Le ultime sculture in arenaria di Roberto Marmelli

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La scultura che segue, realizzata in pietra arenaria ,rappresenta il profilo essenziale di un tronco femminile privo di gambe e bracci. Nell’interno, nell’intimo, il profilo è realizzato con il tratto caratteristico ottenuto con lo scalpello “a gradina”.

 La scultura,insieme ad altre 3 sarà esposta nel mese di aprile alla galleria d’arte “La fenice” a Sassari.
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Questo post rimarrà per qualche tempo, poi inseriremo la scultura insieme alle altre dello stesso autore.

LA SCULTURA DI ROBERTO MARMELLI e divagazioni di P. Pistoia, post aperto


POST IN VIA DI COSTRUZIONE (ancora da correggere)

 

IDOLO1: NASCITA DAL BLOCCO DI ARENARIA

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IDOLO2

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LA REPLICAZIONE UMANA

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Commento critico alle foto

          GLI URLANTI     

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  a – Idolo 2 b – Classicismo surreale 4 c – Crociato 3 d – Acconciatura con trina e – Ellenico1   OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA   OLYMPUS DIGITAL CAMERA   OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Chi volesse vedere altre sculture di Marmelli in questo blog, deve cercare nel post “La poesia DI LUGLIO” alla voce Intermezzi (Torso) e nel post “La poesia A SE STESSO” sempre alla voce Intermezzi (Totem, Volto, elemento umano avvolto in una spirale e un breve commento).

Seguono le ultime due sculture di Marmelli in arenaria che  esprimono il dolore di una madre per la perdita del figlio ucciso, suggerita dagli inumani drammi in atto nel Mediterraneo:  dai tragici sbarchi di migranti fuggitivi a Lampedusa, o forse dall’attuale ‘eccesso di difesa’  ‘asimmetrico’  (da una parte la paura senza conseguenze, dall’altra la morte certa!), incredibile in Medio Oriente, che, a mio avviso, lascerà traccia nella Storia e nella memoria delle genti, perpetrato dalle guerre. Col tempo infatti le guerre continuano ad acquistare sempre più intensamente questa caratteristica a danno dei più deboli e dei più poveri. E’ stato ucciso un combattente occidentale! urlano costernati i mass media. Possibile che, nelle ultime guerre,  nessuno abbia fatto il conto di quanti bambini, quante donne non combattenti, quanti vecchi, in media, riescano a bilanciare questa morte?! Si veda in proposito anche la vignetta emblematica successiva  ripresa dal giornale ” Il Fatto Quotidiano” del 30 luglio 2014.

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Per caricare le stesse due foto tramite Word o Open Office cliccare sopra ‘migranti 1’ e  ‘migranti’

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migranti

Per caricare ‘migranti’ in pdf,  cliccare su:

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CONSIGLIO DELLO PSICOLOGO:

Per non strapparsi i capelli è meglio far finta di niente!

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DIVAGAZIONI SCARSAMENTE CONDIVISE E MOLTO APPROSSIMATE SULLA NATURA E SULL’ARTE

di  Piero Pistoia

Il sentimento  universale del dolore per la perdita di un cucciolo della stessa specie riesce a esprimerla anche la stessa Natura giocando con il  linguaggio criptato di angoli, rapporti aurei e pentagoni (così come  intravisto appena dal pensiero razionale), che stranamente, per un processo co-evolutivo,  anche l’animo umano riesce a tradurre in emozione! La Natura costruisce se stessa ponendosi  ad  ogni stadio davanti ad infinite scelte; le ‘annusa’,  con le velocità che le è  naturale (forse quella della luce) e sceglie quel cammino che consuma minore energia, si muove verso quella superficie  per raggiungere la quale consuma meno energia, ecc. costruendo tutte le forme del cosmo attraverso strutture primigenie (forse i frattali che hanno a che  fare con numeri aurei i numeri di Fibonacci). La Natura costruisce ogni forma! Costruisce le albe, i tramonti, le aurore boreali, le foreste, le forme delle foglie, degli animali, gli occhi delle donne… insomma tutto ciò che la scienza con la matematica e la fisica non riescono a realizzare e spiegare. Ciò che la matematica e la fisica invece riescono a razionalizzare è una porzione di spazio-tempo infinitesima rispetto al cosmo che ci circonda. E l’arte? Proprio per la sua natura universale svincolata dal tempo e forse costruita a partire  da ‘quanti di emozione’ (l’emozione è forse quantizzabile come la materia e l’energia, il tempo e lo spazio ecc.?), che rimandano a frattali e a numeri aurei,  usa una parte del cervello umano estremamente difforme dal razionale, tale da contribuire però, attraverso un trasfert-a-specifico,  a quei salti creativi  che nel corso dei secoli hanno contribuito al progresso anche della scienza e della matematica.

Sono da precisare alcuni passaggi critici

*I SASSI MAMMELLONATI*: MATERNITA’, DOLORE, NATURA

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*MAMMELLONATI* DELLO SCULTORE ROBERTO MARMELLI

LA SCULTURA: “Abbondanti rotondità”

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IL PREGEVOLE ATIGIANATO DI Roberto Marmelli

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LA POESIA “A SE STESSO” di Giacomo Leopardi: commenti ed intermezzi

Le immagini di questo post sono riprese da “Il Sillabario” N. 2- 1998

INTERMEZZI

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1) Sculture di Roberto Marmelli.

2) Commento allo scultore da parte del critico d’arte.

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marmell0001luglio0021Giacomo Leopardi dai “canti”

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I SASSI MAMMELLONATI DI MONTEBUONO, Volterra, Pisa, Tuscany, Italy, a cura del dott. Giacomo Pettorali e del dott. Piero Pistoia, post aperto ad altri interventi

CURRICULUM DI PIERO PISTOIA :

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POST IN VIA DI COSTRUZIONE

POESIA DI ROBERTO VERACINI

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FOTO DEL POGGIO DI MONTEBUONO
A destra del podere, nella macchia in alto, si vede una rottura di pendio (strapiombo di circa 70-80 metri) con parete arenacea quasi verticale dove sono inclusi mammellonati (vedere foto successiva), che termina  in un ‘percorso d’acqua’ fino al Forconale. Il fiume Cecina è coperto da una stretta striscia di cespuglieto dell’argine sinistro all’estremità inferiore della foto e scorre poco più in basso. Foto scattata da sotto le Macie, a mezza costa.

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FOTO DELLA PARTE ALTA DELLO STRAPIOMBO A MAMMELLONATI

CARTA GEOLOGICA DI MONTEBUONO

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Fig1

SE VUOI LEGGERE UNA SINTESI SUI MAMMELLONATI DI MONTEBUONO  clicca sotto:

MAMMELLONATI_sintesi4.pdf

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Fig.4

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Per visualizzare meglio le figure e foto, cliccaci sopra.

SE VUOI VEDERE LE OSSERVAZIONI AL MARGINE: clicca qui sotto

Mammellonati_sagredo5.pdf

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 SE VUOI LEGGERE  L’ARTICOLO SUI MAMMELLONATI vers. semplificata in PDF clicca qui sotto:

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RIFLESSIONI EMOTIVO-ESTETICHE E INTERAZIONI SPIRITUALI-RELIGIOSE RELATIVE AI SASSI MAMMELLONATI DI MONTEBUONO, autori vari.

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FIDANZI_MAMMELLONATI

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MARMELLI_MAMMELLONATI

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BRUNETTI_MAMMELLONATI

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MAMMELLONATI_DI_MONTEBUONO_Susanna Trentini clicca su:

MAMMELLONATI_DI_MONTEBUONO_Susanna Trentini

STEFANIA RAGONI dirigente scolastico

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Ovvero leggere in doc:

 VEDERE” LA BELLEZZA DI UNA PIETRA E’ UN DONO

Dott.ssa Stefania Ragoni, Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Pomarance

E’solo un sasso “. E’ un primo commento di qualcuno, forse di molti, comprensibile in un mondo in cui non tutti sono filosofi . O poeti.

Galileo, davanti a un sasso, aveva l’ardire di supporre che anche dietro quell’oggetto informe, si celassero le leggi universali della natura, svelando le quali si troverebbero i disegni di Dio. Così apriva la suggestiva terra di confine tra scienza e religione in cui anche oggi ci ritroviamo, più o meno schierati nell’uno o nell’altro campo.

Certo, è sconvolgente pensare che anche i sassi sono composti di molecole come noi, e che sono gli spazi intercellulari, i legami, a determinare, talvolta, le infinite forme di questo nostro universo, così ricco da togliere il fiato. E pensare che il sasso, questi sassi, c’erano molto prima di noi e saranno ancora lì quando di noi si sarà persa ogni traccia. Noi abbiamo il potere di forzarlo, di modificarlo, ma tra cent’anni lui sarà qui. E noi no.

E’ già stato pietra di una casa, muro di un campo o drenaggio di un oliveto e potrà esserlo ancora, cambiando sì, ma con una lentezza sconvolgente, terribile. Perché il suo tempo è un altro tempo : non è il nostro che è un soffio.

E, fra tanti, ci affascinano questi sassi di fiume, perché ritroviamo la dinamicità della vita, delle modifiche, del lento divenire che anche un sasso mostra, i segni del suo scontro quotidiano con l’altro elemento sacro: l’ acqua.

Non te lo sai spiegare, ma se ti fermi davanti a un sasso, come davanti all’acqua o al fuoco, ti perdi .

Non quesiti metafisici scaturiscono, ma il senso di una sacralità atavica che componeva di sassi i templi agli dei o i cerchi magici nei campi dove non streghe, ma antiche donne “ sagge “ cercavano la divinità dentro di loro, prima che il Cristo lo confermasse che è vero, Dio è anche dentro di noi.

E pensi che proprio una pietra il Cristo ha indicato a simbolo della Sua Chiesa : richiamandoci a un tempo infinitamente più grande del nostro, di noi cellule di Divino i cui legami sono altrettanto invisibili di quelli di un sasso, ma misteriosamente belli .

E attraverso il dono di “ vedere “ la bellezza di una pietra, scopri l’altro elemento divino del creato :

l’ unicità. Ogni sasso è di diversa bellezza, ha una sua forma, le sue esperienze, la sua storia. E’come noi : bello, unico, irripetibile.

Non so cosa abbia mosso Piero, come alcuni di noi, a raccogliere sassi, a circondare di sassi la propria casa e la propria vita .

Quello che so è che i raccoglitori di sassi sono esseri particolari.

Raccoglitori di forme dell’ armonia dell’ universo. Alla ricerca continua di risposte. Di “ quelle “.

Giugno 2006

Stefania Ragoni

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