TEMI SCOLASTICI: ‘QUALE CULTURA’ e ‘VOCI DI POETI A CONFRONTO’; scritti dalla studentessa Silvia Pisaneschi

N.B. – I commenti, le note, le precisazioni e l’organizzazione dei testi o delle foto nei posts, come anche l’inserimento su internet dei lavori, nel bene e nel male,  praticamente sono e sono sempre stati,  in ogni occasione e ‘per ogni dove’, a cura di Piero Pistoia (lavoro siglato: NDC)! anche se non direttamente esplicitato (salvo rare eccezioni).

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I seguenti temi scolastici, assegnati dalla  docente prof.ssa Nara  Pistolesi, furono scritti da Silvia Pisaneschi, al tempo studentessa al triennio del Liceo Classico ‘Carducci’ di Volterra, oggi dott.ssa in medicina.

Vengono riproposti sul nostro blog non solo per  la rilevanza dei loro contenuti, ma anche come esempio non trascurabile di possibile utilizzo di questo blog nei curricula scolastici e non solo.

Il primo, che riguarda il significato del concetto di Cultura (‘Quale Cultura’) che oggi, nel cuore di una ‘globalizzazione ragionieristica e spesso selvaggia’,  sembra fortemente polisemico (tutto è cultura!) e irriguardoso del suo contenuto formativo ed educativo originale,  può essere letto in pdf cliccando sul seguente link:

CULTURA_PDF_Pisaneschi

Il secondo, ‘Voci di poeti a confronto’, riguarda il commento comparato, stringente e qualificato, di una poesia di Giacomo Leopardi, ‘A se stesso’ con quella di Eugenio Montale, ‘Mia vita,  a te non chiedo lineamenti’, ambedue riportate su questo blog e commentate a più voci, anche dalla stessa docente che le aveva proposte al confronto, in particolare quella di Leopardi; ma  in ambedue vede nell’indifferenza il bene di vivere.

Per leggere questo secondo tema cliccare sul link successivo

poesie_confronto_pisaneschi30001

A SE STESSO

Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l’inganno estremo,
Ch’eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo
T’acqueta omai. Dispera
L’ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera
E l’infinita vanità del tutto

Giacomo Leopardi (dai ‘Canti’)

MIA VITA, A TE NON CHIEDO LINEAMENTI

 Mia vita, a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio.

Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.

Eugenio Montale (da ‘Ossi di Seppia’)

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Da notare come intermezzo in quest’ultimo articolo appare un’opera dello scultore volterrano Mauro Stefanini; chi volesse leggere un commento sulla sua scultura, e vederne altre, cliccare da Google il suo nome.

I due articoli sono stati rivisitati da IlSillabario N.3-1997-1998

ANCORA DA COMPLETARE

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