L’EDITORIALE ED ALTRO

ATTENZIONE! QUESTO BLOG E’ IN VIA  DI SVILUPPO

PREMESSA

N.B. IN QUESTO BLOG, il sillabario2013, OGGETTO CULTURALE NUOVO ED AUTONOMO, RIPROPORREMO,  TALORA RIVISITATI, ANCHE INTERVENTI RITENUTI RILEVANTI DA ‘IL SILLABARIO’ CARTACEO OSPITATO AL TEMPO COME INSERTO DELLA ‘COMUNITA DI POMARANCE’,  OLTRE AD ALTRI.

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Per vedere la storia dal Sillabario cartaceo al Sillabario2013 cliccare sul seguente link: sillabario_storia2

 

Dopo anni dalla cessazione del ‘Sillabario cartaceo’, in una riunione in Comune alla presenza del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura, fu proposto che questo blog fosse gestito dal Comune stesso, per es., come ‘scritti’ della Biblioteca Comunale, ma la proposta fu respinta.

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Il nuovo Sillabario2013  appare così  su un piano strutturale diverso: si pone come strumento di comunicazione culturale generale, il suo unico scopo, completamente gratuito ed indipendente, autodeterminato ed autofinanziato senza alcun legame eccetto quello con i suoi collaboratori ed, in esso, è completamente assente ogni scopo di lucro ed ogni transazione finanziaria di qualsiasi tipo ed a qualsiasi livello. Più di 15 anni fa cessando le pubblicazioni, l’inserto ‘Il Sillabario’ aveva lasciato una ‘nicchia’ culturale scoperta e nuovi soggetti l’avevano utilizzata per costruire questo nuovo oggetto culturale: ilsillabario2013. 

RERUM NATURA COGNOSCERE DIFFICILE QUIDEM EST, AT MODUM COGNOSCENDI LONGE DIFFICILIUS  (Campanella)

DISCORSO E SENSATE ESPERIENZE

 Il pensiero di Galileo nella cultura italiana è stato a lungo male interpretato e in particolare stravolto un aspetto importante del suo metodo scientifico (Galileo era un fisico teorico non un empirista tout court), chiaramente espresso nelle sue parole sulla teoria eliocentrica di Copernico “…, né posso abbastanza ammirar l’eminenza dell’ingegno di quelli che l’hanno ricevuta e stimata vera ed hanno con la vivacità dell’intelletto loro fatto forza tale a i proprii sensi, che abbiano possuto antepor quello che il discorso gli dettava, a quello che le sensate esperienze gli mostravano apertissimamente in contrario e più avanti “…, non posso trovar termine all’ammirazione mia, come abbia possuto in Aristarco e nel Copernico far la ragione tanta violenza al senso che contro a questa ella si sia fatta padrona della loro credulità” (Dialogo dei massimi sistemi 3a giornata in Galileo, Opere, Vol. III, pgg. 81-82, Salani, 1964).

E’ vero che in altri passi del suo trattato sembra sottolineare il contrario, per cui molti pensatori anche oggi in Italia valorizzano ad oltranza le sue ‘sensate esperienze’, anche sull’onda lunga del rimbalzo empiristico-pragmatico del dopo guerra. Secondo noi però in quei passi Galileo argomenta spesso ponendosi come interlocutore in un dialogo che muove dando ragione alla controparte per poi portare argomenti, come quello sopra, a sostegno di una tesi che vede ‘il discorso’ prevalente.

RIFLESSIONE1: Perchè molte relazioni tecniche, preposte alle scelte, costate al sociale svariate decine di migliaia di euro, presentano in piani cartesiani  rette su dati sperimentali senza misurare la loro rilevanza statistica? Risposta: perchè i fenomeni relativi a questi grafici rientrano già nello stato dell’arte!? COMMENTO: Caspita, che investimento!    (Un anonimo)

ASSERZIONE1:  Non c’è misura se non appare il suo errore; non c’è grafico sperimentale senza  le bande di confidenza!  (Lo stesso anonimo).

ASSERZIONE2: NEL COSMO CI SONO INDIZI SUFFICIENTI PER CONFERMARE QUALSIASI IPOTESI (KARL POPPER)

RIFLESSIONE2: Noi non cesseremo mai di esplorare  “l’oggetto complesso”  e l’obbiettivo di tutta questa esplorazione sarà quello di tornare al punto di partenza per osservarlo da angolazioni sempre nuove, utilizzando le informazioni che nel contempo si rendono disponibili relative al background culturale dell’oggetto stesso.

Lo stesso Anonimo

RIFLESSIONE3: “Sappiamo che la conoscenza assoluta non esiste, che esistono soltanto teorie; ma se ce ne dimentichiamo, quanto maggiore è la nostra istruzione, tanto più tenacemente crediamo negli assiomi. Una volta a Berlino domandai ad Einstein come gli era stato possibile – a lui scienziato esperto, incallito, un professore, matematico, fisico, astronomo – come, dunque, gli era stato possibile compiere le sue scoperte. <<Ma in che modo mai ha potuto farlo?>> gli chiesi e Albert Einstein rispose sorridendomi con aria comprensiva:<<Sfidando un assioma!>>” LINCOLN STEFFENS, un emerito reporter a cavallo del ‘900.

Lo scritto è ripreso dalla sua Autobiografia, riportato nel libro di Charles H. Hapgood “Lo scorrimento della crosta terrestre”, Einaudi editore, 2013, pag.1.

RIFLESSIONE4: E’ più importante il viaggio o la destinazione? Il processo o la soluzione del problema? Il cammino o la meta? AZZARDA UNA RISPOSTA.

Suggerimento:  se il cammino si fa con l’andare…, allora….

(Lo stesso anonimo)

RIFLESSIONE5: In termini ‘operativi’, la CULTURA è l’espansione verticale (nel senso dell’approfondimento) e l’estensione orizzontale (nel senso della multidisciplinarità e dell’applicazione) del fenomeno scolastico.

(Lo stesso anonimo)

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 EDITORIALE ED ALTRO: CHE TIPO DI COMUNICAZIONE CULTURALE PROPONIAMO PER QUESTO BLOG?

La realtà non si trova, ma si costruisce (Nelson Goodman “Vedere costruire il mondo”, Laterza1998). Secondo J.Bruner (“La cultura dell’educazione” , Feltrinelli 1997) tale costruzione passa attraverso l’attività del fare significato, per mezzo della così detta ‘cassetta degli attrezzi simbolici della Cultura’, cioè la tradizione ed i modi di pensare. I veicoli previlegiati di questi attrezzi  o strumenti (tradizione e modi di pensare) sono gli scambi interpersonali all’interno del gruppo. Da qui la nuova lezione didattica e il nuovo  modus cognoscendi (Campanella) da applicare e tradurre nel blob.

Importante è questo aspetto intersoggettivo  della costruzione della conoscenza, perchè l’intersoggettività è una delle più straordinarie predisposizioni archetipiche del genere umano, che permette di capire che cosa hanno in mente gli altri, riuscendo a cogliere i significati dal contesto in cui vengono pronunciate le parole, anche quando risultano ambigue.

In questa ottica, nel nostro blog, gli stessi spunti di discussione non conformi, la presenza di scollamenti talora avventurosi nelle argomentazioni e comunque le idee personali e divergenti  favorirebbero interazione con la presente tradizione e possibilità di cambiare il punto di vista. E ancora: più articoli focalizzati sullo stesso argomento, ora possono costituire insieme al lettore una sottocomunità culturale al cui interno si svolge l’interazione, ora la sottocomunità è costituita dagli autori stessi nel loro confronto (far imparare gli altri e imparare noi stessi in una continua interazione), cosicchè, e nello scolastico e nell’extra scolastico, l’aggiornamento assuma l’unica forma efficace quella dell’auto-aggiornamento, fornendo concreti indizi per la soluzione dei problemi posti anche dall’educazione permanente e ricorrente.

L’educazione attraverso questa comunicazione culturale deve saper guidare i giovani ed i meno giovani (si può acquisire cultura a tutte le età, secondo Bruner), che visitano il blog, ad usare gli strumenti del fare significato al fine di costruire una realtà tale da permettere dapprima un migliore adattamento al mondo in cui viviamo e poi, quando necessario, cambiarlo, rivoltarlo. Infatti se il nostro obiettivo non sarà quello di adattarsi al mondo di una tradizione, ma di guardare al di là di questo mondo-significato  – come per gli animali sagaci di Rilke che “fiutano  / che noi non molto sicuri stiamo di casa /  nel mondo significato” (R.M.RILKE, elegie Duinesi, Einaudi 1982) – sarà necessario come dicono alcuni pensatori e poeti anche attuali, “rovesciare” continuamente i mondi significato, portando ad esperire molti degli infiniti cosmi possibili arricchendo ogni volta la conoscenza. Sta forse in questo il Progresso? Più dubbi che certezze  per costruire il mondo (meno persone stupide!), più “discorso” che “sensate esperienze” che, se “semplificate” in esperimento, giocano un ruolo più ridotto di prima, quello di cercare ad oltranza di falsificare il discorso  (e non di verificarlo!) e toccare quindi la realtà (‘verisimiglianza’ popperiana).

Questo concetto di cultura partecipata non rimanda, come prima si pensava, al processo del “raccontare e del “mostrare” dove un singolo docente od un suo sostituto (libro, rivista film, computer predisposto.., oppure guida turistica),     possessore della “verità” in quella sezione del sapere, racconta e mostra in modo chiaro ed esplicito qualcosa a discenti ignari. Fino ad ieri un tale docente veniva valutato di ottima qualità. Ma ultimamente ci siamo accorti  (Bruner, cap.1, III, 1997) che più chiara ed esplicita è la comunicazione per questa via a senso unico, più basso sarà il tasso di apprendimento e meno fecondo di risultati il frammento culturale comunicato. Ci sembra che Bruner voglia con questo sostenere la tesi già sostenuta da B. Russell : “Ecco una importante verità, peggiore è la vostra logica, più interessanti sono le conseguenze a cui essa da origine”. Oggi, nell’era dei computers, si tende a comunicare pezzi fortemente razionalizzati di cultura, ordinati in scalette logiche ben definite e stringenti, dove la chiarezza ad oltranza determina certezza e rigidità senza spiragli al dubbio e all’elaborazione (comunicazione per teoremi e di teoremi), indebolendo la consapevolezza che la “verità” delle proposizioni analitiche della logica e della matematica  sia correlata strettamente ai presupposti: GARBAGE IN -> GARBAGE OUT!

E questa modalità si ritrova  in ogni disciplina: si pensi all’uso esteso della ricerca delle forme retoriche nell’analisi strutturale delle poesie, a scapito di una riflessione profonda sull’emotivita e l’armonia suscitate dalla loro lettura, aspetti necessari per renderle immortali, universali e impresse nella memoria. In definitia, la speranza, comunque, è che possa permanere, forte ed articolato, il discorso sulla poesia, sia mediante la pubblicazione di testi poetici, sia nella veste critica, con la presentazione di saggi e relazioni letterarie. Questo impegno ci pare importante alla luce del ruolo sempre più centrale che, a giudizio di molti, la poesia va assumendo nella formazione culturale dei giovani. Poesia che appare punto fermo di una riflessione sia scolastica che extra scolastica. Poesia contenitore di passioni, sogni e desideri; ispiratrice di dialogo con se stessi e con gli altri, per mezzo del quale si può giungere ad una maturazione di idee nuove ed originali. In una fase oltremodo caotica dell’esperienza politico sociale dei nostri giorni, si ha, tra l’altro, (e forse proprio per questo) il bisogno da una parte di ritornare ad una poesia del significato, dei contenuti comprensibili, come dice G. Manacord e A. Berardinelli nell’Annuario “Poesia 94”. dall’altra di previligiare il significante, il ritmo, la forma, la struttura del verso e di riscoprire, come avviene in G. Conte, il mito, la lontananza, la profondità dell’anima, distanti da quella ragione (razionalità) che più non sembra evocatrice di verità assolute.

Comunicazione interattiva quindi, meno logica, sempre legata ai contesti, mai punti di vista da “nessun dove”. Comunicazione multidirezionale, punteggiata da punti interrogativi, aperta a ipotesi anche avventurose, sempre pronti a tornare al punto di partenza per osservare l'”oggetto” da un’angolazione completamente nuova. Se “la via si fa con l’andare”, un nuovo percorso può aprire prospettive diverse, arricchimenti inaspettatti e imprevisti facilitando la “scoperta” del collo di uscita dalla trappola di Witghenstein (vedere post relativo)!

SCELTE OPERATIVE PROPOSTE PER IL BLOG BASATE SU CRITERI EVINTI DA SCELTE EPISTEMOLOGICHE (in particolare: il FALSIFICAZIONISMO di POPPER E la PSICOLOGIA CULTURALE  di J. BRUNER)

  • Ogni tema scelto di qualsiasi disciplina verrà trattato, quando possibile, contemporaneamente da più punti di vista, a partire da più autori anche da noi scelti per favorire l’apprendimento per confronto di opinioni.
  • Sarà per quanto possibile coinvolto l’ambiente universitario e della ricerca, perchè si garantisca fra l’altro la trattazione dei temi a livello più aggiornato e di alta qualità.
  • Coinvolgeremo sempre più intensamente in prima istanza i docenti di Istituti Scolastici anche locali (Valle del Cecina, Toscana, Italy), perchè non solo si aprano per il lettore possibilità di fruire più consapevolmente del tema trattato da più punti di vista, aumentandone la sensibilità e le aperture, ma si possa vedere realizzato nel tempo l’anello retroattivo positivo anche sulle scuole locali.
  • La scelte della poesia in primo piano (poesia d’autore) o di un’altra opera artistica (sculture e pitture) verrà lasciata ad un docente a rotazione perchè si riflettano in maniera diretta le esigenze dei programmi scolastici ed il blog possa entrare come punto di riferimento dei curricola scolastici locali e non, onde poter scoprire col tempo anche l’efficacia di un ciclo ricorsivo.
  • Si sceglieranno come temi di fondo, onde espandere la base culturale scolastica, una serie di argomenti duali: l’io l’inconscio, l’irrazionale ed il razionale, la poesia e la scienza, la mente ed il corpo, energia ed inquinamento con i relativi aspetti tecnici, conti compresi, evoluzione dei viventi e creazione continua, ecc…, che verranno trattati a lungo e senza scadenza essendo essi la base di buona parte della conoscenza sia verso l’esterno sia verso l’interno e colgono i principali dibattiti ancora caldi alla frontiera delle ricerca.
  • Altro argomento che permea tutta la conoscenza in specie del mondo occidentale riguarda le origini e l’evoluzione delle “cose” (origine della vita, origine dell’uomo, origine delle montagne, origine del sistema solare, del cosmo …)
  • Altro tema riguarda il significato profondo del paradosso e dell’antinomia che appaiono improvvsi in molti ambiti di conoscenza (forse nelle vicinanze delle uscite dalle trappole di Wittghestein).
  • Tutto questo sullo sfondo delle teorie della conoscenza in particolare il Falsificazionismo popperiano e delle teorie dell’apprendimento in particolare la psicologia culturale di J. Bruner.
  • In ultimo, non certo come importanza, ci divertiremo ad applicare la statistica alle serie di dati utilizzando in specie il programma R e il Mathematica di Wolfram, perchè riteniamo che oggi per falsificare il “discorso”  relativo alle scelte sociali, imposte dalle relazioni tecniche spesso complici del potere, sia necessario un uso esteso, oculato e critico di serie storiche da analizzare. Il cittadino dovrà pur ‘imparare a fare il conto’ se è poi lui che deve pagarlo!
  • Non avere paura di chiedere,
  • compagno! Non lasciarti influenzare, verifica tu stesso! Quel che non sai tu stesso, non lo saprai. Controlla il conto, sei tu che lo devi pagare. Punta il dito su ogni voce, chiedi: e questo, perché? Tu devi prendere il potere.
  • [Bertolt Brecht 1933]

R. Bacci – PF. Bianchi – P. Fidanzi –  F. Gherardini -L. Mannucci – P. Pistoia – A. Togoli,  R. Veracini –> promotori del blog

(PF. Bianchi  è  l’ amministratore del sito)

Praticamente da sempre il dott. Piero Pistoia ha svolto tacitamente la funzione di EDITORE del Blog e dal 2018 è stato nominato tale, ufficialmente, da WordPress insieme al dott. Paolo Fidanzi ed alla prof.ssa Nara Pistolesi. Interpellato anche il prof. Gherardini, ha rifiutato per gravi ragioni personali.

UN BREVE APPUNTO, PROPEDEUTICO, SINTETICO E SEMPLIFICATO, SUL CALCOLO DEGLI ERRORI SPERIMENTALI IN LABORATORI SCOLASTICI, con esempi operativi; del dott. Piero Pistoia

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA

Si riporta una tabella complessa elaborata dall^alunno Andrea Garfagnini, oggi un ingegnere qualificato, al tempo studente del biennio superiore durante un esperimento in laboratorio sul moto uniformemente accelerato, per dare un^idea del metodo usato di cui si parla.

Per chi volesse, in questo blog, approfondire l^argomento precedente , leggere dello stesso autore, i post, utilizzando i Tag seguenti per richiamarli: 1-“Riflessione  per una lezione sulla lettura degli strumenti”,  2-“Programmi in Basic per il calcolo degli errori di misura” ( art. già pubblicato da DIDATTICA DELLE SCIENZE e informatica nella scuola, n. 132 , pag. 32) e 3- “Un programma per calcolare gli errori su grandezze derivate” (art. già pubblicato da DIDATTICA DELLE SCIENZE e informatica nella scuola, n. 212, pag16)

SCHEDE PER CONTROLLARE L^ASSIMILAZIONE DEI CONCETTI RILEVANTI

Il nostro metodo <insegnativo> comprendeva, al tempo, anche la preparazione di questionari ciclostilati (almeno dieci ogni anno) da somministrare ai singoli alunni come lavoro personale da svolgere in classe per riuscire a misurare l^ assimilazione dei concetti spiegati nelle lezioni di fisica man mano che procedeva lo svolgimento del programma ministeriale. In questo post, che si prefigura come propedeutico alla studio degli errori sperimentali, proponiamo, come esempio di questo aspetto del progetto, le prime due schede per il primo anno di Fisica (teoria semplificata degli errori e primi concetti di cinematica), ma anche una per l^inizio del secondo anno (domande di riepilogo, elettrostatica, una rilevante palestra per i concetti elettrici).

QUESTIONARIO 1

QUESTIONARIO 2

Questionario 3 ( il terzo del secondo anno; 1 e 2 di riepilogo)

IL FIDANZI DOTT. PAOLO, POETA-PITTORE-PSICOLOGO, in questo modo parla brevemente della sua arte…e si legga una sua poesia “Mare Poco Mosso”, con brevi riflessioni personali di Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

Per leggere lo scritto del dott. Fidanzi in pdf cliccare sul link riportato sotto:

o leggere direttamente in odt:

BREVI RIFLESSIONI PERSONALI, VOLUTAMENTE SOGGETTIVE E, FORSE, POCO CONDIVISIBILI, AL MARGINE DELLA POESIA “MARE POCO MOSSO” scritta da Fidanzi

di Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

Vele, barche e gabbiani sembrano essere metafore di una vita che corre sul pianeta lungo i più impensabili percorsi, favorevoli o sfavorevoli, (lame di sole e specchi alla deriva), attivati dalle sue scelte ora volontarie, ora inconsapevoli o istintive, basate su ipotesi piu’ o meno presenti alla coscienza e alle conseguenti aspettative; ogni aspettativa si configurerà come centro di un bersaglio e l’emergenza sarà così di tipo stocastico. Il palcoscenico di questa corsa è controllato fino ad un certo punto dalle leggi fisiche causali, in sinergia, forse, con i segnali, ancora opachi alla ragione, trasmessi dai così detti campi morfici, all’interno di diversi elementi della terra, dell’inorganico, dell’organico e della vita. Per avere in questo blog piu’ informazioni sui Campi Morfici e sulla Risonanza Morfica, cercare il post con il tag, per es., “Risonanza Morfica”.

L’atmosfera della poesia è resa pacata dal mare poco mosso; i movimenti rapidi della vela, che si inarca all’orizzonte e passa veloce per poi sparire e quelli del giovane gabbiano che, mentre cerca di cantare, si avvita nella piccola onda schiumosa, che accompagna il suo canto, appaiono, a chi osserva, un gioco brioso che taglia tacitamente, in rapida successione, il ritmo dell’onda piccola e lenta.

La vita, a questa vista, appare piena di fiducia e tutto il mondo rasserenato si “rannicchia” (come fa il nostro gatto grigio-argentato, il Ciuci, che ci ha adottato, che “ruglia” in bassa frequenza in attesa delle coccole) (vedere NOTA), affidandosi ad un benevolo Destino di speranza che supera l’indebolimento di libertà, il libero arbitrio.

In generale si tratta di un lento osservare che placa e distende in una nostalgica atmosfera che rende meno grave anche la piccola ingerenza del Fato, un impossibile meccanismo, apparentemente senza regole conosciute, a funzionamento ignoto, da sempre e per tutti, forse anche per gli déi. Anche se, fin dai tempi lontani, quasi come un avvertimento, si tramanda che “è il Fato e non i cavalli a far girare le ruote dei carri!”

In definitiva per chi legge la poesia e forse anche per il poeta, si apre, con un leggero velo di nostalgia, una atmosfera di speranza per il futuro. Anche noi dalla lettura, ci troviamo stampato sul viso un benevolo sorriso di quiete e speranza verso la Vita e la Natura, al di là dei travagli del presente.

NOTA

Le vibrazioni sonore a bassa frequenza, in bio-fisica, sembra in qualche modo “accarezzino” i neuroni del sistema nervoso pacificando l’ambiente interno ed esterno; inoltre, se il gatto che “ruglia” è una mascotte che porta fortuna, una specie di Famiglio nel linguaggio della magia, è plausibile possa interagire, in qualche modo, positivamente anche sul Fato.

INQUINAMENTO DA GAS SOLFOROSI: principali cause ed effetti collaterali sulla salute; scritto del dott. Sergio Landini. A cura del dott. Piero Pistoia

A Francesco Giovanni Bissoli è piaciuto il seguente articolo; si ringrazia.

PREMESSA

di Piero Pistoia

Cenno alla strana unità di concentrazione ppm priva di unità di misura (ppm=sigla per parte per milione)

Riuscire a intuire come sia possibile ridurre una misura di concentrazione standard ad una specie di concentrazione senza unità di misura, viene facilitato dall^uso del sistema metrico decimale: così se un milligrammo è un millesimo di grammo e grammo è a sua volta un millesimo di chilogrammo, ne consegue che un milligrammo è un milionesimo di chilogrammo (1000*1000 =un milione). In altri termini piu^ verbali, un milligrammo è una parte di un milione di parti tutte uguali costituenti un chilogrammo, cioè una misurazione può avere un valore espresso in una parte per (o su o di) milione di parti uguale a lei (come un milligrammo per ogni chilogrammo: 1ppm=1mg/Kg ovvero 1ppm=1mg/10^6mg). Come si vede mg si semplifica e ppm è privo di marca (grandezza adimensionata)

Questa sigla ppm si usa per misurare basse concentrazioni di un elemento chimico o di una sostanza presente in un^altra sostanza, sciolta o dispersa, che la contiene, e ci indica quanti milligrammi della sostanza contenuta sono presenti in ogni Kg o m^3 del contenitore (per es. acqua, aria, crosta terrestre, e altre sostanze che contengono la sostanza in studio).

Esempio

Ammettiamo si voglia ottenere in ppm la concentrazione di acido solfidrico in aria; si dovrà imparare come trasformare 1 m g/m3 = 1 10-6 g/m3, in ppm : a) Prima si deve trovare il numero di grammi-molecole contenute in 1  m g, dividendolo per il peso molecolare in g dell’H2 S [10-6g/ PM-H2S in g]; b) Si moltiplica questo numero di molecole per 22.41 litri (0° e 1 atm: condizioni standard) che è il volume di una grammi-molecola, ottenendo il volume di tutte queste moli espresso in litri [10-6 g/(34 g) *22.41 litri]; c) Questo risultato lo dividiamo per 1000 litri (che corrisponde ad un 1 m3). Con il passaggio c) il risultato voluto è che 1mg m3 = 0.659 litri/(106*103 litri) = 0,659*(10-3) litri su 106 litri =0.659*10-3 ppm.

Segue in pdf il calcolo a mano dell^esempio:

cvd

Seguendo i suggerimenti del blocco precedente è possibile calcolare anche il ppm per le concentrazioni di O3 e SO2 seguenti:

Controllare anche il seguente conto:

Da continuare…e controllare

Per vedere l^articolo in pdf cliccare su:

BIBLIOGRAFIA

UN PRESEPE NON CONFORME, perché acquista significato dal concetto di RISONANZA MORFICA, la quale è ancora in fase di ricerca e sperimentazione; di Piero Pistoia

Nella mia sala, piu^ o meno ordinati, ci sono sassi, geodi con cristalli (calcedoni, quarzi, magnesiti),  fossili, sculture che potrebbero somigliare ad “idoli”….insomma “oggetti” del creato e anche, se indirettamente, degli umani, che, secondo la mia intenzione, potrebbero rimandare nel complesso a tutte le “cose” che esistono nel cosmo. Reinterpretando questi oggetti, in nome anche della tolleranza generalizzata di pensiero emanata dalla globalizzazione, ho pensato di progettare un piccolo Presepe descritto sotto.

DIDASCALIA-Foto di un frammento di una parte del presepe che, nella mia intenzione, dovrebbe “simulare”
tutte le “cose” dei pluri-Universi
che guardano curiosi, attoniti e perplessi alla parte umana del
presepe, situata davanti, che si articola intorno alla capanna dell^EVENTO SACRO di cui è assente
la foto. In prima fila si notano i fossili del grande riccio (Echinide) pliocenico, CLYPEASTER pentagonum, dietro, geodi di
calcedonio, opale, quarzo e magnesite e specie di idoli vari scolpiti in pietra arenaria e legno da
umani, e dalla Natura (i sassi mammellonati)……….

Chi volesse leggere di piu^ sul concetto, in via di precisazione, di “Risonanza Morfica”, da questo sito (ilsillabario2013.wordpress.com) può cercare con il tag, per es., Risonanza Morfica o Sermonti.

VINCENT VAN GOGH: IL GENIO LA SOLITUDINE LA PAZZIA; di Marino Magnabosco

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Marino Magnabosco, studente al tempo iscritto all’Istituto Tecnico Industriale di Pomarance (PI), scrisse questa interessante ricerca sul grande Vincent: da una sintesi iniziale, alla influenza sulla sua pittura  della Scuola Olandese,  degli Impressionisti e dell’arte giapponese.

Un enorme e sconvolgente campo di grano sotto cieli tormentati, svolazzano corvi neri , oscuri presagi della vita travagliata e solitaria del grande artista.

 

Per leggere questa ricerca in pdf cliccare su:

MAGNABOSCO10001

RICORDIAMO GIANNINA PRATO ZANELLA: POETESSA

RICORDIAMO GIANNINA PRATO ZANELLA: POETESSA

Tenuto conto che, di poesia, molte creature spiritualmente vivono o sono vissute, proponiamo di dare spazio nel nostro blog ad una poetessa che, nella piu’ nobile accezione della discrezionalità, è vissuta fra noi dal sessantesimo al settantesimo anno: Giannina Prato Zanella. Poetessa destinata a restare, indipendentemente dal “clamor vitae”, in conseguenza certa del peso che nella poesia italiana ha esercitato ed eserciterà, non solo sugli addetti ai lavori, ma su quanti vorranno fregiarsi del titolo di “poeticamente informati”.

Giannina Prato, vivendo, non ha mai cercato la platealità. Coltissima, scelse di creare in silenzio e presentare la sua opera soltanto là dove un preciso margine di onesta verifica era possibile.. Collaborò soltanto a quotidiani di vasta tiratura o riviste qualificate. Dal 23-esimo al 68-esimo anno di età, concorse a 22 premi letterari di poesia e racconto, ma soltanto a quei premi, dove il giudizio della giuria veniva espresso in busta chiusa. E 22 (ventidue!) furono i premi letterari vinti da Giannina Prato: denaro, oro, opere d’arte. Questa premessa può sembrare jattante irruzione in un pelago quieto, ma risponde a pura realtà e a noi non rimane che il compito di cronisti.

La poesia che qui presentiamo: “Colline Metallifere” tratta dalla silloge “Relazioni Umane”, pubblicata nella Collana; “I Quindici”; Editore Allegranti, Pisa, 1976 e gentilmente concessa dallo scrittore G. Zanella, fa parte di un nucleo di lavori che Giannina ha voluto dedicare alla sua terra, Pomarance (Pi).

La Falugi Editrice, Pomarance, ha messo in stampa un libro postumo, che raccoglie tutti gli scritti inediti della poetessa.

Per leggere la poesia in pdf COLLINE METALLIFERE cliccare su:

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