IL FIDANZI DOTT. PAOLO, POETA-PITTORE-PSICOLOGO, in questo modo parla brevemente della sua arte…e si legga una sua poesia “Mare Poco Mosso”, con brevi riflessioni personali di Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

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BREVI RIFLESSIONI PERSONALI, VOLUTAMENTE SOGGETTIVE E, FORSE, POCO CONDIVISIBILI, AL MARGINE DELLA POESIA “MARE POCO MOSSO” scritta da Fidanzi

di Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

Vele, barche e gabbiani sembrano essere metafore di una vita che corre sul pianeta lungo i più impensabili percorsi, favorevoli o sfavorevoli, (lame di sole e specchi alla deriva), attivati dalle sue scelte ora volontarie, ora inconsapevoli o istintive, basate su ipotesi piu’ o meno presenti alla coscienza e alle conseguenti aspettative; ogni aspettativa si configurerà come centro di un bersaglio e l’emergenza sarà così di tipo stocastico. Il palcoscenico di questa corsa è controllato fino ad un certo punto dalle leggi fisiche causali, in sinergia, forse, con i segnali, ancora opachi alla ragione, trasmessi dai così detti campi morfici, all’interno di diversi elementi della terra, dell’inorganico, dell’organico e della vita. Per avere in questo blog piu’ informazioni sui Campi Morfici e sulla Risonanza Morfica, cercare il post con il tag, per es., “Risonanza Morfica”.

L’atmosfera della poesia è resa pacata dal mare poco mosso; i movimenti rapidi della vela, che si inarca all’orizzonte e passa veloce per poi sparire e quelli del giovane gabbiano che, mentre cerca di cantare, si avvita nella piccola onda schiumosa, che accompagna il suo canto, appaiono, a chi osserva, un gioco brioso che taglia tacitamente, in rapida successione, il ritmo dell’onda piccola e lenta.

La vita, a questa vista, appare piena di fiducia e tutto il mondo rasserenato si “rannicchia” (come fa il nostro gatto grigio-argentato, il Ciuci, che ci ha adottato, che “ruglia” in bassa frequenza in attesa delle coccole) (vedere NOTA), affidandosi ad un benevolo Destino di speranza che supera l’indebolimento di libertà, il libero arbitrio.

In generale si tratta di un lento osservare che placa e distende in una nostalgica atmosfera che rende meno grave anche la piccola ingerenza del Fato, un impossibile meccanismo, apparentemente senza regole conosciute, a funzionamento ignoto, da sempre e per tutti, forse anche per gli déi. Anche se, fin dai tempi lontani, quasi come un avvertimento, si tramanda che “è il Fato e non i cavalli a far girare le ruote dei carri!”

In definitiva per chi legge la poesia e forse anche per il poeta, si apre, con un leggero velo di nostalgia, una atmosfera di speranza per il futuro. Anche noi dalla lettura, ci troviamo stampato sul viso un benevolo sorriso di quiete e speranza verso la Vita e la Natura, al di là dei travagli del presente.

NOTA

Le vibrazioni sonore a bassa frequenza, in bio-fisica, sembra in qualche modo “accarezzino” i neuroni del sistema nervoso pacificando l’ambiente interno ed esterno; inoltre, se il gatto che “ruglia” è una mascotte che porta fortuna, una specie di Famiglio nel linguaggio della magia, è plausibile possa interagire, in qualche modo, positivamente anche sul Fato.