La max: 2-3 mm ; Lu-max: 10-15 cm) e l’ elemento che resta prolunga il ramo rigato (vedere schema); vedere foto che riporta una foglia del primo livello:

FOTO DI RIFERIMENTO DEL PRIMO LIVELLO

3 – Le foglie  del secondo ordine, che prolungano la guaina come tutte,  sono  sempre più strette e lineari; subito prima delle gemme fiorifere, situate sempre sul prolungamento dell’ultimo segmento del ramo, le foglie sono diventate filiformi (foglie del quarto ordine); le gemme fiorifere, già apparse nella piantina dell’esperimento, stanno iniziando la fioritura in una ombrella semplice con una decina di peduncoli (vedere foto e schema):

Da queste foto sembra che, se si tratta del genere OENANTHE,  forse si può escludere la specie O. acquatica a causa della foglia presso l’infiorescenza; ripresa da Zangheri (op.cit.):

Mi sembra che per controllare l’ultima proposta di ipotesi di Sofia, OENANTHE pimpinelloides, basterebbe controllare le radici (filiformi con ingrossamenti a fuso diffusi) e la forma dei semi, naturalmente se è accettabile il nome del genere. Comunque ciò che sembra certo è che la famiglia sia una Apiacea e che le foglie siano difformi (almeno per  tre ordini o stadi) in funzione dello stato di sviluppo della piantina e quindi della sua altezza, fino a diventare sempre più filiformi e  intere nei pressi del fiore e lunghe una decina di cm. Ombrella con  una decina di peduncoli fiorali. Questi  aspetti rafforzerebbero l’ipotesi di Sofia. Se questa ipotesi fosse vera provare a descrivere i semi non ancora sviluppati! Questo informazione potrebbe corroborare o no l’ipotesi definitiva.

Errata corrige: nel testo le foglie del 1° livello sono considerate di livello zero (rosetta di base); quelle del secondo nella foto precedente, sono considerate del terzo livello; mentre le foglie del secondo livello sono quelle di una  foto precedente siglata “FOTO DI REFERIMENTO DEL SECONDO LIVELLO”; per cui la foto segnata come del terzo livello è in effetti del quarto. Quando avrò tempo riparerò e proporrò anche uno schema della nostra piantina sotto esperimento.

Lo Schema  della piantina ‘Finocchio acquatico’ , è riportato sotto; l’aggettivo ‘acquatico’, forse ci indica che la piantina potrebbe essere presente, nel nostro percorso, in particolare per es., dove il contatto fra la placca di calcare detritico conchigliare di basso spessore ed  il conglomerato a cemento argilloso sottostante, incontra la topografia; lì il terreno è certamente più umido.

 

 

Schema di P. Pistoia

Gemme si affacciano alla sommità della guaina verso foglie filiformi

Aspetto filiforme delle foglie del IV° ordine

Comunque è da precisare che  la semplificazione della descrizione con i livelli non esaurirà certamente le caratteristiche della piantina che è un essere vivente estremamente complesso in continua interazione con un ambiente pure complesso; così per esempio in un ambiente molto umido, riparato dal sole, con terreno opportuno è possibile che si debba aggiungere qualche altro livello intermedio per es.,  fra lo zero e il primo (vedere all’inizio del post, la foglia a destra della PRIMA FOTO IN VASO, e  la foto successiva della stessa foglia, con caratteristiche leggermente diverse dalle foglie della rosetta), così pure variano le altezze lungo i cauli su cui si situano i diversi livelli.

Oggi 21 Maggio 2017 ho notato nel percorso la presunta Apiacea (Ombellifera) Oenanthe pimpinelloides (finocchio acquatico), a intervalli, davanti all’argine della proprietà S. Anna, partendo dalla pietra di insegna, però a destra della strada (venendo da Pomarance), fino a vedere il vecchio arato sopra strada. Alcune piantine si notano anche a destra davanti alla proprietà S. Domenico; in ambiente più arido, le foglie della rosetta a superficie maggiore sono seccate.

Osservando in posto queste pianticelle che si ergono alte sopra delle altre erbe, può suggerirci una possibile ipotesi, che forse non sarà unica, sulla difformità dell’area della superficie fogliare, che tende a decrescere  dal basso verso l’alto del caule; infatti le foglie più basse, a partire dalla rosetta, dovranno avere maggiori superfici verdi, per sfruttare meglio i deboli raggi solari che le raggiungono, filtrando attraverso le erbe associate, rispetto alle altre salendo lungo i cauli.

Sono anche rifiorite varie altre pianticelle (es., la Nigella damascena, la candida Filipendula esapetala (?),… e, in via del Poderino, scendendo a sinistra, davanti al vecchio cancelletto dello stadio, dopo qualche anno, lì è rifiorita, bianchissima, l’Achillela millefolium, una piantina magica, della famiglia delle Composite, strutturata ad ombrella.

Oggi a fine Maggio quella piantina trapiantata in vaso (vedere il post PARTE SESTA), plausibilmente Mesopartes orontium , alta ormai 80 cm, ha abbondantemente fruttificato con capsule all’ascella delle foglie,  rigide vuote contenenti centinaia di semini neri (max 1 mm) oblunghi (fra un fuso ed una palla da base-ball). In alto continua a fiorire. Le foglie, il caule ed i frutti si sono ricoperti di una fine lanugine grigia quasi fino alla cima (?). Un analogo riferimento è riportato anche nel post PARTE SESTA, lì dove si argomenta  di questa pianticella. Vedere foto seguente.

Segmento medio del caule con foglie e capsule globulari; una capsula aperta ha sparso in parte  i  suoi semi. La piccola pietra è costituita da uno strato di calcedonio mammellonare grigio che avvolge una magnesite impura silicizzata (vedere anche il post dello stesso autore cliccando ‘calcedonio).

Oggi 29 maggio è stato possibile fotografare le ombrellette fruttifere dell’Apiacea di cui avevamo proposto un’ipotesi che sta reggendo alla falsificazione, Oenanthe pimpillenoides, (vedi sotto figure):

i):

Foto delle ombrellette fruttifere dell’Apiacea sotto controllo in vaso

Confrontando le precedenti foto con gli schemi corrispondenti nei testi riferimento (in particolare i dessins au trait del II vol. di Zangheri, n… e n…,(op.cit.), possiamo accettare che l’ipotesi proposta sia corroborata, cessando di fare ulteriori accertamenti.

 

FINE NDC piero pistoia

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SOFIA

2 – DUE FOTO SCATTATE AL FINOCCHIO SELVATICO

SEI FOTO SCATTATE AD Allium roseum

SETTE FOTO SCATTATE A MUSCARI comosum

QUATTRO FOTO SCATTATE A PORRO SELVATICO – Allium rotundum

UNA FOTO SCATTATA ALLA ZONA DELLE AMARALLIDACEE

TRE FOTO SCATTATE A PLANTAGINACEE DA OSSERVARE

SEI FOTO SCATTATE A FABACEE A CONFRONTO

QUATTRO FOTO SCATTATE A Salvia verbenaca

SETTE FOTO SCATTATE A RANUNCOLACEE A DX NEL CAMPO

SETTE FOTO SCATTATE A RANUNCOLACEE A sx (nel campo)


CINQUE FOTO SCATTATE A SILENE A CONFRONTO (latifolia)



CINQUE FOTO SCATTATE A Cerinthe maior

DUE FOTO SCATTATE A ROVERELLA

DA CONTINUARE…

14 maggio DI SOFIA

Passeggiata del 14 maggio

A)Ancora Fabacee a confronto. Presenti su tutto il percorso. Le foto si riferiscono alla parte in discesa che porta al Mirto

1)Trifoglio stellato—Trifolium stellatum

2) Trifoglio campestre – Trifolium campestre

3) Trifoglio bianco –Trifolium repens

B Due Rosacee molto simili a confronto

4) Potentilla reptans . Le foto sono relative alle piantine vicino al deposito del letame, anche se la specie è presente un po’ ovunque su tutto il percorso

5) Potentilla hirta. Questa specie invece è presente in numerosi esemplari al margine della strada sul lato dx della discesa del Mirto, dopo l’Alalterno

Oltre alcuni particolari che diversificano la struttura del fiore, queste due specie hanno foglie ben diverse (a confronto nella foto)

C) Loncomelos naborniensis.

6) Fotografato all’inizio percorso, sulla dx

D)Piantine in osservazione:

7) Filipendula in fioritura. Foto a dx appena passato il podere Ponso

8) Linum sp: da tenere in osservazione, se effettivamente si possa trattare di una specie di Lino. (Foto a sx discesa Mirto)

9)Asteracea già presente lo scorso anno. Da controllare appena fiorisce. Si trova vicinissima al Lino.

10)Orobancacea in osservazione davanti il piccolo spazio di campo che si apre davanti all’indicazione di S.Anna. Cresciute in gran numero altre piante di questa specie, in attesa di fioritura.

11) Apiacea in fioritura. Da osservare ancora, ma presumibilmente identificata come un sedano selvatico.

E)Arbusti:

12) Alaterno (Rhamnus alaternus) – Foto vicino alla grande roverella di riferimento lungo il percorso del Mirto

13) Prugnolo (Prunus spinosa) Siepe a dx salita prima del Ponso. Si notano i fruttini già ben sviluppati

14) Cornus sanguinea. Presente anch’esso sotto la Roverella discesa Mirto. Questo ancora in fioritura

SEGUONO LE FOTO DI SOFIA DEl 14 MAGGIO









FiLIPENDULE

LINACEE

COMPOSITE SOTTO OSSERVAZIONE

OROBANCACEE SOTTO OSSERVAZIONE

APIACEE SOTTO OSSERVAZIONE

DA CONTINUARE…..

POMARANCE: UNA BREVE PASSEGGIATA FLORISTICA A SCANSIONE MENSILE, PARTE SESTA; a cura di Sofia; possibili note del coordinatore piero pistoia (NDC)

NDC –  dott. Piero Pistoia

PIERO PISTOIA CURRICULUM1

Continua il monitoraggio botanico-educativo, mappatura  delle piante selvatiche, a scansione mensile, lungo un percorso, alla periferia del paese di Pomarance, che, inserito nel paesaggio floristico della Val di Cecina, ne riflette, in prima istanza, le sue caratteristiche botaniche essenziali. Data la vicinanza delle Scuole, potrebbe, nel tempo, se mai la Buona Scuola diventerà attiva, essere utilizzato anche per passeggiate scolastiche culturali ad uso didattico (infatti la comunicazione non sarà meramente descrittiva, ma spesso inserita in un processo di costruzione-scoperta, cioè nei contesti delle OSSERVAZIONI SCIENTIFICHE scolastiche),  e in generale come stimolo all’osservazione guidata della Natura Spontanea della zona, e non solo (se è vero che la vegetazione dell’Italia e delle altre Nazioni limitrofe, circa nella stessa fascia di latitudine, risente mediamente del clima dell’area mediterranea), per ravvivare il concetto di diversità biologica e rinnovare un nuovo patto con la Natura.  E questo è CULTURA! forse più significativa e formativa di altre e senza consumare risorse.

Se riesci, , a  ‘nominare’ una piantina dal ricordo , la più insignificante, la più nascosta e sconosciuta,  la riconosci e la inserisci nel tuo quotidiano (per te allora inizierà ad esistere nel Tutto!). Forse potrebbe essere possibile cogliere un parallelo, anche se a livello minore di consapevolezza e di interazione, fra il ‘nominare’ la pianticella e lo straordinario  processo reciproco di addomesticamento fra il Piccolo Principe e la volpe, nel famosissimo grande libello di Antoine De Saint-Exupery! Il ‘nominare’ è il primo passo dell’addomesticamento? La piantina può ‘discriminarti’ attivando qualche sconosciuta reazione chimica della sua biologia? Se tale reazione si esplica con un impulso elettrico, sarebbe possibile misurarlo con un particolare amplificatore? O la misura risulterebbe impossibile perché l’energia da misurare sarebbe così piccola da uscire a sinistra dell’intervallo di tolleranza della misura ovvero si perderebbe nel ‘rumore di fondo’ dello strumento?

COME NELLE ALTRE  PARTI I TESTI QUALIFICATI DI RIFERIMENTO PER QUESTO LAVORO SULLE PIANTICELLE SELVATICHE SONO PRINCIPALMENTE I SEGUENTI (consigliamo i lettori, interessati da questi posts, di  procurarseli per i riferimenti, l’approfondimento e la qualificazione delle biblioteche personali!) :

EUGENIO BARONI “GUIDA BOTANICA D’ITALIA” Ed. CAPPELLI

PIETRO ZANGHERI “FLORA ITALICA Vol. I-II-III” Ed. CEDAM        

SANDRO PIGNATTI “FLORA D’ITALIA Vol. I-II-III” Ed. EDAGRICOLE

EDUARD THOMMEN “ATLAS DE POCHE DE LA FLORE SUISSE” EDITIONS BIRKHAUSER BALE.

N.B. – Il testo precedente di THOMMEN è stato perduto e sostituito dal testo acquistato ad hoc:

E. THOMMEN e A. BECHERER con lo stesso titolo, ma con EDITORE, SPRINGER BASEL AG; più recente, comprende anche le nazioni straniere limitrofe. Si tratta della sesta edizione redatta da Aldo Antonietti. 

VENGONO ANCHE CONSULTATE DUE GROSSE ENCICLOPEDIE SUL REGNO VEGETALE, L’UNA EDITA DA VALLARDI E L’ALTRA DA RIZZOLI; E SVARIATI ALTRI TESTI SECONDARI DI DIVERSE CASE EDITRICI CHE NOMINEREMO QUANDO NECESSARIO.

A questi testi si farà continuamente riferimento esplicito e si spera che Autori ed Editori permetteranno di trasferire ogni tanto anche qualche disegnetto schematico, ‘DESSINS AU TRAIT’, di chiarimento dai testi  a questo post, precisando sempre e con cura le coordinate da cui  estratto.  Gli unici obiettivi di questo lavoro, infatti, sono e rimarranno solo quelli di ‘costruire’ e comunicare didatticamente cultura, per quanto ci riesce, sempre del tutto gratis. Comunque siamo disponibili nell’immediato a qualsiasi intervento su questo post ed altri su avvertimento (al limite, se necessario, anche a sopprimerli!)

Il testo teorico di riferimento sarà:

Carlo Cappelletti “BOTANICA, Vol.  I° e Vol II°”, UTET

VERRANNO USATE NELL’OCCASIONE ANCHE LE SCHEDE RIPRESE DA UN TESTO SCRITTO DA DUE RICERCATRICI DELL’UNIVERSITA’ DI PISA:

Dott.sse GABRIELLA CORSI ed ANNA MARIA PAGNI

 “STUDI SULLA FLORA E VEGETAZIONE DEL MONTE PISANO”;  Arti Grafiche Pacini -Mariotti, Pisa

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LA FLORA DEL 5 NOVEMBRE 2016 NEL PERCORSO DI SOFIA

percorso-del-4-novembre-2016

Percorso del 4 novembre 2016

1) Subito all’inizio del percorso [della sterrata S. Anna, all’incrocio con via Filosofi] vicino al cartello relativo alla via, ho notato una rigogliosa rosetta di Boraginacea, con la caratteristica peluria che ricopre l’intera pianta.

2) Poco dopo, sull’argine sx che precede l’apertura di accesso all’oliveta ho notato questa Pteridofita, che non so determinare.

3) Mentre di fronte a dx, sbucano dalla roccia altre piccole Pteridofite, che rassomigliano a un Capelvenere, ma che sicuramente non lo sono. Potrebbe trattarsi di qualche ‘Asplenium’?

4) Andando avanti, vicino all’argine che delimita la strada dalla residenza S.Anna, sono spuntati numerosi cespuglietti di Olmaria spirea, proprio dove era posizionato il cartellino che la identificava. Mentre sul lato opposto, al margine dell’asfalto una di queste piantine ha anticipato la sua fioritura primaverile.

5) Ancora sul lato sx, si mescolano alcune rosette di Asteracee. Una in particolare predomina rigogliosa e numerosa sulle altre specie. Le sue foglie potrebbero far pensare a quelle del Tarassaco, nella forma tipica e nella consistenza, ma sicuramente non lo sarà. Sarà invece il fiore, l’elemento che permetterà la sua identificazione certa. Le ipotesi fanno pensare a un ‘Leontodoides’ o a un ‘Crepide’…

6) Durante tutto il tragitto si ripetono numerosissime queste belle margherite; ma di quale ‘Bellis’ si può trattare? Potrebbe essere la ‘perennis’ in una abbondantissima fioritura autunnale, ma potrebbe essere pure la ‘sylvestris’, data l’altezza notevole di queste piantine.

7) Solo durante il ritorno, nell’apertura che dà accesso ai campi di fronte S.Anna, ho intravisto questa piccola ‘Rosacea’ non comunissima. Credo si tratti di un’Agrimonia eupatoria, non proprio facile da fotografare.

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2 – Boraginacae

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4 – FELCI Ax

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NOTE DEL COORDINATORE PIERO PISTOIA

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DESCRIZIONE CAMPIONARIA PARZIALE

Foglie (sporofito) a forma triangolare, verde scuro nelle foglie superiori più adulte, lanceolate come le penne e pennule laterali (lobi e lobetti acuti dentati), larghezza penne laterali inferiori circa uguale all’altezza foglia; lucide sulla faccia superiore, coriaceee persistenti; inferiori settate con punta incisa. Altezza sporofito max 50 cm, rapporto altezza picciolo/foglia, max  circa 1.5 cm (max 3o/20); picciolo nero. Rizoma molto corto. I sori color ruggine sembrano siano diffusi coprendo  le zone centrali di lobi e lobetti. La descrizione è più o meno parziale in relazione allo sviluppo attuale della pianta.

INTERMEZZO SULLA RIPRODUZIONE DELLE PTERIDOFITE

Per classificare le felci è conveniente riassumere brevemente il loro ciclo di riproduzione.  Una breve lezione sulla riproduzione dei vegetali è riportata nel post, situato in questo blog, dal titolo “Tre brevi lezioni sui vegetali…”,   a cura del dott. Piero Pistoia. Questo intermezzo può porsi come una sua integrazione.

Per mitosi si intende il processo complesso di divisione cellulare mediante il quale i nuclei delle cellule figlie posseggono un numero di cromosomi uguale a quelli contenuti nel nucleo della cellula madre. La parola mitosi sembra in generale intervenire nei processi di accrescimento e rinnovamento cellulare di tutti gli organismi indipendentemente dal tipo di riproduzione sessuata o asessuata. Così il gametofito, vedi figura sotto, del ciclo riproduttivo delle felci, un organismo aploide  pluricellulare, sembra prodotto anch’esso per mitosi  a partire da una spora (‘costruita’ per meiosi), come nel caso dell’organismo pluricellulare diploide, lo sporofito.

Per meiosi si intende il meccanismo complesso, attivo nelle cellule destinate alla riproduzione, per ‘costruire’ i gameti femminili e maschili che vengono ad avere la metà dei cromosomi della cellula di partenza (es. dello sporangio diploide), affinché dalla loro unione si possa ripristinare in ogni cellula il patrimonio cromosomico tipico di quella specie (es. dello sporofito). In generale nel processo di divisione meiotica da due cellule diploidi si ottengono quattro cellule aploidi.

Lo schema dell’alternanza delle generazioni nelle Felci è stato rivisitato da un testo scolastico scritto più di mezzo secolo fa dal prof. G. Colosi “Storia Naturale”, Le Monnier – Firenze, quando i testi scolastici erano meno ‘estetici’ e ‘colorati’, ma più densi, chiari e meno ‘pesanti’.

PER VEDERE LO SCHEMA-SCHIZZO IN PDF CLICCARE SU:

pteridofite_riproduzione0001

pteridofite_ciclo_rprod0001

 

Al di sopra della striscia gialla si trova la generazione diploide (2n-> con cromosomi doppi, uno dall’organismo femmina ed uno dal maschio;  al di sotto della striscia la generazione aploide (n -> numero cromosomi dimezzati). All’interno dei sori (diploidi, 4a) portati dalla foglia, con un processo di meiosi, si passa da cellule diploidi (4b) a cellule (4c) aploidi (spore). Le spore germinano per mitosi (1) formando un organismo multicellulare aploide (gametofito, 1n, 2a) che porta gameti maschili e femminili aploidi con cellule tutte con metà numero di cromosomi. I due gameti si fondono formando lo sporofito (generazione diploide con 2n), che all’interno dei sori, per meiosi, forma le spore aploidi e così via.

Per leggere altro in questo blog, vedere il post del dott. Piero Pistoia ‘Tre brevi lezioni sui vegetali’.

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CONTROLLARE LE ‘DESSINS AU TRAIT’ O TAVOLE SINOTTICHE SEMPLIFICATE, SCHEMATICHE E SINTETICHE DI FELCI IN THOMMEN E BECHERER (op. citata) PER CONTROLLARE LE IPOTESI FORMULATE PRIMA,  A PARTIRE DALL’ INTUIZIONE, DALLA DESCRIZIONE OTTENUTA DALLE OSSERVAZIONI DIRETTE, DALLE FOTO CAMPIONARIE SINGOLE E DALLE FOTO DI TAVOLE SINOTTICHE CAMPIONARIE AD HOC COSTRUITE.

ASPLENIUM cuneifolium, la felce del serpentino

GRUPPO FELCI DELL’ ASPLENIUM adiantum-nigrum, 61-62-63; tutte con foglie a contorno triangolare; le prime due (A. adiantum-nigrum e A. anopteris)  sono molto simili, la terza più differenziata specialmente per l’ecologia (A. cuneifolium che vive sulle serpentine).

ARGOMENTAZIONE CRITICA SULLA CLASSIFICAZIONE DELLA SPECIE

Confrontando la descrizione fatta sul campione con gli schemi e descrizioni su testi di riferimento concludiamo che: Asplenium cuneifolium (Asplenium serpentini ) è più erbaceo e meno coriaceo ed ha H=max 15 cm e vive sul serpentino; la Cystopteris montana è meno puntata, ha rizoma lungamente strisciante e pinne basali larghe quanto il resto della lamina; la nuova ipotesi sulla specie è che sia da ricercare all’interno di quelle varietà dell’Asplenium adianthum-nigrum, che vivono in un terreno calcareo-argilloso del Pliocene medio (radici intappolate nel calcare arenaceo conchigliare).

FINE NDC

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NON TROVO LE FOTO DI FELCI Bx (vedere dopo)

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5 – Spirea ulmaria (?)

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NOTE DEL COORDINATORE PIERO PISTOIA

Le felcine Ax furono fotografate, insieme alle rosette di base, allora incerte, dell’Inula conyza, nella parte prima.

La Spirea ulmaria (?), fu da me classificata sempre nella Parte Prima come ‘Rosacea Filipendula (Spirea) vulgaris_exapetala’ nella seconda metà di maggio 2015 (vedi foto sotto), come era riportato sulla targhetta in ‘perallum’ posta sull’argine del podere S. Anna, oggi scomparsa insieme a molte altre!

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Filipendula (spirea) vulgaris_exapetala

Per vedere la foto della corolla exapetala  della varietà F. vulgaris exapetala, controllare anche le foto di questa Spirea sempre nella Parte Prima.

Confrontando le foto della Filipendula con i dessins au trait di Thommen possiamo accettare l’ipotesi 1444 come corroborata.

FINE NOTE COORDINATORE Piero Pistoia

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5 – Asteraceae Crepis

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NDC

Si parla delle crepidi, C. vescicosa e C. sancta anche nella Parte Terza

PER LEGGERE LE INFORMAZIONI SULLA  Crepis sancta in pdf, cliccare su:

crepis0001

LA SCHEDA SOPRA E’ RIPRESA (come accennato all’inizio) DA UN TESTO SCRITTO DA DUE RICERCATRICI DELL’UNIVERSITA’ DI PISA

Dottoresse GABRIELLA CORSI ed ANNA MARIA PAGNI

 “STUDI SULLA FLORA E VEGETAZIONE DEL MONTE PISANO cap. I, pag.137”;  Arti Grafiche Pacini -Mariotti, Pisa

FINE NDC

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10 – BELLIS ….

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6 FOTO – ROSACEAE Agrimonia

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NDC Piero Pistoia

Sarebbe interessante attivare relativamente a questa pianticella, che appare rara almeno nel nostro studio, un percorso di classificazione come abbiamo fatto per la felce, partendo dalla descrizione del campione osservato.

La piantina di Agrimonia nel posto indicato da Sofia sembra sparita e, nell’impossibilità di ottenere foto di Tavole Sinottiche costruite ad hoc, ci contentiamo della descrizione campionaria seguente:

DESCRIZIONE DEL CAMPIONE DELLA ROSACEA A PARTIRE SOLO DALLE FOTO PRECEDENTI

Caule eretto probabilmente semplice, cilindrico ricoperto di peli; foglie verdi sulla faccia superiore e cenerine nella inferiore; imparipennate (terminano con un unico lobo), a foglioline o lobi ovati oblunghi grossolanamente dentati forse decrescenti in  dimensione verso il basso della foglia (vedere la quarta foto in successione); a segmenti principali più lunghi alternati a segmenti molto più brevi intercalati. Lunghi, i racemi (segmento finale del caule con i fiori) spiciformi (a spiga); fiori dialipetali a cinque petali gialli (vedere le prime tre foto).  La descrizione continuerà se potremo osservare meglio l’intera piantina.

DESCRIZIONE DELL’A. eupatoria e  A. procera SECONDO I TESTI DI RIFERIMENTO

Agrimonia eupatoria – Fusto eretto con peli brevi misti a lunghi, alto fino a 60-80 cm; foglie impari pennate a contorno oblanceolato con 4-5 paia di segmenti più lunghi alternati a paia di segmenti molto più brevi; pagina inferiore più chiara; frutto clavato all’ascella di una brattea divisa in 5 lacinie, nella metà superiore con un anello di aculei uncinati. Calice tendenzialmente conico.

La A. procera (A. odorosa) è una piantina profumata simile all’eupatoria, ma con foglie dello stesso colore sulle due facce, con calice più globoso tendenzialmente a maggior volume a semisfera.

Confrontando le due descrizioni ci convinciamo che l’ipotesi di Sofia (1456) era corroborata, salvo controlli ulteriori sugli aspetti non coglibili dalle foto.

FINE NDC

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Continua il giallo della storia dell’Agrimonia che, in secondi controlli, sembrava sparita. In effetti il 23 Dicembre 2016 Sofia riesce di nuovo ad individuarla fra le erbe alte davanti  al masso con l’indicazione del Podere S. Anna, e a rifare le ulteriori seguenti foto di quello che restava, precisando con esse ancora il posto.

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agrimonia-2

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agrimonia-4

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punti-di-riferimento-1

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LA FLORA DEL 4 DICEMBRE 2016 NEL PERCORSO DI SOFIA

Piante osservate il 4 dicembre

1–Ho di nuovo fotografato la Pteridophyta(B) all’inizio della strada, sul lato dx, accanto a quel curioso tronco incastrato tra la roccia a lato della stradina che porta a S.Pietro.

Comunque, controllando il percorso di novembre, mi sono accorta che sulla chiavetta, le foto di questa felce sono presenti dal n.7 al n.10 dell’elenco. (Le ho copiate e le ho aggiunte alle nuove).

2–Sotto l’argine del Ponsino, già da tempo avevo notato questa Lamiacea, che ora è veramente vigorosa. Si trova proprio nella fossetta, sul lato dx della strada, dove l’argine è più alto. Suppongo che possa trattarsi di un Marrubium vulgare, ma chiaramente tutte le lamiacee si rassomigliano e questa non avendo nessun fiore, è per ora di difficile identificazione. Si vede il fusto quadrangolare e la fitta peluria che ricopre tutta la pianta.

3—Ho messo a confronto una foglia della lamiacea ignota, con quella di una Nepitella (Clinopodium nepetea)foto n. 3

4—Anche se presente in vari tratti della strada, ho fotografato la Nepitella di fronte al Ponso, dove di solito viene accumulato il concime. Proprio per questo motivo, è facile osservare in ogni stagione, tante specie diverse, pure belle rigogliose!!!!

5—Continuando, dopo il Ponsino ed anche nei pressi della deviazione di Sant’Anna (lato dx della strada), si possono vedere numerosissime piantine di Borragine. Ne ho osservata una, che si prepara ad una fioritura fuori stagione e l’ho fotografata.

6–Proseguendo più avanti, dopo aver oltrepassato altre abitazioni, mi sono soffermata vicino a quella che ha il pelago accanto e ho proseguito per qualche decina di metri dalla parte opposta, nella stradina sul lato dx, che si apre in discesa. In prossimità del cartello che indica la proprietà privata, non si può fare a meno di notare diversi alberelli che ostentano la loro colorazione autunnale. Unisco le foto, anche se non avranno interesse per la descrizione del solito percorso. Ho numerato le foto per identificarle più facilmente. Al n 6, corrisponde un cespuglio suberoso di Ulmus minor e le rispettive foglie riconoscibili dalla base asimmetrica.

7—Euonymus europaeus, con i piccoli frutti tossici al giusto punto di maturazione.

8—Sorbus domestica che mostra proprio tutte le sfumature dell’autunno

9—Fraxinus ornus, sull’altro lato della stradina mostra le sue samare ormai secche

9 FOTO DELLA PICCOLA FELCE Bx (Divisione delle Pterydofite)

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NOTE DEL COORDINATORE (NDC) Piero Pistoia

Osservando le chiare foto precedenti di Sofia, in particolare la forma delle foglie a losanga allungata con lobi che aumentano in dimensioni fino ad 1/4 della lunghezza della foglia e poi diminuiscono; la forma del lobo, come tendenza, inizia con piccolo triangolo con punta sulla nervatura centrale,  seguito da un trapezio con base maggiore sul lato triangolo, con diff. basi minima, leggermente seghettati sulla parte arrotondata distale; in successione: triangolo, trapezio con diff. basi min., arco); distribuzione sori color ruggine allungati lungo i nervi laterali, facendo il confronto con i ‘dessins au trait’ di pag 5 di Thommen (o.c.), si può azzardare l’ipotesi sul genere e la specie della felce in oggetto.

Ipotesi sulla felcetta Bx: 26 – Asplenium trichomanes

Interessante notare che già gli schemetti a guisa di raccolta di sintetiche tavole sinottiche (dessins au trait) del testo Atlas…… di Thommen (o.c.) permettono una rapida prima classificazione!

FINE NDC

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5 FOTO DEL GENERE MARRUBIUM

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2marrubium-8

2marrubium-9

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2marrubium-5

CONFRONTO FRA FOGLIE DI Marrubium E Clinopodium nepeta

3marrubium-a-confronto-con-clinopodium-napetea-1

6 FOTO DI Clinopodium nepeta

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4clinopodium-nepetea-7

4clinopodium-nepetea-5

4clinopodium-nepetea-4

4clinopodium-nepetea-1

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5 FOTO DI BORRAGINE

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5borragine-6

5borragine-7

5borragine-8

5borragine-9

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3 FOTO di ULMUS minor

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6-ulmus-minus-2

6-ulmus-minus-3

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4 FOTO DI Euonymus europaeus

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7euoninun-europeus-4

7euoninun-europeus-5

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6 FOTO SORBUS domestica

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8sorbus-domestica-6

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2 FOTO di FRAXINUS ornus (orniello)

fraxinus-ornus-2

9fraxinus-ornus-1

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percorso-del-23-dicembre-2016

Percorso del 23 dicembre 2016

1–Fin dall’inizio del tragitto ho notato piccoli cespugli di una Rosacea, pure ottimo commestibile, che sembrano di Sanguisorba minor. (fotografata nella fossetta a ridosso dell’argine pietroso, dove si trovano anche le felci).

2–Proseguendo nel percorso e giungendo dove era posizionato il cartellino della Filipendula exapetala, ho potuto osservare, come secondo me, le foglioline di questa specie possano rassomigliare alla precedente.

3—Andando ancora avanti, in prossimità del pelago, sul ciglio della strada sono visibili delle rosette di foglie di Asteracea, non ancora identificabile. Anche in questo caso le foglioline sono similari, a prima vista, alle due specie osservate in precedenza.

4—Sotto il cartello che regolamenta la caccia nella zona, (sulla dx della strada, a poche decine di metri oltre il Ponsino) ho fotografato dei cespugli in fiore, uno di Calendula e uno di Borragine, già osservata nel percorso precedente.

5—All’incrocio della residenza S.Anna, sul lato dx dove si trova l’apertura nei campi, ho cercato di individuare di nuovo l’Agrimonia, o meglio quel che resta.

6—Nel loro aspetto invernale, osservati anche i pappi della Galatella linosyris, vicino al relativo cartellino.

7—Su tutto il percorso, infestante in tutte le stagioni, il Senecio vulgaris (fotografato nei pressi del solito letame ammassato).

CLASSSIFICATIONS TROUBLED COURSE  

ROSACEA SANGUISORBA minor (?)

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INIZIO NOTE DEL COORDINATORE  a cura diPiero Pistoia

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DESCRIZIONE BREVE DEI CAMPIONI DALLE FOTO CHE PRECEDONO E  SEGUONO E DALL’OSSERVAZIONE DIRETTA
Sembra esistano due gruppi di campioni diversi. Una Rosacea (?) con rosette di base a lunghe foglie a forma di losanga allungata con densi e numerosi segmenti  ad ellisse pennato partiti, con dimensioni che prima mediamente aumentano e poi diminuiscono (si notano anche foglioline alternate molto piccole); ed altra Rosacea (?)  con caule lungo ed eretto a foglie laterali opposte impari_pennato_sette,  con lobi dispari tendenzialmente ovati e dentellati con sommità da quasi piana o leggermente concava, che diminuiscono in numero ed area verso l’alto, per cui  queste foglie, pensate distese a 90°, determinano un triangolo più o meno isoscele.

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Controllare gli schemi SCHEMI nell’ “Erbario Figurato” di G. Negri, Hoepli

PIMPINELLA

L’ipotesi di Sofia, Sanguisorba minor (1462), sembra corroborata. Il suo nome comune è Pimpinella che serve a conferire all’insalata il gusto di cetriolo.

FILIPENDULA vulgaris (?), già incontrata all’inizio del post

filipendula-exapetala-1

filipendula-exapetala-2

filipendula-exapetala-3

Dalle osservazioni sui campioni e dirette, fatte nelle NDC, confrontate con testi e schemi risulta corroborata anche la seconda ipotesi di Sofia, Filipendula vulgaris

Seguono altre Foto della  Rosacea Pimpinella (?)

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In questo contesto di argomentazioni abbastanza ‘attrigate’, tanto per precisare, il 31 Dic. per mail, esplicitai a Sofia il dubbio se tutte le piantine che  somigliavano alla Spirea potevano essere considerate ‘Pimpinella’, cioè Sanguisorba minor (2 gruppi di Rosaceae).

SU QUEST’ULTIME  ROSACEAE (?) RELATIVE ALLE NDC, SOFIA SCRIVE IN UNA MAIL DI INIZIO ANNO:

<<Ho visto la tua (NDC) descrizione della rosetta di foglie che mi è sembrato di capire che tu indichi come ‘Pimpinella’.
Tale descrizione è quella che riguarda le foglie pennatosette che si distribuiscono sul caule con la forma di un triangolo isoscele….
A seguire, le immagini con la didascalia:  “seguono altre 3 foto della rosacea…….”  che appaiono subito sotto la figura 98  relativa allo schema della Pimpinella (NDC: la fig. 98 è lo schema della  Filipendula) e che precedono l’immagine del fiore della Borragine…..
Penso che non si tratti di Pimpinella, ma di una A s t e r a c e a (NDC: a lapse of memory o lapsus memoriae? visto le tue proposte di ipotesi; in questo contesto lapse e lapsus acquistano il significato di “svista”). So che ora può sembrare assolutamente prematuro sbilanciarsi in una identificazione della piantina, giacchè è osservabile solo una rosetta con foglie che facilmente si confondono con quelle di altre specie. Secondo me, si potrebbe trattare di sedano selvatico, o di una pianta con un tipo di fioritura molto simile.
La lasceremo crescere e svilupparsi, tenendola in osservazione. In fin dei conti, è anche questo uno scopo del blog, nella sezione che riguarda le piante.
Appena possibile, andrò alla ricerca di nuove piante.
A presto
Sofia>>
Per chiarire meglio mancherebbe la foto delle tre foglie a confronto: foglia di Filipendula (al centro), di Sanguisorba e della piantina incerta!
pimpinella-filipendula-asteracea PIMPINELLA – FILIPENDULA – PIANTINA INCERTA (foto Sofia)
N.B. – Secondo il coordinatore, è in questo dibattito da sbrogliare che si cela e si comunica cultura! Se queste argomentazioni fossero state ignorate non avremmo comunicato niente o poco più  dei nomi! Nullo sarebbe stato il ‘ classification trouble’. Non interessa chi indovina le ipotesi, ma il processo, il percorso, dovunque esso conduca! se non va bene si torna indietro. E’ solo nella dialettica che possiamo avvicinarci sempre più alla ‘Verità’, che è un concetto ‘regolativo’. In questa ottica, mi sono convinto che la preparazione e l’intuito di Sofia in interazione con le NDC interferenti, a mio avviso, conformano un efficiente organismo produttore di cultura in questi posts , molto più  che se considerati separatamente.
Siamo al 11 Dicembre. Seguono altre foto della piantina incerta (non è la Rosacea Pimpinella, prima ipotesi; seconda ipotesi di  Sofia: una Asteracea), scattate dal coordinatore dove si precisano ancora le caratteristiche di questa pianticella giovane, compresa la radice che non sembra a fittone ovvero potrebbe essere a fittone, ma ancora corto, orlato da un anello di sottili radicine biancastre filiformi. Stelo leggermente rigato longitudinale.

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IPOTESI ALTERNATIVA: FORSE UNA APIACEA

 

(per es., pianta appena nata di un prezzemolo selvatico che non ha odore, Petroselinum (vedere sui testi schema di P. sativum); il P. però ha,  nella pianta matura, radice a grosso fittone; lo stelo è espanso vicino all’attacco per incastrarsi in un’ bulbo’ iniziale (come il finocchio)! O forse Apium graveolens (sedano selvatico) che ha stelo inciso longitudinalmente, con foglie radicali e cauline inferiori con picciolo più lungo delle superiori e lembo delle foglie pennato-setto a foglioline ovato romboidali dentate. Riprenderemo l’argomentazione se e quando continuerà la crescita.

Controllare sui testi i DESSINS AU TRAIT relativi alle descrizioni ed argomentazioni riportate sopra: per es.,

Scheda da “Flora  italica” Pignatti, Edagricole;  di Proselinum comune

Il 14 gennaio faccio ancora qualche foto sulla piantina in studio ipotizzata come Apiacea, per controllare meglio la presenza o meno della radice a fittone.

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La piantina in studio con i ‘bulbi’ iniziali

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La piantina in studio, dalla foto precedente e seguente mostra, al centro della rosa di radicine bianchicce, la traccia forse della rottura di una radice maggiore rimasta nel terreno.

 

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NELLA PARTE SETTIMA CONTROLLARE LE FOTO DEL COORDINATORE RELATIVE ALLA PIANTINA (fotografata sopra, forse una Apiacea) CON I RAMI CENTRALI CON FOGLIE A STRUTTURA DIVERSA CHE FORSE PORTERANNO AI FIORi!

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Ancora una foto di due cauli di Pimpinella (Sanguisorba minor), ripresi da un cespuglio accessibile scendendo a destra, poco prima del masso, a Sx, con l’indicazione di S. Anna, per qualche metro nel campo (lungo il contorno di erba alta fino a quando cessa) e seguendo poi a sinistra, nel campo, lo stesso contorno (che diventa argine) per una decina di metri, alzando infine il capo nella direzione del masso indicatore lontano sulla strada, si dovrebbe intravedere questo cespuglio di Pimpinella, accessibile risalendo l’argine erboso per un paio di metri in quella direzione.

Segue la foto del cespuglio di Pimpinella descritto sopra fotografato in una mattina di brinata.

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Anche ad una ventina di metri dal bivio Via dei Filosofi – inizio vicinale S. Anna,  scendendo a destra, subito sotto uno strato di calcare conchigliare (Pliocene medio), situato a metà scarpata, fra le foglie di quercia vicino al fossetto, si nota il cespuglio di Sanguisorba minor (Pempinella), fotografata da Sofia:

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Dalle nuove foto del 14 gennaio possiamo proporre la seguente come ipotesi più plausibile attualmente per la piantina in studio: la forma selvatica di una Apiacea o Umbellifera, di genere Petroselinum, specie  P. sativum (=P. crispum). Se giungerà a maturazione vedremo meglio.

FINE NDC a cura di Piero Pistoia

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BORAGO officinalis

borragine-1

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borragine-3

borragine-4

borragine-5

domenica-024

riferimento

Segnale di riferimento per cespugli di G. linòrisis e Borago officinalis

GALATELLA linòrisis

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galatella-linosyris-4

galatella-linosyris-5

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SENECIO vulgaris

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PERCORSO DEL 25 GENNAIO DI SOFIA

25-gennaio

 

Il percorso purtroppo mostra ancora solo graminacee ingiallite e piccole piante di ogni genere visibilmente appassite dalle gelate di questi giorni.

1)Lamiacea fiorita. Forse potrebbe essere Lamium purpureum. Come alcune delle altre piante descritte, sopravvive vicino al deposito di letame. La potremo osservare meglio durante il suo sviluppo.

2) Piccolo cespuglio di Calendula che grazie alla posizione privilegiata e….concimata…. è sopravvissuta alle gelate.

3) Veronica persica?? Più o meno fiorisce tutto l’anno e sta riprendendo vigore. Come le precedenti, vicino al letame davanti al Ponso.

4)Euforbiacea. Solito dilemma, come in passato, per classificare queste piccole Euforbiacee che stanno spuntando un po’ ovunque. La foto si riferisce alle piantine nel tratto che va da Sant’Anna fino alla casa col pelago.

5) Ranunculus ficaria. Una delle specie che fiorirà tra l’inverno e la primavera, ora mostra i cespuglietti di foglie. Si trova un po’ lungo tutto il percorso. Queste sono sul lato dx della strada, prima del Ponsino, di fronte alla rete dell’oliveta. Cercando di cogliere una foglia per la rituale foto, si sono dissotterrati anche alcuni bulbetti.

FAMIGLIA LAMIACEAE

1lamiacea-1 1lamiacea-2 1lamiacea-3 1lamiacea-4 1lamiacea-5

 

 

CALENDULA

2calendula

EUFORBIACEAE

Piantina già studiata nella PARTE SECONDA con ipotesi ancora incerta

4euforbiacea-4

4euforbiacea-5piantine numerose  nel tratto dal Ponsino al masso di indicazione per Sant’Anna, scendendo a destra. Primo tentativo di ipotesi nella PARTE SECONDA, E. peplus; forse si tratta come secondo tentativo di E. dulcis.

VERONICA

3veronica-persica-1 3veronica-persica-2 3veronica-persica-3 3veronica-persica-4

INTERMEZZO E NOTE DEL COORDINATORE

Per le Euforbiacee più delicate dopo il Ponsino, descritte diffusamente nella PARTE SECONDA,  potremmo proporre come seconda ipotesi ancora incerta E. dulcis (la prima proposta fu E. peplus).

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Un primo tentativo di ‘specificazione’ per la Scrophulariacea  Veronica 

SEGUE l’argomentazione e la discussione sulla  Veronica fatte a fine gennaio  – inizio febbraio 2014

Per una discussione critica sulla Veronica

I fusti sono sdraiato_ascendenti o sdraiato_diffusi?  Sono radicanti e intrecciati fra loro? Le foglie suborbicolari sono più lunghe che larghe o più rotondeggianti? I peduncoli dei fiori sono due volte la lu. della foglia o più lunghi?  Se prevale l’essere il fusto sdraiato, diffuso, con radici ai nodi e intrecciato con altri e la forma della foglia circa larga quanto alta e fiori o frutti a più lungo peduncolo, è da sostenere come seconda ipotesi da proporre alla critica, Veronica filiformis. La prima ipotesi, proposta da Sofia, era V. persica (appartenente al gruppo delle V. agrestis) . Mancano i riferimenti alle capsule, visto che non sono ancora mature.

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OGGI, riprendiamo l’argomentazione sulla Veronica dall’osservazione diretta e dalle foto che seguono:

Foglie alterne (almeno a partire dalla presenza dei peduncoli fioriferi) a piccoli lobi  (max 15×15 mm), 4-5 per parte, tendenzialmente piatte o leggermente concave presso il corto picciolo, che è fissato al rametto, insieme al lungo peduncolo del fiorellino o del frutto, all’ascella della foglia; calice a quattro sepali (dim. 5-6 mm) ovali appuntiti e frutti lillacei bifidi. Caule sottile talora strisciante su cui appaiono ciuffi di radici filiformi in corrispondenza dell’emissione di rami verso l’alto, ma anche nel piano ad un certo angolo (in tal caso appaiono anche su quest’ultimi altre radici).  Il disegno di colonizzazione sul piano del terreno delle radici di questa piantina può diventare complesso. Il piccolo fiore ha sfumature lilla con quattro petali saldati alla base.

 Capsule più larghe che lunghe e stilo più alto delle capsule

…foglie alterne almeno a partire dalla presenza dei peduncoli fioriferi…

Date queste osservazioni e dal controllo sui testi, considerando rilevanti i fusti radicanti striscianti intrecciati fra loro  (lunghi fino a 40 cm) e la lunghezza dei peduncoli fiorali rispetto all’altezza delle foglie, posso proporre come seconda ipotesi  sulla specie della Veronica: Veronica filiformis

Vedere lo schemino di Thommen per un confronto fra V. hederifolia (2373), V. persica (2374) e V.filiformis (2375):

Post NOTE – Data la somiglianza della filiformis con altre specie (es., la V. persica, prima ipotesi di Sofia) l’ipotesi proposta come seconda rimane incerta. E’ anche possibile che nel nostro percorso esistano  più specie di Veronica. Es., a febbraio 2014, nel post Parte Seconda, fotografai in via dei Filosofi una Veronica a corolle aperte a 5 lobi con un lobo più chiaro e più piccolo e gli altri a tracce centrifughe liliacee e globi di forme e superfici leggermente diverse (per vederla muovere il quadratino di scorrimento dell’articolo fino a circa 1/8 della sua lunghezza dal fondo).

FOTO DI FINE GENNAIO DEL NDC Piero Pistoia

ASTERACEA CON INFIORESCENZE ‘CHIUSE A GLOBI’ molto appariscenti

Foto ripresa lungo via del Poderino, scendendo a sinistra sul ‘marciapiedino’ lungo la rete dello stadio. Presenti anche davanti podere San Domenico, scendendo a destra. Classificazione già eseguita; da riportare genere e specie.

PICCOLA CARIOFILLACEA (?) A FIORELLINI BIANCHI

Fotografata in Via dei Filosofi vicino recinto proprietà Borghetti;

da classificare

 

 

 

ASTERACEA CON FIORE GIALLO E ROSETTA DI BASE

Scarse o assenti le foglie cauline; cauli alti fino a circa un metro; da precisare  la classificazione di questi ‘piscialletto’ fotografati in particolare lungo la via Modigliani sull’argine sinistro della proprietà della Villa andando verso il paese subito dopo la cabina elettrica.

 

 

 

 

 

FOTO DI RADICI E PIANTINE DI CALENDULA

Foto riprese nel parco dell’asilo nido alle panchine poste sotto l’edificio

 

 

FINE INTERMEZZO E FOTO DELLE NOTE  DEL COORDINATORE

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RANUNCULUS ficaria

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Lunedì, 13 febbraio, Sofia racconta il suo percorso

Finalmente su tutto il percorso, si cominciano a vedere i segni di una imminente primavera; le piante stanno riprendendo vigore mostrando gemme e fioriture.

  1. Ranunculus ficaria. Fiorito il piccolo ranuncolo già osservato lo scorso mese. Le due foto precedenti si riferiscono alle piantine sulla sx nella discesa verso il Mirto, ma presente ovunque.
  2. Anemone hortensis. Anche questa pianta è stata descritta altre volte, negli anni precedenti. Foto vicino Sant’Anna, ma presente su tutto il percorso.
  3. Fabacee a confronto. Queste due Fabacee, così diverse nel loro aspetto, fioriranno in primavera inoltrata. Le osserveremo fino ad identificarle.
  4. Euphorbia elioscopica. Questa bella Euforbiacea è presente un po’ ovunque. (La foto si riferisce ad alcune piante vicino alla vigna oltre il Ponso.
  5. Vinca major. Nonostante queste piante siano ampiamente coltivate nei giardini e spesso inselvatichite, dovrebbe comunque trattarsi di una specie autoctona nell’Italia del centro e del sud. Le foto si riferiscono alle pervinche fiorite nelle vicinanze del cartello che indica la direzione verso il Mirto.
  6. Olmo campestre. Sempre nella discesa verso il Mirto, le piante di Olmo hanno iniziato la loro fioritura. Le foto si riferiscono a quella che porta il cartello di regolamentazione venatoria, quasi in fondo alla discesa, sulla sx.

 

 

Anemone hortensis

2anemone-hortensis-1

FABACEE A CONFRONTO

3fabacee-a-confronto-1

EUFORBIA ELIOSCOPIA

NDC

Osservando le foto nel suo ambiente naturale, si notano grandi brattee ovoidali e libere a margine seghettato e CIAZI di forma otricolare con lobi bifidi. Il ciazo è una infiorescenza propria del genere Euforbia che simula un unico fiore costituito da 4-5 bratteole a simulare un involucro a coppa. Al centro è posto il fiore femminile e l’ovario circondato da 5 fiori maschili ridotti che costituisco lo stame. I ciazi talora sono raggruppati in infiorescenze spesso ombrelle.

FINE NDC

OLMO CAMPESTRE

VINCA maior

vinca-major-2

DA CONTINUARE

DIARIO FLORISTICA DI SOFIA DEL 7 MARZO 2017

Martedì 7 marzo

Ancora cenni di primavera anche negli arbusti che possiamo osservare nel percorso.

1)Prunus spinosa a poche decine di metri sulla dx, verso il Ponso.

2)Gemme Quercus pubescens. E’ visibile la peluria sui rametti, che contraddistingue la specie. (accanto al Prunus)

3)Lamium purpureum. Poco sotto S.Anna, lato dx della strada. Già osservato nei mesi precedenti. In piena fioritura rende più facile l’identificazione.

4)Lamium bifidum?? Potrebbe trattarsi di questa specie data la colorazione delle foglie e la conformazione del fiore. Aspetteremo la completa fioritura. (All’inizio del percorso, vicino al cartello che indica la via)

5)Confronto delle due specie.

 

PRUNUS spinosa

 

GEMME DI ROVERELLA

LAMIUM purpureum

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LAMIUM bifidum

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CONFRONTO LAMIACEE

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FOTO DI SOFIA IN CORRISPONDENZA DELLA VILLA

19-MARZO-2017

REICHARDIA  picroides

 

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CREPIS vesicaria

 

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CREPIS sancta (foto sotto) – Crepis vesicaria (foto sopra)

 

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Confronto Rechardia picroides (in basso) –  Crepis sancta (leontodontoides)

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CISTO

 

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ORCHIDEA e zona di identificazione

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VIOLA

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NDC piero pistoia

OGGI 22 MARZO  2017

Durante il solito footing ho fatto le seguenti foto:

Sopra si tratta della rosetta di base dell’Inula coniza, nata proprio nel posto dove nell’altro inverno era nata una rosetta analoga (scendendo lungo la vicinale Sant’Anna a sinistra a pochi metri dalla deviazione per il P. San Pietro) su cui facemmo le più impensate ipotesi (una Primulacea, una Borraginacea ecc.); solo Sofia disse subito che si trattava di una Asteracea. Ci sono, come allora, anche le felcette del gruppo dell’ Asplenium su cui abbiamo già discusso (Asplenium -adiantum-nigrum: vedere inizio post). Incognita rimane quell’erbetta tenera appena nata con rami lunghi e sottili che portano sulla cima un verticillo di 4 segmenti verde chiaro di diverse dimensioni ciascuno inciso a tre quattro lobi, costituenti una foglia palmatosetta a contorno poligonale tendenzialmente pentagonale e radici filiformi, odore poco gradevole; da classificare quando sarà cresciuta a sufficienza, complicandosi.

 

 

 

 

Piantina appena nata  attualmente molto diffusa

30-marzo-2017 la precedente piantina si differenziata ed ha messo il fiore:

 

 

 

SI AGGIUNGONO LE FOTO DELLA PIANTICELLA PRECEDENTE INTERA DA ADULTA FIORITA

 

 

 

 

Schema semplificato, di piero pistoia, NDC, della piantina, ricavabile dall’osservazione diretta e dalle varie foto

Partendo da una base, ‘galleggiante ‘ a qualche cm dal terreno, forse sorretta da filamenti radicali filiformi aerei (?), si staccano  diversi cauli che portano al  termine  foglie tendenzialmente pentagonali palmatosette; a loro volta  i cauli di sezione maggiore più rossastri e pelosi degli altri, dopo una decina di cm, si moltiplicano ancora in quattro rami a partire ciascuno da una coppia di piccole blattee triangolari appuntite e così accade anche per alcuni dei nuovi rami. All’ascella delle foglie più alte si notano i lunghi peduncoli fiorali biflori.  Alla cima si hanno generalmente due foglie  a corto peduncolo ed una esplosione di fiori e frutti.

VERSO LA CLASSIFICAZIONE

Caratteristiche fiore: 5 petali rosa-lillaceo con petali a lunga unghia e bordo rotondeggiante. Il caule eretto o ascendente, all’inizio senza rami, con lo sviluppo diventa  rossastro e ramoso. Foglie palmatosette con picciolo di 5-8 cm e lamina a contorno tendenzialmente pentagonale; foglie cauline opposte. Fiori portati all’ascella delle foglie da peduncoli biflori (con due fiori) che nella parte superiore della pianta le superano in lunghezza.

Ipotesi iniziale proposta: GERANIUM robertianum  (cicuta rossa, erba cimicina).

CONTROLLARE NELLA PARTE TERZA LE FOTO DI UNA PIANTINA ANALOGA PER LA QUALE FU PROPOSTA DA SOFIA COME IPOTESI: Geranium purpureum.

1683 -> Geranium robertianum

1684 -> Geranium rotundifolium

Schemetti da vedere su Thommen (opera citata)

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Le foto seguenti, forse una labiata, con corolla tubolosa con fiori rosa-lilla chiaro e foglie lunghe lanceolate strette leggermente pelose, d’imbracciata mi è sembrata un Issòpo (Hyssopus), o una Santoreggia (Satureja) come prime ipotesi deboli. In effetti sembrano fiori dove ad occhio non si vede il calice; forse ci sono 5 brattee con peletti, tre leggermente più lunghe simili alle foglie cauline, a formare un calice dialipetalo?  Analizzando attentamente il fiore, esso è costituito da due labelli uno più grande convesso che termina in 4 piccoli lobi, leggermente inciso al centro, l’altro di minor area sempre convesso, saldati  in un tubo appiattito espanso alla base dove è situato l’ovario; le due ‘labbra’ esterne del tubo, toccandosi, simulano una piccola bocca chiusa. Guardando il fiore, colorato in rosa più o meno scuro, dalla parte del labello minore, il grande bombato si presenta elevato a stendardo e porta  una decina di rigature più scure rialzate al centro che proseguono nel labello più piccolo  addensandosi. All’interno, aprendo il fiore, si trovano l’ovario con pistillo e gli stami; il tubo della corolla lungo 5-6 mm è leggermente schiacciato e tende a gonfiarsi alla base dove c’è l’ovario. Da procedere ancora nella ricerca. Purtroppo le mie foto non sono venute bene. Le foto sono state scattate, scendendo a destra a circa 5-6 metri dall’incrocio via dei Filosofi e Sant’Anna; nel fossetto lungo la strada a destra scendendo, affogate in mezzo a Euforbie, Composite, Geraniacee, trifogli, Graminacee ed altro, si notano due sole pianticelle, oggi; un’altra piantina più alta è stata fotografata a una quindicina di metri dallo stesso incrocio nello stesso fossetto, il cui verde denso e rigoglioso è indice di una breve sopravvivenza; ben presto passeranno le falci meccaniche e le nostre foto più o meno sbiadite rimarranno come unico ricordo della loro nascita nell’area. Non è escluso che se ne possa prendere una, magari trapiantarla con il ‘pane’ per fissare meglio il suo ricordo (vedere le ultime voto seguenti).

Hyssopus o Satureja (prime ipotesi deboli) od altro?