LA GEOTERMIA E’ UN’ENERGIA PULITA? E GLI IMPIANTI A “CICLO BINARIO”? Alcuni aspetti del problema e suggerimenti; a cura del tecnico Giovanni Borghetti; post aperto.

IN BREVE: ALCUNI PUNTI FERMI SULLA GEOTERMIA del tecnico Giovanni Borghetti

La geotermia può essere definita un’energia pulita? La risposta non può essere nè sì e né no: dipende dal tipo di fluido geotermico e dipende dal tipo di impianto di sfruttamento. Che cos’è la geotermia? Con geotermia si intende lo sfruttamento del calore, contenuto nei fluidi prelevati dalle profondità della terra. Il calore prelevato dai fluidi geotermici può essere sfruttato tale e quale (vedi teleriscaldamento) oppure trasformato in energia meccanica e quindi, elettrica. Parlando nello specifico di produzione geo-termoelettrica, quali sono i fattori che concorrono a determinare se la geotermia può essere considerata pulita o no? Prima di tutto il tipo di fluido. I fluidi geotermici sono sempre costituiti da acqua e vapore in varie percentuali (titolo del vapore), da gas incondensabili (prevalentemente CO2) e da altri elementi (boro, zolfo, mercurio, arsenico…), in funzione delle rocce attraversate. Relativamente agli inquinanti contenuti nel fluido geotermico non si può fare molto: spesso la soluzione è non realizzare impianti in quelle aree dove i fluidi sono particolarmente inquinati. Oppure, realizzare impianti che abbattono tali inquinanti o che non li usano direttamente per il ciclo di centrale e, quindi, non li mettono in contatto con l’atmosfera. Relativamente agli impianti dove si abbattono le principali sostanze inquinanti, sono ormai diffusi nel mondo, gli impianti di abbattimento dell’Idrogeno Solforato (H2S) che, pur non avendo una riconosciuta pericolosità per la salute e l’ambiente, ha uno sgradevole odore di “uova marce”. ENEL ha dotato le sue centrali geo-termoelettriche di impianti di abbattimento polivalenti, denominati AMIS; tali impianti, concepiti e realizzati da ENEL, riescono ad abbattere, quasi completamente, Mercurio e H2S. Resta l’emissione della CO2, contenente piccolissime quantità di altri gas. Rispetto alla produzione di elettricità mediante combustibili fossili, c’è da dire che la quantità di CO2 prodotta dalla geotermia, a parità di energia prodotta, è molto piccola. Le centrali dotate di torri refrigeranti “ad umido” hanno anche un pennacchio che fuoriesce da tali torri refrigeranti. Anche se tale pennacchio è costituito prevalentemente da vapore acqueo, viene spesso immaginato come fonte di grande inquinamento e, quindi, crea allarme. E anche se è vero che tale pennacchio tende a salire e disperdersi nell’atmosfera, è pur vero che una pur piccola quantità di goccioline di fluido geotermico (drift) viene trascinata e può ricadere nei dintorni dell’impianto. L’adozione di torri refrigeranti del tipo “a secco” può eliminare totalmente il problema.

La soluzione che elimina alla radice qualunque tipo di inquinamento ambientale è basata su impianti a “ciclo binario” dove, dal fluido geotermico, viene soltanto prelevata una parte del calore contenuto e poi reiniettato, con tutti i suoi inquinanti, solidi e gassosi, nella falda profonda, da cui era stato prelevato. Il resto della centrale (circuito secondario) è completamente separato dal circuito geotermico (primario). Questo tipo di impianti permette di sfruttare, entro certi limiti, qualunque fluido geotermico (acqua, vapore, miscele acqua-vapore) e, a fronte di un rendimento termico più basso e costi di investimento maggiori, offre il vantaggio di essere a impatto zero sull’ambiente. Ovviamente, l’impatto dovuto alla presenza dell’impianto, delle strade e linee di trasporto del fluido, nonché delle linee elettriche, dell’impatto dovuto alle fasi di perforazione e montaggio dell’impianto e successive manutenzioni, sono elementi che possono essere minimizzati ma non eliminati.

Chi volesse approfondire la tematica, può trovare su Internet un’ampia trattazione; a titolo indicativo, si riportano i collegamenti a due siti Internet ma, facendo una ricerca, esistono molti altri siti dove trovare notizie sull’argomento.

http://www.unionegeotermica.it/

http://www.geothermalenergy.it/content/home

 

UNA RIFLESSIONE DI NDC

La reiniezione ad alte profondità della componente gassosa non condensabile, a parte l’energia non trascurabile necessaria per la compressione,  è così facile e scontata, se non vogliamo provocare alcun inquinamento in aria?

Per chiarirci le idee si accettano tutte le risposte e/o altre riflessioni! 
Da inviare (in odt, doc o pdf) all'e-mail: pfbianchi@hotmail.com