ALCUNI SCRITTI DEL POETA_SCRITTORE G. MAZZOLINI; trasferiti dal blog abdensarly “SUONO DELLA PAROLA”; a cura di Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

POST IN VIA DI COSTRUZIONE… forse…

INTERMEZZI

SULLA DOXA ED EPISTEME
Non è che gli dei abbiano rivelato i loro segreti ai mortali, tuttavia, col tempo,
se cercheremo troveremo ed impareremo a conoscere meglio (Senofane VI secolo a.C. , B 18).
Ma la Verità nessun uomo la conosce né la conoscerà mai, né sugli dèi né sulle cose di cui parlo.
E anche se per caso dovesse pronunciare la Verità definitiva, lui stesso non lo saprebbe:
perché tutto è tentativo di indovinare (Senofane, B 34)

Se le porte della percezione fossero ripulite, ogni cosa apparirebbe come essa è, infinita (W. Blake)

 

PREMESSA

Passiamo a trovarVi, Elena e Paola, del sito abdensarly per averci fatto conoscere il blog “Il suono della Parola” dedicato agli scritti del poeta-scrittore Guido Mazzolini, e per l’apprezzamento di un nostro post.

Inoltre in anticipo Vi ringraziamo se ci permetterete di mantenere sul nostro blog alcuni scritti molto emotivi e coinvolgenti del prolifico autore G. Mazzolini, che riflettono sul mondo umano, degni di rispetto (come direbbe J. Bruner) anche se, in qualche modo, almeno ad un primo approccio, ci sembra  che, come background del suo pensiero, questi scritti riescano ad intra-vedere il mondo da un punto di vista diverso dal nostro (e questo è positivo secondo le intenzioni del nostro blog), cioè che, secondo le nostre idee, la Verità, riferita all’oggetto “complesso”, sia un concetto regolativo (per dirla con Kant) a moltissime dimensioni, che, “sbucciate” a cipolla, forse… potremmo riuscire solo ad avvicinarci al loro nucleo, tramite un processo di falsificazione; una fra le tante epistemologie rivisitata da Quine ed altri,   (verisimiglianza popperiana), in cui particolarmente crediamo almeno per uso didattico. (Per leggere di più cliccare dal nostro blog, per es., i tags: Popper o Quine). Naturalmente a meno che un Dio, re degli eserciti (sic!) e re dell’Universo, non abbia consegnato agli umani la mappa che tracci i percorsi attraverso frattali e vortici! Ma questa è un’altra storia di fede e di speranza! Altra storia infine è anche quella del mondo fisico: mentre in ambiti circoscritti di spazio-tempo, che hanno controllato il nostro sentire durante il processo evolutivo, sembra funzionare secondo ragione,  in altri ambiti più generali, a nostro avviso, ci perdiamo almeno per  ora, in soluzioni di complessi sistemi di equazioni matematiche di onde analoghe a quella di Schrodinger,  che calcolano l’evoluzione temporale di una stato di moto di un sistema (particella elementare, atomo, molecola…o delle loro,proprietà), molto lontani dalla nostra realtà circoscritta.

Se ci sono problemi contattare ao123456789vz@libero.it e,  se non d’accordo sul trasferimento, noi  elimineremo questo inizio di post.,

Con rispetto, in attesa,

piero pistoia, editore del blog ilsillabario2013.wordpress.com

Le nostre scelte determinano il destino, giuste o sbagliate, appropriate o no. E non solo grandi scelte o decisioni importanti, ma anche piccole minuzie quasi invisibili e apparentemente inutili. La vita è un sistema complesso, un gigantesco castello di carte tenuto insieme da piccole gocce di casualità. Ma esiste davvero il caso? Siamo auto-determinati o in balia del destino? Forse sono gli errori che dipingono il nostro futuro e a pensarci bene, senza gli sbagli quale sarebbe il senso della vita, una noiosa, insapore, sterile perfezione? Spesso le occasioni migliori nascono da un colpo di fortuna, da un impercettibile cambio di direzione o da un clamoroso salto nel buio. Cambiano le stagioni, il tempo vola, tutto passa e anche in fretta. Soltanto chi ami davvero resterà come un marchio indelebile nel cuore, soltanto chi ami davvero potrà cambiare il tuo destino.

Guido Mazzolini

Siamo smarriti tra la ragione e la pazzia, tra il tutto e il nulla, cercando piccole gocce di verità e acchiappandole al volo. Poi tutto finisce, impariamo a stare al mondo ed è già ora di andarsene. Avvolti nella coperta del tempo, lasciamo che tutto scorra, sorridiamo ed è il sorriso di chi ha perso. Dove abbiamo lasciato l’istinto, il bisogno, la voglia di libertà? In quale universo si è nascosto il bambino che gridava e danzava sotto la pioggia? Ieri brancolavamo nel buio cercando la luce. Oggi il buio è lo stesso, ma i nostri occhi si sono abituati alla penombra e interpretano le forme che ne emergono. Così ognuno ha la proprio idea di libertà e la modifica in base alle occasioni. Ciò che piace a me, ciò che va bene a me. Il resto non conta.
Con gli anni impari che la vera libertà non consiste nel poter fare ciò che si vuole, ma nel poter essere ciò che si è.

Guido Mazzolini

Certe cose le getti via lontano, ci provi ma è un lancio fasullo, le scagli con forza sopra la testa e ti illudi di averle buttate. Ma ti sbagli. Esiste una forza di gravità e molto spesso ciò che hai lanciato in aria torna indietro. È il peso dei sentimenti, sembrano così leggeri, evanescenti, invece hanno una loro sostanza e materia, e una forza di gravità talmente forte che li trascina verso il basso, ancora addosso a te. E tutto torna, e ogni volta non sarà mai la stessa.

Guido Mazzolini

Mi piace la parola “altrove” perché definisce un luogo che non c’è ancora, un mondo che non ha una collocazione precisa nel tempo o nello spazio, ma proprio per questo ne definisce l’essere.
“Sono qui” implica un collocarsi, un situarsi, uno stare immobile. Al contrario “sono altrove” implica la consapevolezza che non tutto è evidente, ma vive e si estrinseca in un futuro che non è soltanto una dimensione temporale, ma soprattutto un contorno dell’anima.

Guido Mazzolini

Difficile esternare affermazioni categoriche che eludano i deboli percorsi del pensiero imperante nella opinione pubblica. I filosofi del passato sapevano bene che la conoscenza nasce dal discrimine e dal discernimento consapevole. Non è bastato Benedetto XVI a ricordarlo, scagliandosi contro la dittatura di quel relativismo assoluto e imposto dai media, dalla scuola, dalla modernità e dalla globalizzazione intesa come categoria di pensiero. Al contrario, oggi il relativismo è sostenuto pure da molti vescovi e sacerdoti, in questo modo il pensiero debole è diventato un nuovo comandamento, siamo passati dal “cogito ergo sum” al “dubito ergo sum” e all’incapacità di approfondire in coscienza qualsiasi argomento, dal senso della vita al concetto di verità e natura, fino al significato della sofferenza e al bisogno di Dio. Oggi è la tirannia del “secondo me” del “dipende” e del “bisogna vedere”, concetti fumosi che dominano incontrastati, la conseguenza è che ogni ricerca della verità risulta preclusa fino dalle origini, lasciando regnare il “liquidume” dell’indeterminatezza. Non posso discernere, e perciò non posso stabilire i confini e le differenze, tutto è basato sull’arbitrio e sulla maggioranza del consenso. È vero quello che è politicamente corretto e che pensa la maggior parte della gente, attraverso idee inculcate da pochi alla massa. Nulla è sicuro e nulla è conoscibile, ma tutto diventa materia di discussione soggettiva. La verità cambia in base alla latitudine e alla moda, la verità diventa un abito da indossare in base alle occasioni. Attenzione perciò, non pensiamo che il naufragar sia così dolce in questo mare di niente, relativo e indeterminato. Il bene e il male sono solo categorie mentali, modificabili dalla storia? Non credo, e la risposta è chiara, sotto i nostri sguardi distratti e assenti, assuefatti dagli orrori che devastano la quotidianità e che continueranno a stordirci, lasciandoci in balia del nulla a cercare risposte su qualche motore di ricerca, migrando da un consumo all’altro, da un capriccio a una precostituita certezza, bellamente servita già pronta.

Guido Mazzolini

Una ragione non guidata dalla Verità rischia di fallire molto presto, diventando superstizione e mitologia. Ecco che l’intelletto naufraga in un fideismo medioevale, ecco che oggi si torna a una politica apparentemente razionalista, ma in realtà nutrita di mitologie pseudo-scientiste e poco razionali. Diciamolo ad alta voce, la pandemia di Covid19 non fa più paura, ne stiamo uscendo, per ora la situazione è sotto controllo. Eppure continua il mito del pericolo utilizzato per aumentare la paura, limitare le libertà e fasciare le bocche con il consenso di tutti. Siamo davanti a un’emergenza costruita ad arte da conferenze stampa e da “poderosi” interventi massmediatici di un’informazione totalmente asservita al potere. È una retorica da vecchio impero, sdolcinata e fintamente populista. Il mito della pandemia che rischiava di sterminarci ha mostrato il suo vero volto. Si è parlato di una mortalità del 4 per cento, e anche qualcosa meno. I decessi sono stati causati da carenze sanitarie e da altre patologie, o peggio dalla mancanza di interventi efficaci e dalla penuria di posti in terapia intensiva. Si è creato il mito della paura, nutrito da un eccessivo allarmismo e da misure insensate, da forze dell’ordine che fermavano “criminali” accusati di fare jogging in spiaggia, e multavano poveri dissidenti sacerdoti, accusati di avere creato pericoli sociali all’interno di una chiesa.
Un altro mito è stato quello della scienza che ci avrebbe salvato la vita. Ma nessun virologo ha saputo dare delle certezze, solo pareri discordanti spesso giocati al rilancio e a chi la sparava più grossa. E il governo si è trincerato dietro questi pareri. Ci hanno convinto che serve un vaccino, e chi è contrario viene zittito e tacciato di attentato all’umanità. Si condanna il libero pensiero in nome di una scienza che libera non lo è più. Si sono stigmatizzate le opinioni diverse e il Parlamento è stato imbavagliato, l’opposizione avrebbe dovuto collaborare e mettersi prona, e tutto nel nome di una finta unità, di uno stare insieme che altro non è che la rappresentazione della peggiore massificazione. Il governo si è circondato di costosissimi “esperti” anche per capire cosa fare dopo il virus, e tutto per nascondere i ritardi e le incompetenze di chi non è stato in grado di decidere.
Siamo ormai alla fine della commedia, la vera emergenza comincia ora e non si chiama pandemia, si chiamo lavoro, povertà, crollo dei valori, e un senso strisciante di nichilismo che esce dalle sagrestie per arrivare dappertutto. Difficile fermare la penombra se non si riparte da quella forma di Verità che è Via e Vita, e va ricercata a tutti i costi, al di là dei miti e delle paure.

Guido Mazzolini

3 thoughts on “ALCUNI SCRITTI DEL POETA_SCRITTORE G. MAZZOLINI; trasferiti dal blog abdensarly “SUONO DELLA PAROLA”; a cura di Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

  1. Sono onorata per l’interesse che dimostrate nei confronti di un autore che io amo molto, e che secondo me meriterebbe più visibilità. Nel mio piccolo cerco di fare il possibile per far conoscere i suoi testi e i suoi libri, grazie per la vostra graditissima condivisione! Elena.

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