Paesaggi con ulivi blu e colline del Dott. Paolo Fidanzi

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Incremento con queste foto il materiale pittorico diciamo rappresentativo di “un filone” tra i diversi da me esplicitati , relativo al figurato moderno “dalla macchia al Contemporaneo” come direbbe Il gallerista Sbrana di Pisa , nella cui galleria sono “artista in permanenza”

paolo fidanzi

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IL FERITO di ROBERTO VERACINI

Il ferito

(un’idea della poesia)

Penso che tutti i poeti, finché tali, siano sempre in crisi

(E. Montale)

Il poeta è sempre ferito, si nutre della sua ferita, che non si rimargina

perché è la ferita del mondo: vive e rappresenta questa condizione fino in fondo

e lo fa con gli strumenti che gli sono propri, i versi.

Per questo il poeta è anche il narciso, perché il peso di questa condizione è estremo e la ferita ha bisogno di incensi (veri o falsi) per essere sopportabile.

Ma il poeta è anche il disperato, quando la ferita si rivela insanabile e l’incenso svanisce, mostrando gli aspetti cupi e irrimediabili della realtà, la futilità delle cose e quindi dell’arte, che non basta più. Il poeta è il sopravvissuto quando riscopre dalle macerie un segno ancora dell’esistenza e se lo porta con sé per sempre, perché tutto è ancora possibile, sempre.

Il poeta è il solitario del tempo, che riconosce e da cui è riconosciuto, ma tutto questo non appare, perché scoprire è meglio che far vedere, e il poeta vive del suo stupore e del modo in cui riesce a farlo sentire.

E comunque il poeta resta il ferito, cercato e abbandonato, osannato e deriso, e la sua ferita è il mondo, che rappresenta ma non sa capire, perché il poeta ha in sé l’orizzonte intero e il suo limite. Non necessariamente in quest’ordine.

Roberto Veracini

NUOVA METAFISICA del Dott. PAOLO FIDANZI

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Mi pare che il pittore, oggi, possa  meglio svuotarsi di uno stato cosciente del pensiero, per esempio di una sua particolare necessità di esprimersi e di comunicare, attraverso l’accenno ad una realtà oggettiva  disvelata da pochi precisi particolari non necessariamente importanti alla comprensione di qualcosa di definito e certo. In questo l’haiku nella sua immediatezza e provvisorietà, nel suo cercare” il millesimo” più che “l’unita” del reale, aiuta la libertà espressiva perchè non vuole la comprensione ma offre la possibilità si espandere la propria conoscenza, magari attraverso l’immaginazione o la fantasia.

Stessa cosa avviene in pittura attraverso la nuova metafisica delle  mie “ombre bianche” delle quali mi servo come fossero haihu  colorati, dove non è il colore dello sfondo quello che conta,  non è che il significante poetico, cioè lo spazio vuoto tra parola e parola, tra verso e verso, il substrato sul quale l’haiku  viene descritto .

Conta semmai la forma delle cose -oggetti e l’assenza della loro  ombra “ombre bianche” che offrono agli osservatori possibili scenari di liberta’.

Seguono ora gli haiku:

1

CON ATTENZIONE

SI SCIOLGONO I NODI

DELLA PAZIENZA

2

IN UNA GOCCIA

ANCORA LA PROMESSA

DI UN MARE CALMO

3

SOPRA GLI ULIVI

NEL TEMPO DI LOCUSTE

ANCHE I GATTI

4

PERCHE’ RESTARE

IL VENTO MI SOSPINGE

COME UNA FOGLIA

5

RICORDI ANTICHI

SCONFINATE TRISTEZZE

PAROLE NUOVE

6

SONO ESPLOSI

I SUSINI QUEST’ANNO

FIORI SU FIORI

7

FALSE RAGIONI

PROFUSE CON L’INGANNO

EDUCAZIONE

8

E’ QUASI SERA

SETTE GATTI LOTTANO

PER UNA FOGLIA

9

FRA TANTE FOGLIE

SOLO UNA SI MUOVE

VENTO DISTRATTO

10

CIELO STELLATO

NUOVA METAFISICA

DELLA POESIA

11

ANCHE IL SUSINO

SELVATICO HA BACCHE

CHE RISPLENDONO

12

ALL’IMPROVVISO

OLTRE IL MURO DI LUCE

SPUNTANO I CACHI

Paolo  Fidanzi