ARISTOTELE HA FORSE DA DIRCI ANCORA QUALCOSA; del docente Andrea Pazzagli; con Nota al margine del coordinatore (NDC); post aperto

N.B. – Per leggere l’art. in pdf, cliccare sopra il link; poi, per leggere il resto dell’articolo, cliccare sulla freccia in alto a sinistra, che fa tornare indietro!

ARISTOTELE10001

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NOTA al margine, talora ‘a braccio’, forse un po’ azzardata e poco organizzata del coordinatore (NDC), solo per attivare una riflessione-discussione. Reinterpretazione della nozione ‘Buon Senso’.

 

PREMESSA PROBLEMATICA

Da controllare, ancora in questo blog, per es., il contenuto del tag “L’Opinione” ricordato nell’articolo precedente e su internet cercare il concetto di phrònesis, saggezza, discernimento…,rispetto a sapienza (sofia). Potrebbe significare anche Buon Senso? Qual è la differenza? Il buon senso è una ‘facility istintiva’ che  utilizza la sapienza di background individuale, nel ‘vedere di getto’ percorsi operativi nelle zone complesse, come, per es., nella morale, nell’etica, nell’insegnamento, politica ed altro,  al fine di ordinarle razionalmente, comprendendole, per poi di fatto su esse prendere decisioni? Se sì, sembrerebbero esistessero diversi livelli di buon senso rispetto ai gradi di sapienza posseduti (background di conoscenze teoriche al fine di cogliere le Verità nei diversi contesti), a partire dal ‘buon senso del senso comune’.

Nello scritto successivo, le cui informazioni sono state anche mutuate da vari scritti su Internet (compreso Wikipedia), si fa un tentativo ipotetico di inserire la nozione di Buon Senso nel quadro  aristotelico accennato in questo post. Deve essere considerato come un progetto di lavoro, una successione di appunti per una eventuale lezione-discussione.

BREVI CENNI SUI PROCESSI DI CONOSCENZA IN ARISTOTELE (384-322 a.C.n.)

(Etica Nicomachea)

Tre sono i modi per conoscere in Aristotele: Sofia (Epistème?), Technè e Phrònesis.

Primo modo: la nozione di Sofia-Episteme

Sofia-Epistème è la conoscenza teoretica intellettuale, certa e assoluta, considerata giustificata oltre ogni dubbio; appartiene alla categoria Know why. Questo modo è tradotto con ‘Sapienza’ che ha come unico fine le Verità riguardo la realtà delle cose. Consiste di una intuizione intellettuale potente che permette anche il processo induttivo, costruendo dai dati empirici enti universali (senza l’intervento divino), superando lo stesso processo logico formale limitato dalla possibilità di premesse false che conducono ad inesorabili conclusioni false. Per scoprire di più sulla nozione “induzione” cercare nel blog, per es., con il tag ‘induzione’, appunto. Tale conoscenza intellettuale viene contrapposta alla Doxa, che riguarda la semplice ‘opinione’.

Secondo modo: la nozione di Technè

Denota la Tecnologica (Know how); es., abilità,  colture…e l’arte, che, al tempo, ebbe gioco rilevante anche per l’oggetto tecnico.

Terzo modo: la nozione di Phrònesis

La Phrònesis (parola greca tradotta nella Treccani con ‘Saggezza’ e da Cicerone con ‘Prudentia’…) è una nozione che ha a che fare con la conoscenza e l’etica calate nella pratica. Si tratta forse di un processo  mentale da interfaccia fra l’Episteme e la complessità del reale, per trasferire le nozioni dall’alto attraverso un’azione indirizzata a sbrogliare la densità infinita delle cose del mondo in particolare quello umano (avrebbe buon gioco specialmente nell’Etica, nel processo insegnamento-apprendimento, nel praticare Politica, nella pratica della Giustizia…). La nozione che ha svariati contenuti, aldilà delle svariate zone di intersezioni  (Prudentia , Saggezza, Avvedutezza, Cautela, Discriminazione, Attenzione…) potrebbe richiedere, a monte,  1) una consapevolezza istintiva necessaria, a fronte di una potenzialità molteplice di eventi concreti che concernono un problema e 2) una capacità intuitiva a cogliere in equilibrio gli svariati aspetti dell’etica e della conoscenza rilevanti ai fini della soluzione dello stesso problema, per procedere a tracciarne i relativi percorsi decisionali. Ma, se vogliamo interpretare le cose del mondo tramite Phrònesis non troveremo mai l’Assoluto; di qui, secondo lo scrivente, deriva la nozione di Prudentia, a fronte delle possibili proposte per le soluzioni di problemi complessi e relative scelte decisionali. Si ritiene consistente (forse un po’ forzando)  che lo stesso J. Bruner, rispondendo alla domanda se interpretando il mondo siamo mai capaci di coglierne l’essenza, scrivesse a pag. 126 del testo”La Cultura dell’Educazione” Feltrinelli, che di assoluto, nel mondo interpretato, “c’è [solo] che qualsiasi ricostruzione del passato, del presente o del possibile che sia ben forgiata, ben argomentata, scrupolosamente commentata e prospettivamente onesta merita rispetto”, quindi anche  la nostra ricostruzione insieme a tutte le altre esplicitate e possibili! Allora forse non è preferibile neppure qualcuna costruita col Buon Senso, che potrebbe anche indovinare il mondo? Il Buon Senso non è forse un’attività mentale istintiva-intuitiva che solo alcuni umani la posseggono, e che si attiva sul contenuto delle tre memorie che possediamo (la biologica, la culturale e l’astrologica), nell’interfaccia di trasferimento? Chi volesse leggere qualcosa sulle memorie umane cercare su questo blog  i seguenti tags: “insegnamento della fisica” (Parte Seconda) o “memoria biologica“.

La Saggezza-Phrònesis in questo processo per indirizzare la Sapienza verso la zona delle cose complesse, potrebbe utilizzare un particolare strumento mentale intuitivo rapido ed efficace, che permetta di individuare e comprendere – in tempi brevi quasi impulsivi, nella immediatezza delle decisioni e delle discussioni a ‘caldo’ – percorsi  positivi nel fenomeno complesso, atti a realizzare questi fini pratici in fase decisionale, al fine di migliorare la struttura delle cose concrete in divenire.

A nostro avviso, ha buon senso, per es., chi, in una discussione argomentativa per la soluzione di un problema complesso nel concreto, riesce a cogliere i vari punti strategici rilevanti del dibattito, costruendo intuitivamente in tempo reale, un percorso decisionale efficace e a bassa entropia. In generale potremmo dire che ha buon senso chi riesce in tempo reale ad individuare intuitivamente (quasi indovinare) un percorso plausibile nell’intreccio caotico di un fenomeno complesso. Chi ha buon senso avrà, più di altri, la facoltà di proporre ipotesi creative da mettere poi al vaglio del processo falsificatorio. Il buon senso si ‘gioca’ così in diversi piani a fronte  dei diversi livelli di cultura posseduti.

Si potrebbe concludere con un’ipotesi, anche se  debole, associando i diversi aspetti  delle svariate nozioni attribuite alla parola greca Phrònesis  e confrontando il significato della  nozione-unione con la nozione che abbiamo di Buon Senso: se queste due nozioni venissero mediamente a coincidere significherebbe che chi non possiede buon senso, avrebbe scarsa Phrònesis e quindi difficoltà a utilizzare le proprie conoscenze, anche se ampie e approfondite, per risolvere i problemi della vita (specialmente se è quella degli altri).

Sintetizzando questo scritto largamente ipotetico e forse scarsamente sostenibile, riteniamo che l’ “Einfunlung” (immedesimazione) a lungo protratta su un problema, oltre alle capacità intellettive razionali, attivi anche circuiti cerebrali che possono auto-funzionare,  a piena potenza nell’approccio epistemico (oggi praticamente non accettato a meno di introdurre qualche deus ex-machina esterno, contro i dettami del ‘rasoio di Occam’),  ma anche, in maniera meno stringente, in quello di Phrònesis. Questo fenomeno prettamente umano, deriverebbe da una interazione di tali circuiti sul contenuto delle memorie umane, quella biologica, la culturale e, forse anche la memoria astrologica (dovuta a interferenze sul cervello di qualche proprietà planetaria al momento della nascita). Mentre l’episteme sarebbe capace di agire sul mondo ‘reale’ in maniera assoluta, superando anche la stessa logica; nell’approccio ‘Phronesico’, le svariate interpretazioni del mondo, sotto i criteri conosciuti descritti sopra, fra cui di  particolare rilevanza, il prospettivamente onesto  [la buona fede], porterebbero a scelte di percorsi tutti accettabili (nel migliore dei casi!), ma difficilmente ordinabili per rilevanza (proposizione di Bruner riportata sopra), senza una capacità mentale inconsapevole e predittiva aggiuntiva (Buon Senso). Allora qualche percorso più probabile degli altri potrebbe forse essere individuato con le facilities del Buon Senso? Comunque i limiti della Phrònesis, che è tutto quello che l’uomo riesce a ottenere in materia di conoscenza, sembrano poi gli stessi che l’epistemologia riscontra nei processi scientifici. Rimarrebbe il dubbio da ‘districare’ su come addestrare gli umani al Buon Senso!

Attenzione allora, comunque sia, a collocare umani nei diversi punti di potere chiamati a decidere delle sorti di tutti gli altri, dovendo operare scelte in situazioni complesse!

Se qualcuno volesse rivedere, precisare, correggere, ampliare lo scritto precedente, inviare una mail a ao123456789vz@libero.it, aprendo un confronto.

 

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UNO ZIBALDONE DI BREVI RIFLESSIONI (democrazia, addomesticamento, anything goes (Feyerabend), Eraclito, evoluzione, ed altro) SU CUI MEDITARE, a cura del dott. Piero Pistoia

 

ERRATA  CORRIGE – Alcuni di questi frammenti sono stati trasferiti da alcuni numeri de ‘Il sillabario’ cartaceo  di cui Piero Pistoia era direttore culturale; oggi esso è promotore del Sillabario2013 insieme ad altri e, di fatto solo per necessità (pro bono), esercita la funzione non ufficiale di coordinatore. Così la scrittura ‘Direttore culturale’ in questo post, va sostituita con ‘Coordinatore’ (NDC).

LINKS INTERNI ALLE ‘BREVI RIFLESSIONI’ VERSO IL FONDO del POST (le prime riflessioni delle dieci, sono accessibili scorrendo)

EPIGENESI(cenni)
M. Boockin: Felicità e Piacere
La danza di SHIVA di P. Pistoia
Costruzione della Conoscenza (flash) di P. Pistoia
Considerazioni sull’evoluzione (flash) di P. Pistoia

NB – Questi links ‘colpiscono’ qualche rigo sotto l’obiettivo!

ECCLESIASTE (9,11 – 12)

UNO ZIBALDONE DI RIFLESSIONI SU CUI MEDITARE

N.B. – La bibliografia a nome di Piero Pistoia può essere cercata su questo blog

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A cura del dott. Piero Pistoia

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Considerazioni sull’evoluzione (flash) di P. Pistoia

Cliccare sul seguente link:

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Costruzione della Conoscenza (flash) di P. Pistoia

>UN PENSIERO SULLA COSTRUZIONE DELLA CONOSCENZA (NDC)

La conoscenza non si costruisce per tentativi ed errori, ma per ‘tentativi creativi’ ed errori, che un einfunlung specifico attiva, trasformando un ambiente ‘caotico’ in uno ‘stocastico’ (da greco stocàzomai =tirare una freccia con l’arco su un bersaglio). Si tratta però di una “creatività”  da “dentro” e non da “fuori”! Creatività che partecipa  anche degli eventi della memoria biologica – astrologica (forse) (dalla pietra, alla pianticella spontanea all’albero della macchia, dall’acqua, all’aria, alla terra: eventi della vita che suggeriscono ipotesi per la vita),  oltre alla memoria culturale in stadi successivi, che spiegano un fitting che migliora sempre più nel futuro, richiamato da un matching regolativo foggiato dal marasma evolutivo.

Piero Pistoia

La danza di SHIVA di P. Pistoia

LA DANZA DI SHIVA (NDC)

Dietro la danza di Shiva non c’è solo la fine, la morte termodinamica, ma anche l’inizio. La distruzione ha significato evolutivo, nel senso che alla fine di essa si aprono alla vita nuove possibilità; riecheggia anche qui il concetto di enantiodromia eraclitea (vedere il post su questo blog). Solo se tali possibilità saranno inibite da un intervento esterno (per es., da quello umano) si ha l’estinzione definitiva!

La danza cosmica di Shiva, la dea della distruzione/creazione dell’Olimpo che sopravvive, con la compagna binaria del sole, sembra perturbi, attraversando la nebulosa di Hoote, le traiettorie delle comete che ‘piovono intorno alla terra. Così sembra infatti che la compagna binaria del sole passi ogni 26-28 milioni di anni, nei dintorni della nebulosa origine delle comete, venendo a controllare la vita e la morte sul nostro pianeta. Per questo qualcuno chiamò appunto Shiva la ‘gemella del sole.

Piero Pistoia

UN PENSIERO AZZARDATO, UNA “CAZZATELLA”  SUL NOUMENO

Certe proposizioni qualitative-descrittive pur sperimentali ‘lette’ dall’occhio umano, non si modificano aumentando la precisione dello strumento. Così sembra che le proposizioni che attengono ai cambiamenti in valore o intensità di molte grandezze, per es. l’altezza di oggetti, la loro posizione, la loro velocità…;  le affermazioni del tipo “questi oggetti A e B hanno  altezze diverse”, o “Questi oggetti A e B sono in posizioni diverse,; A e più vicino a me di B…”, o “A va più veloce di B”….Un essere capace di vedere il Noumeno non percepirebbe la stessa cosa? Allora, se fosse così, noi non dovremmo percepire qualcosa del Noumeno, cioè una parte di esso, indipendentemente dal significato intrinseco di A e B e dello spazio in cui sono situati?

Piero Pistoia

M. Boockin “Felicità e Piacere” di V. Pedrinazzi

M. BOOKCHIN: SULLA FELICITA’ ED IL PIACERE

Vittorio Pedrinazzi

EPIGENESI(cenni)
BREVE DEFINIZIONE PROVVISORIA E PROBLEMATICA DI “EPIGENESI”
L’Epigenesi è un processo secondo il quale, durante lo sviluppo ontogenetico degli individui, l’ambiente esterno riesce a incidere tracce sul DNA con possibilità di modificare il pool genetico (?) in maniera che la traccia incisa sia trasmessa alle successive generazioni (è un Aspetto Lamarchiano?). Cioè, le esperienze di vita possono modificare il DNA in maniera così consistente da trasmettere le modifiche alle generazioni future? Insomma le modifiche del mio sistema cerebrale dovute all’azione della cultura (se ci fossero state) saranno state trasmesse anche ai miei due nipoti? L’allungamento del collo delle giraffe nel corso della loro evoluzione dovuta allo sforzo continuo durante la vita per raggiungere le foglie divenute sempre più alte sugli alberi, anche questo può aver contribuito a produrre l’attuale collo lungo della giraffa?

Piero Pistoia

Per chi volesse rispondere agli interrogativi, ao123456789vz@libero.it.