PER WISLAWA SZYMBORSKA del dott. prof. Roberto Veracini

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Per Wislawa Szymborska

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Per Wislawa Szymborska

Un appunto

La vita – è il solo modo

per coprirsi di foglie,

prendere fiato sulla sabbia,

sollevarsi sulle ali;

essere un cane,

o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore

da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,

dileguarsi nelle vedute,

cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale

per ricordare per un attimo

di che si è parlato

a luce spenta;

e almeno per una volta

inciampare in una pietra,

bagnarsi in qualche pioggia,

perdere le chiavi tra l’erba;

e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere

qualcosa d’importante.

(da “Un attimo”, 2002)

La profondità della poesia di Wislawa Szymborska è tutta nella sua leggerezza, cercata, voluta, esibita…una leggerezza che non ha tempo, si nutre di attimi, corre veloce, annusa l’aria, scopre la vita nelle sue forme minime, elementari e ne fa poesia colta, ironica, sorridente. Grande poesia, insieme raffinata e popolare, che non ha paura dei sentimenti e delle ragioni, e sa cogliere – con semplicità e stupore – la realtà nel suo divenire, il particolare che illumina, l’orizzonte nascosto e inaccessibile.

Wislawa Szymborska ha scritto sulle cose minime e sui grandi fatti, sulla felicità e sulla disperazione, ma sempre con la sua impronta leggera di interprete profonda della vita, sapendo comunque che – nella vita – bisogna “almeno per una volta/inciampare in una pietra,/bagnarsi in qualche pioggia, perdere le chiavi tra l’erba;/e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;//e persistere nel non sapere/qualcosa d’importante”.

dott. Prof. Roberto Veracini

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