Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n.

Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 3 1996

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Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 4 1997

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Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 2 1998

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LA “TRAPPOLA PER MOSCHE” DI WITTGENSTEIN del dott. Piero Pistoia

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Intermezzo una pittura di Gabriella Scarciglia

LA “TRAPPOLA PER MOSCHE” DI WITTGENSTEIN E GLI ANELLI DI RETROAZIONE POSITIVI, dott. Piero Pistoia

Le vecchie trappole per mosche consistevano di una bottiglia con il collo rovesciato verso l’interno. Una volta caduta dentro, la mosca non riesce a vedere l’unica apertura come una via di uscita, ma come una pericolosa strettoia da non fare. Come afferma Wittgenstein (Ricerche filosofiche I°) , bisognerebbe convincerla a esperire vie che sembrano le più improbabili, quelle più irte di pericoli, quelle più difformi dalle teorie più accreditate e scontate delle mosche, quelle che farebbero certamente rischiare il ridicolo nelle “accademie” della trappola.

L’uomo nell’atto di acquisire conoscenza è sempre imprigionato in una trappola di una costruzione inadeguata della realtà e qualsiasi sforzo per trovare soluzioni adeguate  quasi sempre porta al rafforzamento di questa situazione, creando, in una strana fatalità enantiodromica (enantiodromia, vedere il post correlato), le condizione per allontanare le possibilità di uscita. Più cerchiamo l’uscita, più rimaniamo prigionieri.

La consapevolezza di essere in una trappola della conoscenza e di dover cercare altrove rispetto a dove normalmente si cerca, sembrerebbe un indizio positivo. In effetti rimane difficile “smascherare” fatti scontati e mai messi in discussione prima o  comunque fatti e teorie nati dal nostro ansioso “annaspare” all’interno e sarebbe risibile tornare a ” rufolare” nelle discariche delle teorie da tempo abbandonate o falsificate. Se la via si fa con l’andare tornare indietro potrebbe sortire invece vantaggioso.

Non solo la critica di fatti e teorie presuppone quasi sempre un soqquadro totale di interi settori di conoscenza correlati (si pensi a Galileo che per criticare il Sistema Tolemaico e accettare il Sistema Copernicano fu costretto a reinventare prima la dinamica dei moti relativi e a dar contro alle “sensate esperienze“) , ma è proprio difficile iniziare a dubitare di essi.

Intanto le idiosincrasie all’interno delle trappole sembrano  sprigionare una plètora di enti opposti, di situazioni auto-referenziali (anelli di retroazione) e paradossi, quasi riflesso di una situazione schizofrenica del nostro modo limitato di acquisire conoscenza sul mondo (inconscio disturbato?), aspetti a nostro avviso in qualche modo correlati alla presenza della trappola.

Piero Pistoia

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