IL PREMIO LETTERARIO “LA LUNA NUOVA” del 1996 e del 1997, proposto dall’Associazione Culturale “IL CHIASSINO” (Castelnuovo v.d.c.); a cura di Piero Pistoia

IL PREMIO LETTERARIO “LA LUNA NUOVA” DEL 1996

Nel 1996, l’Associazione Culturale “Il Chiassino”, nata nell’autunno 1987 a Castenuovo Val di Cecina, come informò il coordinatore Fabio Giovannetti, personaggio attivo di grandi idee ed entusiasmo, oltre a proporre e svolgere molte altre iniziative culturali (gestire la biblioteca comunale, il servizio “Informagiovani”, il collegamento con Internet…), istituì al tempo fin dal 1991, ogni autunno, il Premio “La luna Nuova”, dapprima come concorso di poesia e poi, dal 1995, come concorso letterario con una sezione aperta anche ai giovanissimi scrittori e poeti. Le opere alla premiazione venivano lette e “illustrate” con sottofondi musicali e con immagini (utilizzando grandi schermi), creando un ambiente di sicuro coinvolgimento ed un’atmosfera veramente suggestiva. Le opere vincitrici del concorso 1996 furono ospiti de “Il Sillabario” cartaceo n° 1 1997, ed oggi, 2018, le riproponiamo su questo blog, come esperienza culturale significativa e riccamente emotiva, da ricordare e magare riproporre anche dopo più di venti anni.
Il racconto che segue del signor Cirano Andreini di Pistoia, vincitore del primo premio di Narrativa, ha come protagonista il Tempo con la lettera maiuscola, cioè una strana entità personale, e su questi concetti di tempo ambigui e ‘fabulosi’ vorrei divertirmi un po’ a disquisire a braccio, onde costruire un po’ di background azzardato allo stesso racconto.

Cenni ‘a braccio’ al concetto di Tempo nella scienza e nella narrazione

Le leggi della fisica non distinguono il passato dal futuro (vedere il concetto di tempo cercando tempo in questo blog). Si dice che sono simmetriche rispetto al tempo. Anche in quei fenomeni fisici che sembrano evolvere necessariamente in un certo verso (tutte le frecce del tempo che contano nel cosmo: per es., per situazioni che coinvolgono molecole, la freccia ‘guarda’ dall’ordine verso il disordine o caos; per il calore, da una sorgente calda ad una più fredda, ecc.), saranno prima o poi riscontrabili “ricursioni” statistiche (Poincarè), riconducibili alla sottostante simmetria temporale delle leggi. Basta avere pazienza ed aspettare, direbbe Feynman. Così continuando a mescolare un mazzo di carte, inizialmente ordinato, potrebbe ritornare allo stato iniziale, anche se altamente improbabile. Così l’entropia, che in sistemi isolati si dice aumenti sempre di valore, in funzione del  ‘disordine’, dovrebbe spontaneamente diminuire. Addirittura anche l’energia calorica e luminosa emessa dal sole dovrebbe ritornarvi indietro, come onda alla sua sorgente di emissione (infatti nella soluzione matematica della equazione delle onde appare una delle radici altamente improbabile per gli umani, questa, e quindi rifiutata). Ma proprio perché, nei fenomeni della vita irreversibili, battono il tempo orologi inesorabili, misura dell’efficienza dei sistemi biologici, biofisici e biochimici, sembrano prendere senso dubbi sull’idoneità del tempo reversibile delle leggi della scienza. Il tempo allora è solo un accidente dietro l’altro? O il Tempo, come per il Cappellaio di Lewis Carroll, è una Persona a cui Alice potrebbe “sussurrare una parolina” e, se in buoni rapporti, egli potrebbe eseguire tutto ciò che le fa piacere, con l’orologio? E’ il tempo che, creando, moltiplica le specie in Natura, le opinioni in società, gli Stati nella Storia, le idee nella Scienza, la diversità ovunque? E’ il Tempo Bergsoniano l’agente che si alimenta del Terzo mondo popperiano e poi crea? O crea ex-abrupto senza legami con la storia, come nella teoria evoluzionistica degli “Equilibri Punteggiati”? Il Tempo crea attraverso gli oggetti della Natura, oggetti inanimati ed animati, come pietre, cristalli, piante, animali, scienziati, poeti (per certi versi Feyerabend)? La diversità allora non è forse arte e poesia (per certi versi Bergson e Gould)?

Per approfondire le argomentazioni della scienza sul concetto di tempo, cercare in questo blog i Posts  “Concetto di Tempo”.

Il racconto che presentiamo si inserisce metaforicamente in questo dibattito, ben lungi dall’essere esaurito, narrando di una data realtà cavalcata da un Tempo che ora salta in avanti ora torna indietro, secondo sconosciuti intenti trascinando seco un presente attonito e confuso. Il sacerdote del Tempo, il Traghettatore, osserva e “tipizza” personaggi, animali e paesaggi attraverso una ironia sottile sulle “cure” umane, con nebulose risonanze, nella forma e nel contenuto, proprie dei romanzi cervantiani.

Piero Pistoia

Chi vuole leggere il racconto e le due poesie vincitrici del premio  del 1996 in pdf, cliccare sul link: CHIASSINO0001

Altrimenti leggere di seguito:

 

PREMIO LETTERARIO “LA LUNA NUOVA” DEL 1997

Pubblichiamo anche un racconto che si è classificato nella edizione del Premio “LA LUNA NUOVA” del 1997, sempre di Cirano Andreini.

Per leggere il racconto in pdf cliccare sul link: CHIASSINO10001

Il sonetto di intermezzo, “XVI”, di Rainer Maria Rilke, ripreso da “Sonetti a Orfeo”, è stato commentato già in questo blog.

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COMMENTO ALLE POESIE DI MARZIA SERPI DI CASTELNUOVO V.C.; a cura del dott. prof. Francesco Gherardini

Per leggere il commento cliccare  sul link interno:

Gherardini_Marzia Serpi (10)

Altrimenti leggere di seguito:

Marzia Serpi è nata nel 1956 a Castelnuovo di Val di Cecina, paese che ama e dove ha sempre vissuto. Ha svolto diverse attività lavorative, che non le hanno mai impedito di dedicarsi alla poesia, cui si è avvicinata all’età di undici anni. Decenni di passione poetica hanno prodotto ben quattro raccolte di canti: Espressioni di una vita, Volo di rondine, Oltre lo sguardo, Lo specchio e l’anima.
Di seguito una scelta di poesie di Marzia Serpi per dare un’ idea della sua poetica e delle sue capacità compositive.

NASCITA
Mani di pianista
arpeggiano il tempo
s’affaccia una stella
da un velo di nube
mentre un primo vagito
saluta la vita.
E il ventre materno
Da scrigno segreto
Ne replica l’essere
E il dubbio di Amleto

La poesia non vende …. Ha scritto, su Repubblica Walter Siti, che “la poesia ha un’aria depressa”. Sono pochi gli editori che se ne occupano e pochissimi i lettori. Operazioni più volte tentate come quella di inserire nei quotidiani delle poesie “classiche” sono servite a poco o a niente , anche se gli unici libri di poesia in grado di dare buoni esiti editoriali dovrebbero ricercarsi tra quelli dei poeti più celebrati del Novecento ( Neruda, Garcia Lorca , Montale). Figuriamoci quale sorte può essere riservata alle opere di un autore contemporaneo. Eppure Marzia Serpi vende libri di poesia.
Marzia ha centinaia di persone che la seguono (followers) e che acquistano regolarmente i suoi libri appena sfornati . Sono pubblici sui social anche i commenti di molti di questi fans; i suoi lettori manifestano stupore, assimilano le sue parole a “ gocce di rugiada” per come sa comunicare emozioni e sentimenti, giudicano le sue espressioni ricche di contenuti in un contesto di pura armonia, ne apprezzano la sincerità : ritengono i suoi messaggi cristallini dal momento che la poetessa sembra vivere realmente ciò che racconta. Riccardo sostiene che i suoi versi piacciono perché affrontano i temi della vita quotidiana, secondo lui Marzia illumina cose modeste che distrattamente tutti noi osserviamo e trascuriamo, lo fa con gli occhi sensibili di una mamma e di una donna; Loredana giudica la sua ingenuità sofisticata , addirittura assimilabile ad un quadro di Rousseau il doganiere ; per Daniele la sua poetica è leggera e profonda come se l’ ispirazione le fosse dettata da qualcuno che le sussurra “ prendi carta e penna e scrivi”; Silvia osserva che le sue poesie si leggono di un fiato perché sono tutt’uno col nostro respiro e hanno la capacità di invitarci a conoscere il suo mondo; per Vinicio Marzia ha la capacità di farci vivere sempre un qualche film mentale e per Nanea Marzia finalmente cancella la poesia autoreferenziale e noiosa , costruita con virtuosismi e arzigogoli vuoti di significato e lo fa in maniera semplice , ma non semplicistica, con una straordinaria capacità di evocare immagini e (re)suscitare emozioni ; per Antonella la poesia di Marzia è soprattutto colore e calore, amore per la famiglia e per il paese.
Anch’ io – Francesco Gherardini – mi sono accostato a questi versi in occasione della presentazione della seconda raccolta “Oltre lo sguardo”. Allora scrissi le righe che seguono:
“Apri il nuovo libro di poesie di Marzia e soffermati a leggere il primo testo, quello che dà il titolo al libro: “Oltre lo sguardo”. Dieci versi ricchi di simbolismi. Qui la vita ti si affaccia come una sorta di “vascello fantasma” una nave solo all’apparenza, ingannevole e illusoria,insicura perfino della sua stessa esistenza che si sposta assai lentamente per affrontare un viaggio verso lidi ignoti, lasciando un vissuto nebuloso, il suo debole ancoraggio ( “nebbie di ricordi” ); una nave/ una vita che non va spedita e sicura di sé, ma che dondola e galleggia a manifestare esitazione, indecisione, incertezza, a marcare un cammino pieno di dubbi verso un “orizzonte cupo” , un “mare grigio” . Espressioni diffuse in questo nostro tempo, che danno l’idea del malessere profondo della società contemporanea, dove il minimo comune denominatore pare ormai essere rappresentato dalla depressione e dal disincanto.
Puoi cogliere in questi versi l’insoddisfazione che traspare per la vita quotidiana routinaria e poco significante e la ricerca invece di valori assoluti, indiscutibili ( “l’ancora di salvezza” ), pur tra dubbi continui e nel disagio esistenziale ( “le nebbie dell’anima” ). L’impressione ingannevole che ti potresti fare è quella di trovarti dinanzi ad una poesia dell’amarezza e del pessimismo, che è un tratto saliente di tanti poeti maschi e femmine, e invece salti pagina e subito trovi ( “Si fa sera” ) di fronte al tripudio della vita con versi che cantano la straordinaria meraviglia della Natura (e nel caso di Marzia del “creato”) e dichiarano stupore per la bellezza che la circonda e la inonda di gioia e di serenità, naturalmente circonfusa di incrollabile speranza; Marzia canta un amore per la vita che incide su di lei anche fisicamente ( “dolci ebbrezze sulla pelle scolpite” ) e che la porta nella lirica successiva, intitolata “Vero amore”, ad esaltare quel rapporto monogamico e incrollabile che è diventato così raro nel nostro mondo umano e pare sopravvivere soltanto fra alcuni pennuti (i piccioni ad es.): “quando la mia mano nella tua mano è il solo calore che mi serve”.
Questa è la vera Marzia che “di meraviglia si nutre”, come dice pochi versi più avanti, che “ama l’amore, ama la vita”.

Nazario Pardini, poeta , scrittore e critico, ci guida alla scoperta di questa poetessa nostra concittadina, prendendo spunto dal commento alla lirica “Da un attimo” (Lo specchio e l’anima, p.91, Bastogi libri, Firenze 2017)

DA UN ATTIMO …
Ho un attimo di cielo
Da dividere con te,
voglio essere regina
donna, amante e molto più.
Spezzare un atomo
In frammenti di luce,
dirigere la storia
orchestrando solamente armonie
mentre tutto intorno a noi
regala amore.
Ed io, aquila reale
Che ha paura del suo volo
E tu compagno mio
In ogni cielo da solcare
Nell’azzurro, tra le nubi
O nella notte cupa
Il nido sulla vetta
Sai trovare, ed aquilotti sanno già volare.

Vita, illusioni, delusioni, saudade, rievocazioni, amore:
“Ho un attimo di cielo/ da dividere con te,/ voglio essere regina/ donna, amante e molto più./ …/ Ed io, aquila reale/ che ha paura del suo volo/  e tu compagno mio/ in ogni cielo da solcare/ nell’azzurro, tra le nubi/ o nella notte cupa …”. (Da un attimo …) Un amore totale, pieno, che l’anima nel focus della sua ispirazione dona alla liricità della parola.
Tutto questo nella silloge di Marzia Serpi che, con grande efficacia visiva, è volta, in una ricerca verbale, a concretizzare la sua ontologica vicenda. I versi scorrono fluenti, puri, con euritmica inclusione,  ora ampi, ora brevi, per seguire il ritmo di un’anima tutta presa dal dire di sé, del suo amore per i figli, il padre, la madre, l’uomo della sua vita. Non meno hanno una incisività poetica i canti rivolti agli animali, visti con antropomorfico afflato, e verso i quali la Serpi rivolge un affetto  di estrema forza trascinante. Ma quel che più risalta è la rappresentazione di una realtà che a volte si fa immediata e conclusiva, a volte traslata, piede d’appoggio per un volo verso l’alto, al di là delle micragne della vita. In oniriche vertigini, anche, che tanto sanno di respiri autunnali o di abbracci primaverili. D’altronde il sogno fa parte di questa nostra storia caduca e fragile, e la poetessa è cosciente della sua fragilità. Per questo si attacca a sentimenti forti e generosi, quasi con l’intento di portarli sempre con sé fino al guado della corrente, rivelando tutta la sua fierezza di donna che prosegue il cammino nelle primavere illusorie del mai finire. In aiuto al suo verseggiare si propone una natura fresca e generosa, policroma e oggettivante, che con tutti i suoi polivalenti messaggi, si fa involucro degli abbrivi emotivi della Nostra: “Fresca la foglia al color di lattuga/ che al mattino sorprendi il mio sguardo. / Primavera è arrivata,/ solo ora mi accorgo di lei/ e con lei, mi sento più vera./…./ Il papavero agli argini spicca allo sguardo/ c’ovunque si posa s’allieta di tanta bellezza/ scordando ogni sua vanità”. (In viaggio) Uno spirito che chiede libertà, e che tale libertà trova in una primavera di scoperte e meraviglie in una  navigazione fatta di scogli e di bonacce; di marosi e di orizzonti luminosi, verso mete di umana consistenza, dove le ampiezze dei limiti portano anche a sperdimenti o a naufragi meditativi di memoria leopardiana. Sì, tuffi in voragini d’infinito dove è facile perdere la nostra identità. Ma Marzia, col suo stile semplicemente complesso, col suo linguismo in progresso, in cerca di  una consistenza che convalidi il suo pathos, non si arrende di fronte all’ignoto, e vola, con iperboli o con agganci  retorici  di significante valenza, verso riposi familiari, verso memorie di intime stagioni: “Noi, per un mondo migliore/ noi, popolo in movimento/ noi, figli del vento/   noi sabbia/ allo scorrer del tempo./ Noi, amati da Dio”. C’è questa inquietudine del tempo che vola, del momento inafferrabile, ma c’è anche la fede verso un Dio che ci ama. Una silloge completa, direi, che tocca tutti gli angoli dell’umano vivere; una narrazione che pretende qualcosa di più, che ambisce ad una poesia ancora più aderente, più consona alla pluralità di un mondo interiore, polivalente e plurale, perché la Serpi ama il canto, e vorrebbe che si perpetrasse foscolianamente ai posteri; al tempo a venire per trasferire all’eterno uno sprazzo caduco di vita, una solitudine, una notte di mezza estate:

(…)
Notte di mezza estate,
io e questo bianco foglio
stasera è tutto ciò che ho
ma non è ciò che voglio. (In sol-itaria)

DONNA

Passi leggeri, nello scandir del tacco
la gonna ondeggia al corpo
in flessuoso movimento
sguardi che al passaggio
accarezzano l’orgoglio.
Dove si ferma il sorriso
ne rimane l’impronta,
la fierezza di donna
prosegue il cammino
nelle primavere illusorie
del mai finire.
Sarà madre, difenderà ideali
avrà corpo e anima da gestire,
troverà il coraggio tra le sue paure
la leggerezza della gazzella
non le negherà la forza della leonessa.
E se quel passo diventerà più pesante
il suo cuore saprà esser leggero
al compiersi di un’esistenza
dove essere donna, è stato bello.

DIMENSIONE
Dorme la gatta al canto del foco
Il suo gomitolo unico gioco,
una crepa sul muro come ferita
s’allarga e ti segna lo scorrer di vita,
un ragno accasato nell’angolo tesse la tela
imprigionando attimi che il destino svela,
l’orologio da parete ormai fermo alle sette
sul suo quadrante più niente riflette,
di umile forgia una scura vetrina
con i suoi ripiani adorni di trina
e una finestra che si affaccia chissà ?!
alba,tramonto non vedo di là.
Sembra una stanza sospesa nel tempo,
Sorprende la noia ascolta il sentimento,
Accartoccia la vita,strapazza i pensieri
Dipinge l’assurdo, annulla i desideri.
Non so se è reale quello che vedo
o un film mentale, ancora mi chiedo,
fermo, bloccato su di un fotogramma
che nutre lo sguardo e il pensiero inganna.
Una sedia impagliata domina la scena
il suo fantasma richiama a vita terrena.

Riporto infine anche il giudizio comunicato dallo stesso poeta-critico Pardini alla poetessa:

“Carissima Marzia,
mi fa grandissimo piacere leggere parte della mia esegesi. E quello che ho scritto è nato da un animo cotto a puntino dalla lettura dei tuoi versi. Mi ha affascinato e mi affascina della tua lettura e della tua scrittura quel realismo lirico alla Capasso che pochi sanno trattare ricorrendo ad una meditazione della realtà come tu sai fare. Belli e significativi i versi citati contengono tutta intera la tua anima affidata ad una versificazione di sonora e visiva plasticità.
Nazario Pardini”

NOTE SUL DENSO CURRICOLO POETICO

Nel 1993, vinto il “Premio Selezione ’93”, ha visto pubblicare la sua prima raccolta di poesie “Espressioni di una vita” (Cultura Duemila Editrice). Alcune sue opere sono state pubblicate nelle raccolte “Viareggio Carnevale”, “Poeta anch’io – III edizione”. Il giudizio lusinghiero di alcuni critici l’ha spinta a proseguire . Così, nel 2010, esce la sua seconda raccolta “Volo di Rondine” (Bastogi Editrice Italiana). Il libro riceve diversi riconoscimenti: Maggio 2011 3° Premio per la sezione “Poesia Edita” al Concorso Nazionale “Viareggio Carnevale”, Giugno 2011 ” Premio Speciale della Giuria per la sezione “Libro Edito” al Concorso Internazionale di poesia, narrativa e saggistica “Il Boccale”, Ottobre 2011 1° premio nella sezione “Libro Edito” al Concorso letterario internazionale “Profumo di Marzo”. Contemporaneamente partecipa con poesie inedite a concorsi letterari ricevendo nel 2011 il 3° Premio nella sezione “Poesia” al Premio Letterario Internazionale “Lilly Brogi- La Pergola Arte Firenze”, sempre nel 2011 il Premio della Presidenza per la sezione “Poesia a tema libero” al Premio Letterario Internazionale “Ischia, l’Isola dei Sogni”, nel 2012 il 5° premio unica sezione poesia a tema “Emozioni d’infanzia” al premio nazionale di poesia “Cipressino d’oro”, nel 2012 il Premio Speciale della Presidenza per la sezione “Poesia a tema libero” al XIII Premio Letterario Internazionale “Ischia l’Isola dei Sogni”,nel 2012 Segnalazione di merito “Poesia a tema libero” al Concorso Letterario Nazionale “San Lorenzo in Poesia” , nel 2012 il Premio Paracelso unica sezione poesia a tema “I 4 elementi: aria, acqua, terra, fuoco” con l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica al Concorso Internazionale “Poeta anch’io”. Nel 2012 Conferimento Speciale della Giuria per la sezione “Poesia a tema libero” al Concorso Letterario Internazionale “Profumo di Marzo” Nel 2012 il 4° Premio Divulgazione per la sezione “Poesia a tema libero” al Premio Letterario Internazionale “Lilly Brogi La pergola Arte”. Nel 2011 l’autrice partecipa con una poesia inedita all’antologia poetica “Cento voci verso il cielo” realizzata a scopo benefico dall’associazione culturale La Pergola Arte. Sempre nel 2011 altre liriche inedite sono inserite nella raccolta antologica “La ricerca poetica” pubblicata da Bastogi. Partecipa, con la lettura di sue opere, a diversi eventi tra cui, nell’agosto 2011, alla serata “Calici di stelle” in piazza Duomo a Colle di Val d’Elsa. Nel 2012 altre liriche inedite accompagnate dai giudizi critici di Lia Bronzi e Duccia Camiciotti sono inserite nella seconda raccolta antologica “I poeti contemporanei e la critica” pubblicata da Bastogi. Nel mese di ottobre 2012 l’Associazione Culturale “Mino Maccari” le dedica un ampio articolo sul giornalino trimestrale “Il Maccarino”. Nel mese di aprile 2013 esce la sua terza raccolta di poesie, dal titolo “Oltre lo sguardo” (Bastogi Editrice Italiana) presentata a Castelnuovo Val di Cecina. Nel 2013 Segnalazione di merito “Poesia a Tema Libero” al Concorso Letterario Nazionale “San Lorenzo in Poesia”. Nel 2013 Conferimento speciale della Presidenza al Concorso Letterario Internazionale “Profumo di marzo”. Nel mese di Settembre (20/9/2013) la terza raccolta “Oltre lo sguardo” viene presentata a Firenze in Palazzo Vecchio. Nel 2013 Premio di merito nella sezione “Opere edite” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Premio Letterario Internazionale “Montefiore”. Nel 2013 Premio Finalista nella sezione “Editi” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Concorso Nazionale di Poesia “Terzo Millennio” Roma. Nel 2013 Conferimento Speciale nella sezione Poesia a tema “Amarsi tra passato e presente” al Concorso Letterario Internazionale “Idea Donna – Lei e Lui” Nel 2013 Alcune liriche inedite sono inserite nell’antologia “Voci fiorentine” editrice (Ibiskos-Ulivieri). Presentata il 13-12-2013 a Firenze Palazzo Bastogi. Nel 2014 Menzione d’onore nella sezione “Libro edito” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica “Pegasus Literary Awards”- Nel 2014 Primo Premio, nel concorso a tema “Poesia respiro dell’anima-Ambasciatrice di pace” al Concorso Internazionale di Poesia “Molteplici visioni d’amore” Nel 2014 riceve il 4° Premio, nel Concorso a tema “Giro giro tondo …. i bambini e la guerra nel mondo” al Premio Nazionale di Poesia “Cipressino d’oro”. Nel 2014 Segnalazione di merito “Poesia a Tema Libero” al Concorso Letterario Internazionale “Premio Piemonte Poesia”. Nel 2014 Segnalazione di merito nella sezione C “Amici dei medici-scrittori- opere edite” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Premio Nazionale di poesia “Nora Rosanigo”. Nel 2014 Menzione d’onore, nella sezione unica “Racconti a tema libero” al Concorso Letterario Nazionale “I Racconti di San Lorenzo”. Nel 2014 riceve il 3° Premio, nella sezione “Diritti dell’uomo” al Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Terzo Millennio” Roma. Nel 2014 riceve il 1° Premio assoluto, nella sezione “Poesia a tema libero” al Concorso Letterario Poesia e Narrativa “Idea Donna – Lei e Lui”. Nel 2014 riceve Menzione della giuria, nella sezione unica a tema “Amore in una qualsiasi delle sue accezioni e declinazioni” al Concorso Nazionale per Poesia e Narrativa “Premio letteratura d’amore” Torino. Nel 2015 riceve il Premio Speciale: Cortona Città del mondo. Nella sezione “raccolte di poesia edite” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Concorso Internazionale di Poesia “Molteplici visioni d’amore”. Nel 2015 riceve il 2° Premio, nel Concorso a tema “Mamma, papà sto arrivando. La magia dell’arrivo di un bambino” al Premio Nazionale di Poesia “Cipressino d’oro”. Nel 2015 riceve il Premio Targa Paris – Plaque Honorifique Paris. Nella sezione opere inedite di poesia singola al Premio Letterario Internazionale Itinerante “World Literary Prize” . Parigi. Nel 2015 il 5 agosto, viene pubblicata la Poesia dal titolo “Expo Milano 2015” nel sito mondocattolicaexpo del Padiglione della Santa Sede, che chiedeva: Racconta la tua esperienza e le tue riflessioni sul tema “Non di solo pane”.
L’autrice, ad oggi, è membro del consiglio esecutivo della Camerata dei Poeti di Firenze.Il suo nome è inoltre presente nel “Dizionario Biobibliografico dei Poeti e dei Narratori Italiani dal secondo novecento ad oggi” edito da Bastogi nel 2011. Altre liriche, accompagnate da autorevoli recensioni sono presenti nelle seguenti antologie: La ricerca poetica, I poeti contemporanei e la critica, Cento voci verso il cielo, Voci fiorentine, L’alfabeto della poesia. Nel 2016 ha partecipato al progetto “ Stendardi d’Autore” a Massa Marittima e al progetto “ Italia Poesia chiama Europa”. Nel 2017 è uscita la quarta raccolta “Lo specchio e l’anima”.