DIPINTO CON GLI OLIVI BLU (80*120, 2008) di P. FIDANZI: inserito nel soggiorno della famiglia Pistoia

COMMENTO IN VIA DI COSTRUZIONE

Ulivi Blu, dipinto (80*120) di P. Fidanzi; colline di Pomarance e Rocca Sillana (scorcio sala di Gabriella Pistoia)

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COMMENTO IN VIA DI COSTRUZIONE

Il quadro del dott. P. Fidanzi, inserito in questo scorcio di ambiente familiare,

è visibile più chiaramente nei posts “immagine 155-opt1” e “Paesaggi con ulivi blu e colline”.

(cercare: ‘Ulivi blu’).

 

Nuvole apparse improvvise di farfalle blu, richiamate dalle terre lontane del “nondove”, avvolgono gli ulivi vibranti del dipinto. Scambiano messaggi criptati attraverso i neri tronchi affilati e gli strani origami delle loro nere ombre fuliggine, con l’ocra chiara delle crete e sabbie di questo terreno pliocenico aperto. Poi lo sguardo, guidato da una stringente prospettiva, sprofonda nella valle e risale lentamente, a mosaico, verso una successione di colline lontane allineate che, più o meno scure, nella coinvolgente prospettiva, sbiadiscono, infine, sotto la stretta striscia di cielo terso e luminoso, quasi uno stretto portale per altre dimensioni, senza per altro confondersi con esso, allungando così ulteriormente, in prospettiva, il paesaggio sulla terra. E ci racconta di storie come nelle cantilene delle “conte” antiche o in certi sogni ambigui, mentre l’oggetto materico magicamente si fa lieve e si attivano ricordi lontani mediati e velati di leggera nostalgia. L’ansia più greve si allevia del tempo presente fremente ad iperboli. Fra ombre e luci, chiari e scuri siamo costretti a soffermarci a ‘respirare’ il quadro, forse per capire dove si nasconde il trucco di questo reale-irreale paesaggio..

Il dipinto è anche reale infatti; attraverso l’uliveta di Volterra guarda verso le colline di Pomarance che si evidenziano, a partire da sinistra, con il picco della Rocca di Sillano, il paese di Pomarance ed I Gabbri, muovendo verso destra. Ma l’atmosfera di sogno che, labile, fluisce dal blù della chioma degli alberi, che dialoga senza voce con gli origami delle ombre, carica di un’emozione pacata il dipinto per noi umani di queste terre, maturati alla cultura di queste colline attraverso un nuovo e strano neodarwinismo.
E’ il poeta-pittore che riesce a trasferire sulla tela il suo spirito che è anche il nostro, di osservatori meravigliati.

anonimo (ovvero NDC piero pistoia)

Si sta cercando una via conclusiva!

Ma la cosa che più colpisce è il suo effetto di insieme, di impatto che,  pur utilizzando oggetti e strumenti pittorici come l’albero dell’ulivo nella realtà contorto, il nero magico delle sagome di fossi ed ombre, una fuga trascinante nella prospettiva ed altro, sortisce poi di fatto un quadro arioso, luminoso, aperto alla speranza. che sembra in qualche modo rinnovare l’antica alleanza come sancì l’arcobaleno delle lontane scritture.

anonimo1 (ovvero Claudia Pistoia)

… come sancì l’arcobaleno delle lontane scritture

Chi vuol vedere la foto del prof. A. Cunsolo clicchi qui  sotto

Arcobaleno e Noé

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SCORCIO DEL PAESAGGIO REALE

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Non a caso più di una decina di anni fa Paolo Fidanzi scriveva:

PAESAGGIO

L’acuto dell’ulivo è stemperato

dall’azzurro fogliame lanceolato.

E l’uliveto intero si diffonde

sulle onde dei tuoi verdi pensieri.

 

L’albero dell’olivo è nella realtà contorto come nell’immaginario collettivo e nelle menti tormentate degli artisti. Da notare il diverso effetto psicologico emanato dal quadro di Paolo e da quello, riportato sotto, di Vincent (forse, addio alla speranza).

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