IL NEOAUTOCTONO A POMARANCE E DINTORNI: brevi storie sulle rocce dell’ultimo mare; a cura del dott. Piero Pistoia, post aperto

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CURRICULUM DI PIERO PISTOIA:

PIERO PISTOIA CURRICULUM2

CHI E’ L’AUTORE (traccia): Curriculum di Piero Pistoia

Piero Pistoia, diplomato negli anni ’50 presso il Liceo Classico Galileo Galilei di Pisa, è dottore in Scienze Geologiche con lode e, da borsista, ha lavorato e pubblicato presso l’Istituto di Geologia Nucleare di Pisa, misurando le età degli “strani” graniti associati alle ofioliti (1) e studiando i serbatoi di gas e vapori della zona di Larderello. Successivamente ha scritto una cinquantina di articoli pubblicati a stampa, a taglio didattico-epistemologico, di cui circa la metà retribuiti secondo legge,  dagli editori Loescher, Torino, (rivista “La Ricerca”), La Scuola di Brescia (“Didattica delle Scienze”), a controllo accademico ed altri, affrontando svariati problemi su temi scientifici: dall’astrofisica all’informatica, dall’antropologia culturale all’evoluzione dell’uomo, dalla fisica alla matematica applicata e alla statistica, dalla geologia applicata al Neoautoctono toscano, dall’origine dell’Appennino alla storia delle ofioliti, alle mineralizzazioni delle antiche cave in Val di Cecina (in particolare su calcedonio, opale e magnesite) ecc..  En passant, ha scritto qualcosa anche sul rapporto Scienza e Poesia, sul perché la Poesia ‘vera’ ha vita infinita (per mere ragioni logiche o perché coglie l’archetipo evolutivo profondo dell’umanità?); ha scritto alcuni commenti a poesie riprese da antologie scolastiche e,  infine decine di ‘tentativi’ poetici senza pretese. Molti di tali lavori sono stati riportati su questo blog. (2)
NOTE
(1) L’età dei graniti delle Argille Scagliose, associati alle ofioliti, al tempo alla base della falda in movimento, corroborò sia l’ipotesi che esse fossero ‘strappate’ dal basamento ercinico durante i complessi  eventi che costruirono la catena appenninica, sia, indirettamente, rafforzò la teoria a falde si ricoprimento nell’orogenesi appenninica. Fu escluso così che il granito associato alle ofioliti derivasse, almeno non in tutti i casi, da una cristallizzazione frazionata (serie di Bowen) da un magma basico od ultrabasico.
(2) Piero Pistoia ha superato concorsi abilitativi nazionali, al tempo fortemente selettivi (cioè non frequentò mai i famigerati Corsi Abilitanti, fortemente voluti dai sindacati dei docenti!), per l’insegnamento in particolare nella Scuola Superiore per le seguenti discipline: Scienze Naturali, Chimica, Geografia, Merceologia, Agraria, FISICA e MATEMATICA. Le due ultime materie sono maiuscole per indicare che Piero Pistoia in esse, in tempi diversi, fu nominato in ruolo, scegliendo poi la FISICA, che insegnò praticamente per tutta la sua vita operativa

 

SE VUOI INGRANDIRE LE FOTO DEI FOSSILI (P. Pistoia) O DELLE CARTINE: CLICCACI SOPRA

FOSSILI NEL CALCARE DETRITICO CONCHIGLIARE PLIOCENICO   (Ps)  DI POMARANCE E DINTORNI  (Con cenni ai cicli sedimentari della costa del Pleistocene).

Per vedere i ‘probabili’ nomi dei macro-fossili numerati, quasi mai perfetti, leggere nell’elenco alla fine delle loro foto

TAVOLA SINOTTICA FOSSILI PLIOCENE

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Si tratta di grossi fossili incompleti che ad occhio sembrano ostreidi

fossilix+framm. isognomon

OLYMPUS DIGITAL CAMERACalcare arenaceo pliocenico a Pycnodonta navicularis individuata prec. con 12. Località S. Piero di Pomarance

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Errata corrige:  sostituire Clamys con Chlamys 

Astrea_unione_calchi

Astrea (4): calco negativo e positico in Ps (calcare detritico conchigliare)

Aggiungere foto con varie Pycnodonta navicularis, N. 12; Amussium N. 19, vari Clypeaster, N. 2,  Spathangus N. 20 ed altre in attesa.

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Lamellibranco che si chiama ‘Pycnodonta navicularis’; Pliocene medio; più frequente nelle arenarie e argille anche in eteropia di facies col calcare conchigliare. Etichetta N. 12

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Lamellibranco che si chiama ‘Amussium’; Pliocene medio: etichetta N- 19: vive nei fondali melmosi.

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Echinide che si chiama ‘Clypeaster’; Pliocene medio. Etichetta N.    Località La Serrata (Pomarance)

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Lamellibranco che si chiama Glycimeris ed ha cerniera taxodonte. Sigla N. 1

Pliocene. Fossili grandi in calcare arenaceo e, inseriti  in eteropia di facies, in argille del Pliocene medio

 e fossili in argille del pliocene inferiore (ben conservati, ma fragili; vedere il frammento di cerniera taxodonde).

I fossili piccoli sono stati trovati in sabbie calcaree dell’inizio Quaternario (leggere cliccando sulla parola ‘calda’)

geologia riparbella con schema1 in OpenOffice

geologia riparbella con schema1 in pdf

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I fossili più piccoli sono stati raccolti nelle formazioni del Pleistocene inferiore nella zona di Riparbella (cliccare su ‘geologia riparbella con schema1’ per ulteriori informazioni)

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Lamellibranco; famiglia: Pectinidi; genere:  Pecten; specie: Pecten jacobeus, quello a coste rigate longitudinali (Pliocene-Pleistocene). Etichetta N. 3

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Megabalanus e Balanus in calcare detritico conchigliare del Pliocene medio, spesso inseriti su valve di Lamellibranchi; fossili raccolti presso la Gabella. Fossile siglato n. 9

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Lamellibranco chiamato Chlamys latissima (dim. circa 15 cm) del Pliocene medio inglobato nel calcare conchigliare. Siglato col N. 5

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Echinidi; genere Echinolampas del Pliocene medio nella formaziome PS. Etichetta N. 7

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Lamellibranco chiamato Chlamys s.l.;  famiglia: Pectinidi; genere Chlamys; specie vicina alla Chlamys seniensis (coste con rigate longitudinali; Pleistocene inferiore, (Calabriano); zona Riparbella (cliccare: geologia riparbella con schema1)

 

 

 

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Ingrandimento delle Chlamys Pleistoceniche

N.B. Da classificare ancora il piccolo lamellibranco bianco ‘stipato’ nella ganga.

ELENCO PROBABILE NOME FOSSILI

1 – Glycimeris (dim. max. 15 cm; cerniera taxodonte).
2 – Clypeaster (dim. circa 15 cm; ricci di mare).
3 – Pecten jacobeus.
4 – Astrea con calco.
5 – Chlamys latissima.
6 – Spondylus spinosus.
7 – Echinolampas (ricci di mare).
8 – Dentalium.
9 – Megabalanus e Balanus
10 – Terebratula ampulla.
11 – Corallo isolato.
12 – Pycnodonta navicularis.
13 – Conus.
14 – Turritella (calco).
15 – Spugna (calco).
16 – Isognomon (calco) e tracce della sua cerniera a ‘pettine’.
17 – Hynnites crispus.
18 – Ostrea lamellosa.

19 – Amussium.

20 – Spathangus. (ricci di mare con ‘fossetta’)

Seguono porzioni minimali ingrandite della Carta geologica ‘Geologia della zona di Pomarance-Larderello’, 1:25000,  R. Mazzanti (1966), che focalizzano la particolare giacitura del calcare detritico conchigliare dal Pliocene inferiore al Pliocene medio, durante  il ciclo sedimentario trasgressione-regressione (Figg. 2 e 3 nell’articolo)

cartina_geol_parte-S_dalmazio0001

CARTINA1 (e relativa sezione6): ps (calcare detritico conchigliare) sotto pa (argille a Picnodonta, Pliocene inferiore).

neoautoctono_cartine10002

contatto_calcare_pliocene_su miocene0001

 

 

ATTENZIONE! Se vuoi vedere l’articolo sul Neoautoctono in pdf clicca qui sotto:

 

NEOAUTOCTONO11.pdf

 

Leggere l’articolo in pdf è pesante per lo scorrimento lento e per la divisione in colonne che richiede frequenti ritorni. Propongo però anche la seguente presentazione colonna su colonna poco estetica ma meglio leggibile.

NEOAUTOCT0012

 

NEOAUTOCTONO0002

NEOAUTOCTONO0003

 

NEOAUTOCT0001

NEOAUTOC_corr0001

NEOAUTOCT0003

 

Fig.3_0
Rif.cartina_geol_mio_plio1
NEOAUTOCT0004

 

neoautoct0013
NEOAUTOCT0005Per i riferimenti vedere Fig.3-0

 

neoautoct_graf_sbiadita1
NEOAUTOCT0015
AUTOc_corr0001

NEOAUTOCT0008


AUTOc_corr0004

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AUTOC0001

 

 

 

CARTINA2: ps (calcare conchigliare) sopra il Miocene e sotto pa (argille a Picnodonta navicularis)

neoautoctono_cartine20002

CARTINA 3 (e relativa Sezione 10) da notare anche il contatto fra ps  (Pliocene medio) sopra pa e sotto pa (Pliocene inf.) e pa  in diretto contatto sopra sigma (serpentinite), prima del T. Pavone (assenza del Miocene!)

S-O                                                                                                                                                    N-E

contatto_calcare_pliocenico_serpentinite0001

contatto_calcare_pliocenico_serpentinite0002

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