LA SCUOLA DI IERI E LA SCUOLA DI OGGI: BREVI RIFLESSIONI DIFFORMI; a cura dei docenti Piero Pistoia, Donatella Scarciglia, Gabriella Scarciglia

 

Per leggere in pdf l’articolo cliccare su:

SCUOLA OGGI E SCUOLA IERI_riflessioni

 

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COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE del dott. prof. Francesco Gherardini

04/09/2018 ore 12.55

Ho letto l’articolo, sono molto d’accordo con le vostre valutazioni,

Saluti

Francesco

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COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE del dott. prof. Giacomo Brunetti:

27/09/2018 (83) Libero Mail. Posta

Buongiorno

Ho letto con piacere e faccio i miei complimenti per le considerazioni che condivido in pieno e che vedo ben sopportate scientificamente.
Qualche parola da parte mia, meno scientifica, ma che scaturisce piuttosto dalla “pancia”.

  • 200/400 ore di alternanza scuola/lavoro: per la maggior parte “tempo perso”!!! Forse si otterrebbero migliori risultati con un ventesimo delle ore, organizzate con grande perizia (che purtroppo manca sia alla classe dirigente che alla gran parte della classe insegnante).
  • Progetti… progetti…progetti: per dirla con un mio arguto amico di viaggio (pensionato ormai da 27 giorni) io proporrei il progetto: “una settimana di lezione in classe”!!
    Siamo andati sulla luna (dopo lo “scandalo dello sputnik” che ha risvegliato i pedagogisti americani) con le belle lezioni frontali e con il “sano” studio. Cavallo che vince non si cambia… perché i metodi di insegnamento sì ??
  •   Infine un po’ di organizzazione: mia figlia Amelia, 16 anni, fa il liceo in Francia, a Bordeaux. Là la scuola è iniziata il 27 settembre, ma il 7 agosto aveva già ricevuto via mail l’ ORARIO DEFINITIVO. Qui siamo ad oltre dieci giorni dall’inizio delle lezioni e stiamo viaggiando ancora ad orario ridotto con il 30/40% dei docenti (non esagero controllate pure!!!); l’orario definitivo, come ogni anno, arriverà più o meno con i regali di Natale!!!!!
    Che VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Grazie della gentile attenzione. A presto.

G

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15/10/2018

COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE DEL dott.ssa prof.ssa Ghilli Lucia

Concordo pienamente con voi. Voglio avere il coraggio di aggiungere al vostro ricco e magnifico intervento poche (e già conosciute) riflessioni tra le miriadi che sottolineano l’importanza della scuola e della conoscenza quando aiutano a crescere davvero.

Ghilli Lucia

Per leggere le riflessioni della prof.ssa Lucia Ghilli cliccare su questo blog.

Leggere anche il post a nome dei docenti Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia su ulteriori argomenti “Brevi riflessioni personali fuori dalle righe sul senso dei dati statistici, sulla Buona Scuola, Controlla il conto, ed altro.

 

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IL COMPUTER E LA SCUOLA, a cura del dott. Piero Pistoia; post aperto ad altri interventi

CURRICULUM DI PIERO PISTOIA:

PIERO PISTOIA CURRICULUM2

 

RIFLESSIONI PERSONALI SULL’USO DEL COMPUTER NELLA SCUOLA

di Piero Pistoia

Clicca qui sotto:

Uso del computer nella scuola.pdf

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IL COMPUTER E L’INSEGNAMENTO: CONSIDERAZIONI CRITICHE PERSONALI MATURATE NEL VENTENNIO 1980-2000

di Piero Pistoia

in via di costruzione

Clicca qui sotto:

Uso del computer nella scuola1.pdf

A cavallo del 2000, il Ministero dell’istruzione si pose finalmente, in maniera più significativa di prima,  il problema pedagogico, a mio avviso di grande rilevanza, del rapporto insegnamento-apprendimento, inserito nel più vasto territorio delle strutture disciplinari, mentali e, in particolare, della Linguistica ed Epistemologia. Il docente universitario Berlinguer, allora Ministro della Pubblica Istruzione, propose, su questi criteri,  un Grande Concorso per gli insegnanti, da tempo abituati ormai a considerare le loro scelte operative alla Robinson le migliori possibili (si pensi alle relazioni da loro scritte sulle valutazioni del lavoro).  Si attivarono allora i sindacati, ci furono manifestazioni di piazza, interventi squalificanti nelle Camere del Lavoro e …  il Grande Concorso naufragò prima di iniziare. E LA SCUOLA? … ma attualmente ci sono i tests super-partes (i così detti invalsi, difesi anche oggi nel 2014, con l’arroganza tipica dei possessori di verità, dai tecnici di Lista Civica), tests piovuti dall’alto, una struttura pesante, dispersiva e, a mio parere, scarsamente guidata e controllata, difficile da interpretare e collegare ai programmi, in cui probabilmente la maggior parte degli stessi operatori nella Scuola ci crede poco e ci si orienta anche peggio, affermazione quest’ultima che sarebbe stata da controllare prima di somministrarli. Invece di insegnare come sempre le nozioni chiave dei programmi ministeriali e dei relativi libri di testo, si vuole forse suggerire di limitarci a raccogliere da internet tutti i tests invalsi del passato ( o a procurarceli in libreria già stampati) per somministrare nelle classi solo quelli, in maniera guidata, per buona parte dell’anno scolastico? O cosa!?

Non sarebbe stato meglio avere una classe insegnante selezionata seriamente tramite Concorsi analoghi a quello proposto e poi ritirato nei primi anni del 2000?

 Piero Pistoia

SIAMO IN ATTESA DI ALTRI CONTRIBUTI!