COMMENTO A PIU’ VOCI ALLA POESIA “ITALIANO IN GRECIA” DI VITTORIO SERENI, PARTE SECONDA; a cura di Paolo Fidanzi

ITALIANO IN GRECIA

di Vittorio Sereni

Prima sera ad Atene, esteso addio

Dei convogli che filano ai tuoi lembi

Colmo di strazio nel lungo semibuio

Come un cordoglio

Ha lasciato l’estate sulle curve

E mare e deserto è il domani

Senza più stagioni

Europa Europa che mi guardi

Scendere inerme e assorto a un mio

Esile mito tra le schiere dei bruti

Sono un tuo figlio in fuga che non sa

Nemico se non la propria tristezza

Di laghi  di fronde dietro i passi

Perduti,

Sono vestito di polvere e sole

Vado a dannarmi e insabbiarmi per anni

(Pireo, Agosto 1942)

 

La poesia ITALIANO IN GRECIA di Vittorio Sereni evoca in me una forte riflessione sulla poesia contemporanea e sui “poeti” nonché sull’idea di un’Europa politica ed economica moderna e solidale, che possa condividere, nelle rispettive peculiari diversità , un progetto di vita comune che avvicini i popoli e non cerchi di umiliarli attraverso la legge del più forte. Un Europa che sappia cogliere le novità sociali e sappia farne fronte con realismo sociale. Nella nostra poesia che appartiene alla sua seconda raccolta “ Diario d’Algeria del 1947“ Sereni scrive:-Europa Europa che mi guardi-” rivolgendosi ad un’ Europa che di fatto non esisteva. E racconta:”.. Il ritrovarsi in Grecia come militare significava appartenere, volente o nolente, a un esercito oppressore nella terra oppressa. Il contatto con l’Europa che stava al di là della frontiera, e su cui avevo forse anche fantasticato, (al verso 10 l’esile MITO nella schiera dei bruti)avveniva nel modo più brutale e più naturale, che prima non avevo neppure potuto immaginare.-” Ferdinando Camon in una sua intervista, lo incalza chiedendoli se quell’Europa fosse un’idea o al massimo un ideale, poiché appunto, allora non esisteva. Sereni risponde:- E chi di noi aveva mai vissuto veramente e pienamente l’Europa in quegli anni? Che era deformata dall’idea che il fascismo voleva darne, e dai rapporti che il regime aveva (o non aveva) stabilito con le altre nazioni.-CAMON Allora, non un’idea ma un ideale? SERENI né l’una né l’atro. CAMON Un rimpianto o una speranza? SERENI l’uno e l’atra. C’era in noi il senso di un’Europa che era stata, o che comunque avrebbe potuta essere, e che non aveva proprio niente a che fare con quella che si andava raffiguarando durante l’occupazione. Di qui il senso di colpa in noi…-

ITALIANO IN GRECIA è quindi una poesia di guerra, come scrive Dante Isella,ma ancora gravata dall’attesa, appartiene alla prima sezione della raccolta, LA RAGAZZA D’ATENE, e ancora si svolge sull’urlo del baratro bellico, nell’approssimarsi meditativo al grande evento-Datata agosto 1942 registra il passaggio in Grecia del reparto in cui è arruolato l’ufficiale Sereni, che cadrà prigioniero in Sicilia il 24 luglio 1943 – Da due anni o quasi- scrive in l’anno quarantatre, negli immediati dintorni il mio reparto cercava di raggiungere l’Africa del Nord senza riuscirvi. Fummo ad Atene quattro mesi per questo, al tempo dell’Asse fermo a El Alamein e quasi in vista di Alessandria.- A questi quattro mesi risale la nostra poesia, che sembra presagire, insieme con la fine malinconica e simbolica dell’estate, oltre a tutto l’orrore della guerra ( verso 10 le schiere dei bruti, senza distinzioni dell’una e dell’altra parte, anche l’orrore della prigionia africana (verso 17 vado a dannarmi a insabbiarmi per anni.-_ La battaglia di El Alamein (ottobre . Novembre ’42) condotta per parte degli Inglesi dal generale Montgomery, bloccò le truppe dell’Asse Roma -Berlino a un centinaio di chilometri da Alessandria d’Egitto e le costrinse a ritirarsi in Libia, lasciando agli americani via libera per lo sbarco in Marocco e in Algeria(novembre ’42) l’occupazione dell’Africa settentrionale e poi (luglio ’43) della Sicilia. Mengaldo definisce il Diario d’Algeria punto d’arrivo e insieme superamento dell’ermetismo, Raboni vede coesistere tra le sue ascendenze riscontrabili o immaginabili l’Ungaretti supremamente rarefatto e scandito del Sentimento del tempo e la scandalosa discorsività sabiana.

Per tornare un attimo all’analisi della poesia vediamo al verso 1 prima sera quanto sia indicativo di come l’intera raccolta si tratti di un vero diario da leggere di seguito, poesia poco poesia , essendo le pause tra una lirica e l’altra appena più forti di quella tra l’una e l’altra strofa, come diceva Fortini. -protratto doloroso addio. I convogli alla periferia della città strazianti per la guerra imminente… con una grande pena ( come un lutto per l’estate che finisce) il poeta avanza nel suo futuro immaginato vuoto e quasi atemporale con un intenerimento retrospettivo dovuto alla memoria del felice tempo perduto, verso l’imminente dannazione in Africa.

Ora, a chiudere questo piccolo intermezzo critico mossomi dalla lettura della poesia ITALIANO IN GRECIA, sta l’attualità di Sereni non solo nell’ideale di un’ Europa che ancora latita e sfugge, ma l’intera impostazione dialettica di questo poeta volto al dialogo e all’introspezione. Un poeta che seppe cogliere l’importanza della poesia rispetto a quella dei poeti, la fondamentale necessità di trasmettere il verso più che il poeta personaggio.(Tema da me affrontato recentemente anche su questo blog ).

CAMON- Come vede lei, oggi, (fine anni settanta – primo anni ottanta) il rapporto tra scrittore(narratore e poeta) e il pubblico?

SERENI -Lei sa che c’è addirittura una categoria sociale caratterizzata dall’attuale clima letterario; ma è fittiza, artificiale. Io sono fra quelli che augurano una rapida estinzione della società letteraria così comìè oggi: delle sue consuetudini, delle sue convenzioni e dei suoi cerimoniali; e cioè la cessazione dell’attuale rapporto scrittore-pubblico, e del modo in cui questo rapporto o mediazione avviene. Intendiamoci: uno scrittore non può non avere un pubblico,è giusto che lo abbia, ma che sia pubblico di ciò che lo scrittore scrive, non pubblico del personaggio che egli è o tende a diventare, demagogo, mattatore o sofista. Lo scrittore, in quanto individuo, in quanto persona, lo vedo più volentieri assorbito nella folla, nel popolo..

P.S.

Ho in mente di riproporre, una volta trovati i complici necessari a tutti i livelli, un foglio letterario intitolato QUESTO E ALTRO sottotitolo DIALOGO CON UN LETTOREproprio come la rivista redatta da Sereni ed altri ,che chiuse improvvisamente i battenti nella prima metà del 900 , più o meno.

Paolo Fidanzi

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...